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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Leggiamo il messaggio del 25 gennaio: “Cari figli, anche oggi vi invito ad essere portatori del Vangelo nelle vostre famiglie. Non dimenticate, figlioli, di leggere la Sacra Scrittura. MetteteLa in un luogo visibile e testimoniate con la vostra vita che credete e vivete la Parola di Dio. Io vi sono vicino con il mio amore e intercedo davanti a mio Figlio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Ecco un messaggio che come sempre ha degli spunti comuni e delle sfumature diverse: “Cari figli, anche oggi vi invito ad essere portatori del Vangelo nelle vostre famiglie…”. Gesù ha detto: “Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. Ma quanto pochi sono coloro che conoscono la Parola di Dio! Io distribuisco a tutti quelli che vengono da me un foglietto con i dieci comandamenti, perché spesso non li conoscono affatto. Qui la Madonna ci raccomanda di portare il Vangelo nelle nostre famiglie. Molte volte è più facile che uno sia disposto a portarlo in Africa che a portarlo in casa propria. “… Non dimenticate, figlioli, di leggere la Sacra Scrittura…”. Quanto è importante saper leggere la Sacra Scrittura! Penso che tutti voi abbiate la Bibbia. Non basta però averla, bisogna leggerla. La Sacra Scrittura va letta con criterio e non dalla prima all’ultima pagina, dalla Genesi all’Apocalisse, no, va letta con criterio. Io consiglio sempre di leggere prima di tutto il nuovo Testamento e nel nuovo Testamento consiglio di cominciare con la prima lettera che è stata scritta e che è anche la più semplice, il Vangelo di Marco, il più breve, direi sotto certi aspetti, il più incisivo. Incominciare da lì, poi leggere gli altri Vangeli; oppure incominciare con gli Atti degli Apostoli, scritti da Luca in continuazione del Suo Vangelo che potremmo chiamarlo il “Vangelo della Chiesa”; alcuni lo chiamano il Vangelo dello Spirito Santo. Leggere poi le lettere di San Paolo. Non conviene cominciare dalla lettera ai Romani, la più ricca, forse la più bella, ma anche la più difficile, perché può accadere che davanti alle difficoltà ci si scoraggi. Leggere quindi una lettera minore, per esempio la Lettera ai Galati. Vi consiglio di leggere due, tre o quattro volte la stessa lettera, così ci si abitua allo stile di San Paolo, al suo linguaggio. Leggere con metodo la Sacra Scrittura. Nell’Antico Testamento, cominciare dai libri storici, poi leggere quelli profetici ed infine quelli didascalici. In questo modo, passando da ciò che è più facile a ciò che è più difficile, un po’ per volta, si finirà per leggere tutta la Sacra Scrittura. Poi la Madonna aggiunge “…Mettetela in un luogo visibile e testimoniate con la vostra vita che credete e vivete la Parola di Dio…”. Metterla in un luogo visibile, io direi anche in un luogo pratico, dove possa essere letta subito, non in un cassetto. Conosco varie persone che hanno il Vangelo sul loro comodino, prima di addormentarsi leggono una pagina di Vangelo e così al mattino. Dopo averla letta: “…Testimoniate con la vostra vita che credete e vivete la Parola di Dio…”. Ma come si fa a dimostrare che crediamo, che viviamo la Parola di Dio se non la conosciamo? La fede si alimenta sempre con la preghiera e con la Parola di Dio. La preghiera e la Parola di Dio ci fanno crescere nella fede; senza preghiera e senza la Parola di Dio anche la fede si perde. E’ una moda in Italia dire: “Credo in Dio, ma non sono praticante”. Che ne sanno della fede, se non sanno neanche i dieci comandamenti? “…Io vi sono vicino con il mio amore…” Ecco, la Madonna ci incoraggia, è vicina a noi con il suo amore, “…e intercedo davanti a mio Figlio per ognuno di voi…”. Ci ama singolarmente uno per uno, non siamo una massa per Maria, siamo degli individui, è accanto a ciascuno di noi e intercede per ciascuno di noi. “…Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Ecco, ci restino impressi dal messaggio di oggi questi inviti: dobbiamo essere portatori del Vangelo “Andate in tutto il mondo e predicate le Mie parole, portate a tutti gli uomini le Mie parole”. Leggere con criterio la Sacra Scrittura e testimoniarla, cioè credere e vivere la Parola di Dio. Tante volte abbiamo da imparare dagli altri, se voi parlate con un maomettano su questioni di religione vi risponde sempre con una frase del Corano, sempre, lo conoscono bene; noi invece non sempre siamo in grado di rispondere con una frase del Vangelo. Anche la settimana scorsa mi è capitato di parlare con uno che diceva: “Io credo in Gesù Cristo, ma non credo nei preti”. Ho risposto con una frase del Vangelo: “Chi ascolta voi, ascolta Me, chi disprezza voi, disprezza Me!” Perché poi chi dice di non credere nei preti, in realtà crede nel Vangelo a modo suo, in ciò che gli fa comodo, senza tener conto delle spiegazioni date dal magistero della Chiesa a cui Gesù ha affidato la Sua Parola. No, cari miei, chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi, disprezza Me! La Parola di Dio va ascoltata tutta, va seguita tutta, tutta senza eccezioni. Don Gabriele AMORTH Domanda: Sono una mamma disperata, mia figlia di 35 anni è obesa, sempre depressa, ha incontrato tanti medici e ha subìto diversi interventi chirurgici sempre senza alcun risultato. Potrebbero averle fatto qualcosa? Come possiamo risolvere questa situazione cosi grave? Don Amorth: C’è da dire: “Signore, sia fatta la Tua volontà!” Guardate, la preghiera fondamentale è: “Signore, se tu vuoi fa che io non beva questo calice”. Ossia, è legittimo chiedere al Signore che ci tolga le sofferenze e i dolori. “Se è possibile passi da me questo calice senza che io lo beva, esonerami dalla passione, però avvenga come vuoi Tu e non come voglio io”. Per cui in casi come questi, dove la medicina si dimostra impotente, c’è da offrire al Signore la sofferenza, che è un’occasione di merito. Le sofferenze hanno una grande efficacia per la conversione dei peccatori, per la liberazione delle anime del purgatorio, una grandissima efficacia per la pace del mondo. Non stare a pensare se i medici non riescono a guarire che ci sia qualche cosa di malefico. No! no, non c’è proprio niente. C’è da dire: “Signore, sia fatta la Tua volontà!” Pure per Gesù è stato duro fare la volontà del Padre, tremendamente duro… Domanda: Sono preoccupata per la stabilità dell’unione non religiosa di mio figlio; le liti tra marito e moglie sono frequenti. All’inizio del loro rapporto mia nuora mi raccontò di essere stata fidanzata con un ragazzo, la cui madre era una cartomante; questa donna fece di tutto per far finire il rapporto col fidanzato. Mi raccontò di manifestazioni di tipo malefico (punture sulle braccia con spilli che si materializzavano…). Che cosa posso fare per aiutarli? Purtroppo queste persone non vanno in Chiesa. Don Amorth: Ci vuole tanta preghiera, invitare le persone a pregare, a ricevere i Sacramenti. Gesù è il grande liberatore ed è grande guaritore, quindi rivolgersi a Lui. Rivolgersi anche alla medicina; quello che non bisogna fare è rivolgersi a maghi, cartomanti e a falsi carismatici che fanno spendere quattrini col risultato che spesso le cose peggiorano. In questi casi ci vuole tanta preghiera, tanti Sacramenti, anche tanta offerta al Signore. “Si faccia come vuoi Tu”, naturalmente facendo tutte quelle cure mediche che sono possibili fare. Ma se non si raggiunge alcun risultato… “Signore, sia fatta la Tua volontà” e il Signore tante volte guarisce, il Signore risana. Pensate ai miracoli di Lourdes, a quante persone hanno avuto beneficio anche andando a Medjugorje, andando alla preghiera del Rinnovamento, quante persone hanno avuto beneficio anche andando nelle piscine di Lourdes, di Collevalenza. Domanda: Don Amorth, se questi non vanno neanche in chiesa come fanno a fare il bagno in piscina? Don Amorth: Quando si ha a che fare con delle persone che noi vediamo che hanno bisogno dell’aiuto di Dio e loro non lo vanno a chiedere, non possiamo far niente, possiamo solo pregare per loro. E’ così anche quando mi vogliono portare persone disturbate che non hanno fede. Perché venire da me? In questi casi occorre pregare per la loro conversione a cui potrà seguire la guarigione. Si può anche tentare di avvicinarli a persone buone, invitarli a fare un pellegrinaggio a Medjugorje con un gruppo, perché allora si viene coinvolti dalla preghiera del gruppo e si può ricevere un beneficio. Ecco, consigliare queste cose e soprattutto pregare. Domanda: Come fare discernimento per comprendere se le intuizioni che abbiamo non solo nelle scelte importanti, ma anche nel quotidiano, vengono da Dio, da noi stessi o dal nemico nostro e di Dio? Quali accorgimenti o segnali ci possono illuminare? Don Amorth: Tante volte mi è stata fatta questa domanda: “Sono indeciso, come faccio a capire che debbo fare? Come faccio a capire qual è la via di Dio per me”? Ci vuole tanta preghiera e le decisioni prese dopo molta preghiera, magari davanti al S.S. Sacramento, sono le decisioni che poi ci accorgiamo essere state ispirate da Dio. Ma non aspettiamoci di avere dei segni esterni che ci facciano capire: “Dio da te vuole questo”. Anch’io ho passato il mio periodo in cui avrei voluto sentirmi dire: “Il Signore vuole che tu faccia così”. Ho preso le decisioni giuste pregando e consigliandomi con il direttore spirituale. Questo naturalmente se si tratta di alternative tra cose buone, perché se si tratta di qualcosa di non buono allora siamo sicuri che la decisione non viene da Dio. Domanda: Dopo la morte del corpo, lo spirito rimane nei luoghi dove ha vissuto, segue l’anima, segue il corpo? Don Amorth: Quando noi moriamo l’anima va subito nella sua destinazione. Se colui che muore vive in grazia di Dio, è pulito, senza rimasugli di colpe, va subito in Paradiso, come sicuramente è successo a Giovanni Paolo II, a Padre Slavko. Se un’anima muore in grazia di Dio, però con un po’ di sporcizia (peccato veniale), allora va in Purgatorio che è stato creato dalla misericordia di Dio per dare la possibilità anche nell’altra vita di completare quella purificazione che non si è completata su questa terra. Ecco l’importanza delle sofferenze, dei dolori, dei sacrifici che si fanno proprio per pulire l’anima e per arrivare, più che si può, pronti ad andare direttamente in Paradiso. Se uno muore in peccato mortale va dritto dritto all’inferno dove resta per sempre. Domanda: Se qualcuno muore in peccato mortale, la persona che rimane sulla terra e prega per lui lo può salvare? Don Amorth: No, quando uno muore in peccato mortale va all’infermo. Vorrei però spiegarvi una frase detta dalla Madonna a Fatima: “Pregate e fate sacrifici perché tante anime vanno all’inferno poiché non c’è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro”. Non è che se uno fa sacrifici e prega per un’anima che è all’inferno questa viene liberata e va in Paradiso. No, no, quando è all’inferno non c’è più niente da fare. Ma è importante pregare e sacrificarsi perché un’anima in peccato, almeno in punto di morte accolga la grazia di conversione e si salvi. Pregare e offrire sacrifici perché un’anima arrivi alla morte convertita, arrivi alla morte in grazia di Dio. Se uno muore in peccato mortale, tu preghi per lui: il Signore userà le tue preghiere per altre anime, per altri scopi, non saranno mai preghiere inutili, ma se quell’anima è all’inferno non c’è più niente da fare. Domanda: Ci parla di nuovo della reincarnazione? Dobbiamo credere? Don Amorth: La reincarnazione è una grande balla. Perché si vive una volta sola, dopo la vita c’è il giudizio particolare e la destinazione: o Paradiso, o Inferno o Purgatorio. Il concetto di reincarnazione, così caro alle religioni orientali è contrario alla risurrezione, incompatibile con tutto l’insegnamento che ci viene dall’Antico Testamento e dal Vangelo. Non ci si reincarna, abbiamo una vita sola, e allora dobbiamo viverla bene, perché non c’è nessun’altra possibilità. Cerchiamo di purificarci bene, meglio che possiamo, per andare poi direttamente in Paradiso. A Medjugorje la Madonna lo ha detto: “Sono poche le anime che vanno direttamente in Paradiso, non essendosi purificate sufficientemente in questa vita. Non parla di quante anime vanno all’inferno poiché arrivano alla morte impreparate. Da registrazione non corretta dall’Autore
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