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Relazione di Padre Gabriele Amorth
RELAZIONE DI DON G. AMORTH 19 DICEMBRE 2009 A volte il nostro gruppo si incontra prima che venga dato dalla Madonna il messaggio del 25 del mese e allora andiamo a rileggere uno dei messaggi del passato. Quest’oggi ve ne propongo uno tra i tanti. E’ quello di giovedì 9 ottobre 1986. “Cari figli, voi sapete che io desidero guidarvi sulla strada della santità, però non desidero costringervi ad essere santi per forza. Io desidero che ciascuno di voi aiuti se stesso e me per mezzo dei propri piccoli sacrifici, in modo che io vi possa guidare ad essere di giorno in giorno più vicini alla santità. Perciò cari figli, non desidero neppure costringervi a vivere i miei messaggi, ma questo lungo tempo in cui sto con voi è segno che vi amo immensamente e desidero che ciascuno di voi diventi santo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. E’ un messaggio interessante perché ci trasmette due insegnamenti, il primo è il desiderio di Maria che diventiamo santi. Quando parliamo di santità siamo un po’ troppo abituati a pensare alle persone canonizzate. “Santo” è colui che vive in grazia di Dio. Credo che qui tutti viviamo in grazia di Dio e quindi questa è un’assemblea di santi. Pensate quanto è efficace la nostra preghiera comunitaria, proprio perché sale a Dio da un’assemblea di santi. La prima cosa che la Madonna vuole per noi è la santità, ma non la vuole per forza, non ci vuole obbligare. Dio ci vuole santi! Già nell’Antico Testamento il libro del Levitico diceva: “Siate santi perché Io sono Santo; e il Vangelo: “Siate santi come il Padre vostro celeste”. Cari miei ce ne vuole per arrivare a quel punto lì, se qualcuno di voi è già arrivato ad essere santo come Iddio Padre, alzi la mano, io mi inginocchio davanti a lui… e gli do due sculaccioni. “Siate santi come il Padre vostro celeste, questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione”. Dio ci ha creato per il Paradiso e in Paradiso ci si va se si è santi, se si è in grazia di Dio, ma dal momento che noi tutti commettiamo tante colpe, ecco allora che la immensa misericordia di Dio ci è venuta incontro, quando ci si pente, con quel grande sacramento che è il sacramento della riconciliazione o della confessione. Il Signore ci perdona sempre, a condizione che anche noi a nostra volta perdoniamo sempre. “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Ecco il primo insegnamento che ci viene da questo messaggio del 9 ottobre dell’86: il richiamo alla santità. Il secondo insegnamento ci dice però come è grande il rispetto di Dio verso ciascuno di noi. Dio ci vuole santi, ma non per forza, non ci obbliga. Ci ha dato il dono immenso della libertà che è la nostra grandezza, è il motivo per cui facendo il bene meritiamo il premio e facendo il male meritiamo la punizione. “Ci vuole santi ma non per forza, non ci obbliga.” Però ci invita continuamente a santificarci. Così anche la Madonna. Guardate come è commovente quell’espressione finale: “…questo lungo tempo in cui io sto con voi è segno che io vi amo immensamente…” ecco perché sta così a lungo con noi, perché ci ama immensamente, senza misura, “… e desidero che ciascuno di voi diventi santo...” E’ possibile sbandarci, è possibile sbagliare. Avevo un amico quando ero in provincia di Cuneo, in Piemonte, un sacerdote tanto buono, il quale, vedendo un sacerdote che sgarrava diceva: “Signore tienigli la mano sul capo perché non c’è niente fatto da altri che non possa farlo anch’io”. Sappiamo di un Vescovo che ha sgarrato forte e ha ricevuto una punizione che, speriamo, lo faccia rinsavire. Preghiamo per lui. Io sono sempre grato a Monsignor Milingo per gli esorcismi, le preghiere di guarigione e liberazione che abbiamo fatti insieme. Non si può negare che in passato abbia fatto tanto del bene. Però, vedete, ad un certo punto e a una certa età è possibile sgarrare. Allora vuol dire che dobbiamo sempre essere umili e non buttare i sassi addosso a nessuno. Per lui prego e per lui si fa bene a pregare, perché si converta, perché torni sui suoi passi, sui suoi obblighi, sui suoi doveri così importanti e così gravosi. Si può pregare per lui? Sì, sì, è una grande carità! Però teniamo conto che come lui, giunto a una certa età in cui si dovrebbe avere giudizio, anche noi, se siamo giovani o meno giovani, se siamo già anziani, possiamo sempre sgarrare. Che il Signore ci tenga la Sua mano sul capo. “…Ecco, siate santi…”, questo vuole il Signore da noi, per questo la Madonna sta così a lungo con noi per dimostrarci il suo immenso amore e perché ci vuole veramente salvi. Perseverate! E’ chiaro il Vangelo quando dice: “Chi persevererà fino alla fine sarà premiato, sarà santo”. Occorre la perseveranza che è un grande dono dello Spirito Santo. Facciamo bene a chiederlo. Il Padre Mio, ci dice Gesù, dà lo Spirito Santo a chi glielo domanda. Basta domandarglielo e Lui ce lo dà. Che ci dia la perseveranza, che ci tenga la mano sul capo affinché veramente, come ci dice la Madonna, “... io vi possa guidare ad essere di giorno in giorno più vicini alla santità…” e il vostro cammino sia un cammino in avanti, tenendo conto che dobbiamo sempre stare all’erta perché siamo sempre in grado di usare male della nostra libertà e di usarla a nostro danno. Ecco, concludo con un augurio natalizio: è il messaggio del 2 dicembre del 2009 dato a Mirjana. Ve lo leggo soltanto, non ha bisogno di commento: “Cari figli, in questo tempo di preparazione e di gioiosa attesa…, (ogni Natale è come se Gesù nascesse di nuovo) io, come madre desidero indicarvi ciò che è più importante: la vostra anima. Può nascere in essa mio Figlio? (qui ci invita ad un esame di coscienza, abbiamo un’anima tale che Gesù ci possa nascere?) è purificata dalla menzogna, dalla superbia, dall’odio, dalla malvagità, per mezzo dell’amore? La vostra anima ama al disopra di tutto Dio come Padre e il fratello in Cristo? Io vi indico la strada che innalzerà la vostra anima all’unione completa con mio Figlio. Desidero che mio Figlio nasca in voi. (Ecco l’augurio che ci fa la Madonna per questo Natale: che veramente Gesù nasca in ciascuno di noi.) Che gioia per me, vostra Madre. Vi ringrazio.” Domanda: Una persona che prega e aiuta un indemoniato può avere dei danni? Don Amorth: Se uno prega per una persona non riceve mai dei danni anche se questa persona è indemoniata, anche se questa persona è lontana da Dio, anzi ha più bisogno di preghiera Quindi mai si ricevono dei danni quando si prega per qualcuno. Certamente è stupido ed è inutile pregare per chi si sa che è sicuramente dannato. Per esempio, pregare per Giuda di cui Gesù ha detto: “Meglio per quest’uomo che non fosse mai nato” … Ci sono addirittura delle persone che pregano per Satana; questo è sciocco e stupido. Domanda: Una mamma ha detto al figlio, un bimbo di quattro anni: “Maledetto, maledetto, maledetto!” A questo bambino che cosa può succedere? A parte la preghiera, che altro si può fare? Si può portare da un esorcista, oppure fare preghiere di liberazione? Don Amorth: Certamente in questo caso la madre ha molto più bisogno di preghiere del figlio. Quello che si può fare è benedire, benedire, benedire. Bisogna riparare con le benedizioni le maledizioni. Ricordate che le benedizioni annullano le maledizioni. Quindi anche se avete l’impressione che da qualche persona abbiate ricevuto del male, beneditela, dite: “Signore benedici quella persona”, e il male viene annullato se per caso c’è, se non c’è tanto meglio. Domanda: Vivo con persone che fanno parte della massoneria, che cosa posso fare? Don Amorth: Oh, si può solo pregare perché si convertano. Sapete che la massoneria è condannata e c’è ben motivo perché sia condannata, altroché! Chi sta nella massoneria certamente è lontano da Dio. Si può pregare per lui, ha bisogno di preghiera, ha bisogno di conversione. Non stanchiamoci mai di fare del bene, facciamolo più che possiamo finché siamo vivi, facciamo del bene a tutti, a tutti i casi che ci vengono in mente, a tutti i casi che ci capitano, il Signore ci dà le occasioni, ce le presenta. Ho in mente un giovanotto che si è convertito sul Podbordo a Medjugorje e che tornando a casa ha fatto il proposito di fare del bene alle persone che incontrava. Mi diceva: “Io non le vado a cercare, è il Signore che me le mette tra i piedi, e me ne manda tante, e sembra che io sia chissà cosa, mentre io sono uno che fino a poco tempo fa era un disgraziato. Me ne manda tanti, me li manda Lui.” Anche noi per le occasioni che ci capitano sappiamo approfittarne per fare del bene più che possiamo. Domanda: Molte persone per alleviare i loro dolori reumatici fanno ricorso alla pranoterapia e qualcuno dice di aver trovato giovamento. Da dove derivano questi poteri? Un pranoterapeuta ha raccontato che già sua nonna era pranoterapeuta. Don Amorth: Bisogna distinguere la pranoterapia, parola indiana, da condannare, dalla possibilità che qualcuno scopre in sé stesso di fare del bene. Usare questo dono non è male e non c’è niente di male ad andare da queste persone che hanno dei doni naturali, non sono carismi. Uno può riceverne del bene e ne ringrazia Iddio. Domanda: Come si fa ad accettare la volontà di Dio non riuscendo a prendere la strada che si vorrebbe e come si fa a capire la strada che Dio ci ha riservato? Don Amorth: E’ una domanda che sembra semplice, ma cari miei ce ne vuole! Accettare la Volontà di Dio! Tutto ciò che non dipende da noi facciamo bene ad accettarlo come volontà di Dio. Uno mi fa un dispetto, mi fa una cattiveria, l’accetto come volontà di Dio, però lui risponderà della cattiveria che mi ha fatto e non verrà giustificato dal mio atteggiamento. Tutto ciò che non dipende dalla mia volontà posso accettarlo e devo accettarlo come volontà di Dio. Un santo sacerdote mi diceva: ricordati bene che solo la nostra volontà può opporsi alla volontà di Dio e può farci fare dei passi ad essa contrari. Possiamo andare contro la volontà di Dio. Come si fa a capirla la volontà di Dio? Se si va contro i Comandamenti si va contro la volontà di Dio. Tutto ciò che non dipende da noi, che dipende dagli altri, che dipende, diciamo anche da casi fortuiti, non so, uno scivola per strada, si fa male, qualsiasi cosa che non dipende dalla nostra volontà, accettiamola come volontà di Dio. “Signore sia fatta la Tua volontà” anche se sappiamo che dipende da persone umane ben conosciute e ben precise: “Signore io l’accetto come Tua volontà.” Sia lodato Gesù Cristo!
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