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Relazione di Padre Gabriele Amorth del 31 luglio 2010
INCONTRO DI PREGHIERA DEL 31 LUGLIO 2010 Leggiamo il messaggio della Madonna, come siamo soliti, del 25 luglio: “Cari figli, vi invito di nuovo a seguirmi con gioia. Desidero guidarvi tutti a Mio Figlio e vostro Salvatore. Non siete coscienti che senza di Lui non avete gioia, né pace e neanche futuro, né vita eterna. Perciò figlioli, approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa e di abbandono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Poche parole ci daranno l’occasione di fermarci: “Cari figli, vi invito di nuovo a seguirmi con gioia…” la Madonna in tutto il mondo appare e invita a seguirla con gioia. Com’è bello! Si va con gioia dietro la Madonna; è un’armata straordinaria! Altro che l’armata francese piegata da Santa Giovanna d’Arco. Qui è la Madonna stessa che si mette a capo di un esercito immenso. In questi giorni sapete che a Medjugorje è incominciato il festival dei giovani e non c’era più posto per dormire neanche nei paesetti vicini, tanto da raccomandare ai giovani di andare con i sacchi a pelo. Dove ci porta Maria? Ci porta a Gesù. “…Desidero guidarvi tutti a Mio Figlio, e vostro Salvatore”. La Madonna ci porta dal Salvatore, ci porta da Suo Figlio perché è Lui che è morto per noi e che è risuscitato per noi. “…Non siete coscienti…, qui viene il bello, la parola più forte di questo messaggio, “…non siete coscienti che senza di Lui non avete né gioia né pace, e neanche futuro e vita eterna”, gioia e pace, futuro e vita eterna. Come si fa ad avere la gioia e la pace? L’ho imparato anche ultimamente da Radio Maria. C’era un bravo relatore che diceva: “Sapete come si fa ad avere sempre gioia?” Bisogna abituarci a ringraziare sempre. Vivere di ringraziamento: il sole, le nuvole, la luce, il buio, la salute, la malattia, e se le cose vanno dritte, dire sempre “Grazie, Signore!” Chi si abitua a ringraziare sempre il Signore ha la pace. Ci sono invece di quelli che brontolano sempre! Portava come esempio: “Sono andato in una casa di riposo e anche lì si vede così bene la distinzione: o si vive ringraziando o si vive brontolando. Ci sono di quelli che ringraziano sempre di tutto e vengono anche aiutati volentieri e intorno a loro c’è un clima di festosità; ci sono di quelli che non sono mai contenti, brontolano sempre, di tutto, e la vita diventa pesante per loro prima di tutto, e anche per chi vive con loro. Ecco, c’è da scegliere: vivere ringraziando o vivere brontolando! Però siamo furbi, se si vive ringraziando, si vive bene, si vive nella gioia sempre, per lo meno nella serenità, nella fiducia, ringraziando Dio di tutto. In questi giorni un mio amico mi ha portato due uomini, della mia età, due grandi lavoratori, pieni, pieni di soldi. Stavo per dire: “Beati loro!” Ho chiesto loro: “Lo sapete che moriremo?” Hanno fatto il muso lungo. Uno mi ha detto: “Si, ma non ci penso, non ne voglio sentir parlare”. Figliolo, anche se non ne senti parlare, però lo sai che morirai? Tra mille anni dove sarai? Nel 3010, dove sarai? Lo sai che sarai vivo, ma non ci pensi…. Ma cosa pensi del tuo futuro dopo la morte?” E’ proprio vero quello che la Madonna ha detto: “Non siete coscienti che senza di Lui non avete gioia, né pace e neanche futuro, né vita eterna.” Ma lo sai quello che sarai tra mille anni, ci sarai anche tra un milione di anni, tra un miliardo di anni, tra cento miliardi di anni, per tutta l’eternità. Ma lo sai che la morte è solo la porta dell’eternità? San Paolo amava tanto Gesù; “Desidero morire per essere con Cristo”. E un’altra volta: “Per me la morte è un guadagno”. Altro che non pensarci, non volerci pensare, è una cosa triste, facile cosa! Intanto si muore lo stesso, e non sai quando e non sai come, per cui il Vangelo ci dice di essere sempre pronti. Ecco il futuro, il futuro è la vita eterna! Sapete che santo è oggi? San Ignazio di Loyola. San Ignazio si trovava a Parigi dove aveva studiato dopo essere stato un ufficiale. Era in compagnia di uno studente molto brillante e più giovane di lui, Francesco Saverio, a cui ripeteva in continuazione il ritornello: “A che serve guadagnare il mondo, se poi perdi l’anima tua?” Francesco Saverio aveva davanti a se una vita brillantissima, ma dài oggi, dài domani questo ritornello gli è entrato in testa e si è fatto gesuita. Voi sapete che grande apostolo nell’India, nella Cina e nel Giappone è diventato. Ecco, a che serve la vita? Serve per guadagnare quella eterna. Ho chiesto a quei due: “A Messa ci andate?” “No”. “Pregate?” “Qualche volta”. Il Vangelo dice che è necessario pregare sempre. Un giorno, c’è stato un giovanotto che è andato da Gesù e Gli ha chiesto: “Maestro, come si fa ad andare in Paradiso?” E Gesù gli ha risposto: “Osserva tutti i Comandamenti” e siccome ce li ho sempre con me, ho tirato fuori due foglietti e glieli ho dati uno per uno con i dieci comandamenti. Quando morirete dove andrete? Ve lo dico io: “Non lo sapete?” No! “O al Paradiso o all’Inferno il Purgatorio è provvisorio, non lo calcolo neppure, è già Paradiso. Il Paradiso c’è. O al Paradiso o all’Inferno. Dove volete andare? “Al Paradiso”. E Gesù ha risposto a chi gli chiedeva come si fa ad andare in Paradiso che bisogna osservare i Comandamenti, tutti e dieci, se li osservate ci andate, se non li osservate non ci andate. Dipende da voi! Ecco il futuro, non siete coscienti neanche del futuro e della vita eterna! Oh qui avrei bisogno di troppo tempo, non ce l’ho! “La vita eterna!” “Ma che cos’è la vita eterna?” E’ vivere sempre con Dio nella gioia. La Madonna insiste sulla gioia e qui ripete questa parola tre volte: “…Seguitemi con gioia…; …non avete gioia né pace…; …approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa…”. Ma il Signore la gioia ce la dà subito. Lo sapete che col Battesimo noi diciamo in termini teologici che “abbiamo la grazia santificante”. Cos’è la grazia santificante? S. Pietro ce la spiega con parole molto semplici “siamo partecipi della vita di Dio” già adesso! C’è stato un santo che una volta ha avuto dal Signore una grazia straordinaria. Aveva un suo conoscente, se lo vedeva ogni tanto tra i piedi e un giorno il Signore gli ha dato la grazia di vedere quel suo conoscente in grazia di Dio, di vederlo come lo vedeva Lui. Ha visto quest’uomo luminosissimo e con una felicità immensa. Ecco che San Paolo, San Giovanni ci ripetono: “Non si vede ciò che siamo, ma lo siamo già, se siamo in grazia di Dio, siamo già partecipi della vita divina. Gesù si è fatto uomo, ha preso la nostra umanità per elargire a noi la Sua divinità.” Non vi sentite già un po’ in Paradiso? Già fin da adesso. Allora la morte cos’è? E’ un entrare in Paradiso interamente ed essere splendenti sotto gli occhi di tutti i beati. “…Perciò figlioli, approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa!” E’ necessario pregare sempre senza stancarsi mai e con abbandono. Quale abbandono? Abbandono alla grazia, abbandono all’amore di Dio, abbandono alla Sua misericordia, siamo miseri, siamo peccatori, ma il Signore ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonarci, non esiste un peccato che non possa essere perdonato. Non esiste! Finché siamo vivi possiamo essere sempre perdonati fino all’ultimo momento. Abbandonarci alla certezza del Paradiso, abbandonarci alla fiducia, alla fede in Dio, alla fiducia in Lui. Io ricordo i veggenti nelle prime apparizioni: erano ragazzini, si ricorda Lilli? Tutti e sei entravano in chiesa nella stanzetta di fianco all’altare maggiore. Lì c’era l’apparizione della Madonna e io ero ammesso ad assistere. Poi questi sei ragazzini si mettevano inginocchiati dietro l’altare, in mezzo ci stava prima padre Tomislav, poi padre Slavko e tutti e sei insieme intonavano i sette Pater, Ave, Gloria e il Credo come facciamo noi alla fine della Messa. I sei fanciulli, adesso tutti grandi e sposati, che conoscono i segreti di Medjugorje, hanno tanta paura del futuro che non solo si sono sposati ma sfornano figli…. Guardate un po’ che paura hanno del futuro, si sono sposati e hanno figli. Viviamo nella serenità, nella fiducia perché la Madonna è una condottiera che vince sempre, altro che avere delle paure. Dobbiamo avere la certezza che si realizzeranno le promesse di Fatima già date fin dal 1917 nella prima apparizione. Il Mio cuore immacolato trionferà. Non è ancora venuto il trionfo, la Russia si convertirà, non si è ancora convertita e ci sarà un periodo di pace. La pace c’è se ci si ama, la pace c’è se si va d’accordo, la pace c’è se non c’è più gente che ha troppo e gente che muore di fame, quando tutta la famiglia umana si sentirà una famiglia sola, tutti figli di Dio che si aiuteranno, ecco la pace, pace nelle famiglie, pace nella società, pace per le nazioni. Adesso le domande. Lilli me ne farà una. Poi, visto che voi di domande ne fate poche, ho pensato: “io ricevo tante lettere ogni giorno di disperazione e non arrivo a rispondere a tutte, allora dalle lettere che mi arrivano ho tirato fuori delle domande e le farò.” Don Gabriele Amorth Domanda: La benedizione di un esorcista è uguale a quella di un sacerdote? Don Amorth: Sono uguali. L’esorcista ha questa facoltà dalla Chiesa e, in virtù del mandato ricevuto, può praticare il sacramentale degli esorcismi. Però, tutti possono fare la preghiera di liberazione perché Gesù ha detto: “Coloro che credono in Me, uomini e donne, adulti e giovani, nel Mio Nome scacceranno i demoni.” La grande forza del Nome di Gesù! Tutti nel Nome di Gesù possono fare preghiere di liberazione e di guarigione. Quanto è importante la benedizione: la benedizione dei genitori sui figli, dei coniugi tra di loro. Tuttavia, la benedizione del sacerdote ha un valore maggiore perché c’è il carisma del sacerdozio, e il sacerdote è un altro Cristo, non perché sia Cristo. Anche la Consacrazione fatta da sacerdoti in peccato mortale è valida. Gesù è presente nell’ostia perché il sacerdote principale della Messa è Lui. Il sacerdote è un ministro, è uno strumento. Così, quando il sacerdote assolve, l’assoluzione è valida anche se il sacerdote non è in grazia di Dio, perché chi assolve è Cristo. Allora ecco che la benedizione del sacerdote è la benedizione di Cristo; quindi è più efficace. Domanda: le ossessioni provenienti da Satana come si riconoscono nell’ambito di una patologia? Don Amorth: Chi è pratico e chi ha veramente fede le riconosce. Io vi do questo criterio. La possessione diabolica è rara; sono convinto che c’è possessione diabolica quando riesco a far parlare i demoni, o quando mi rendo conto che un demonio è muto. Cause frequenti sono disturbi di carattere malefico che io chiamo vessazioni oppure ossessioni. Allora è più difficile capire se è un male psichico, se dipende da suggestione o se c’è veramente un intervento del demonio. In questo caso vale la pena di fare l’esorcismo e dagli effetti dell’esorcismo si vede se c’era o no la presenza malefica. Tenendo conto che con gli esorcismi si arriva a dare sollievo, non sempre si arriva a dare la liberazione totale. Io direi in genere che i mali che abbiamo non dipendono dal demonio, è un’eccezione, adesso c’è un po’ la mania. Se qualcuno mi dice: “Ho assistito a sedute spiritiche, sono andato da maghi, da cartomanti, credo proprio di aver preso un disturbo di origine malefica.” “Figliolo, dovevi starci attento prima, comunque con la preghiera, con i sacramenti, specialmente la confessione, (come è importante la confessione frequente), con il rosario che ha una forza straordinaria poiché è la preghiera di Maria, si può riconoscere il male malefico dai disturbi naturali.” Un esorcista con la pratica ha più facilità a riconoscere se c’è il male malefico o se invece si tratta di mali naturali. Molte volte un segno molto importante è l’effetto che hanno le medicine. Se non agiscono si può pensare che il male sia di origine malefica. Bisogna però essere molto sicuri che la diagnosi del medico non sia sbagliata. Mi è capitato, a questo proposito, il caso di una signora che è andata da un medico, le ha fatto una diagnosi, le ha dato delle medicine e non è servito a niente; è andata da un altro medico le ha fatto un’altra diagnosi, le ha dato altre medicine e queste hanno avuto effetto. Tante volte anche questo serve. Domanda: C’è un giovane che vede delle ombre a casa che lo seguono. E’ terrorizzato da queste visioni, che cosa consiglia? Don Amorth: Pregare, pregare, pregare! e cercare di avere pensieri sereni perché quando uno si trova in queste condizioni è portato ad avere pensieri tristi da cui non riesce a liberarsi. Consiglio la confessione, amare il Signore, pensare al Signore, stare in Chiesa, andare alla visita eucaristica. Dire a Gesù: “Tu mi guardi, mi vedi, mi sorridi, tu mi ami e io sto qui davanti a te.” Come fare a stare muti davanti al Santissimo e magari in quei momenti tutte le distrazioni ti vengono in testa e con tutte le cose da fare… Non ha importanza, stai lì lo stesso. Al Sole ci si scalda, davanti a Gesù ci si scalda. Domanda: Lei a Radio Maria si è lamentato che quando uno ha bisogno di un esorcista, è un grande problema trovarlo. Mi pare di aver capito che la colpa di questa situazione è dei vescovi. E’ così? Don Amorth: Nelle ultime due trasmissioni a Radio Maria sono stato un po’ cattivello con i vescovi, però ho anche detto che hanno delle attenuanti. Solo il vescovo può nominare esorcisti nella sua diocesi, tuttavia certe volte questo non accade perché non hanno mai fatto esorcismi, non hanno mai visto esorcismi, per cui molte volte o non ci credono o pensano che sia una cosa enorme. Inoltre spesso incontrano anche difficoltà a trovare sacerdoti disposti ad assumere l’incarico di esorcisti. Allora andiamo alla radice, dove è la colpa? E’ nei seminari. E’ lì che si deve istruire coloro che diventano sacerdoti, istruire prima di tutto sul vangelo. Gesù ha fatto esorcismo, poi ha dato il potere di fare esorcismo, e poi ha dato il comando di fare esorcismo. Prima di tutto il Vangelo, e poi la storia della Chiesa, il diritto canonico, tutti i trattati di teologia spirituale. Purtroppo, oggi non si studia più, ed è così che non abbiamo più direttori spirituali e forse neanche confessori. Tutti questi libri parlano delle possessioni diaboliche, degli esorcismi, è da lì che si comincia, quando abbiamo il clero che non crede, da lì vengono fuori i vescovi, e poi i vescovi da questo clero che non crede devono tirarci fuori degli esorcisti, ma come fanno? Ecco bisogna partire da lì. Sia lodato Gesù Cristo! State in Paradiso! da registrazione non corretta dall’autore
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