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Relazione di Padre Gabriele Amorth
RELAZIONE DEL 28 FEBBRAIO 2009 “Cari figli, in questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza vi invito di nuovo: “Andate a confessare i vostri peccati affinché la grazia possa aprire i vostri cuori e permettete che essa vi cambi”. Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al Suo piano per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” Alcuni punti: “Cari figli, in questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza…” è iniziato il tempo di Quaresima. Abbiamo preso sul serio questo tempo di rinuncia, preghiera, penitenza e di ascolto della Parola di Dio? “…vi invito di nuovo: “Andate a confessare i vostri peccati affinché la grazia possa aprire i vostri cuori e permettete che essa vi cambi”. Andate a confessare i vostri peccati. Andate spesso a confessarvi? E’ tanto importante confessarsi; la confessione ci aiuta a conoscere noi stessi, ci aiuta a camminare, a migliorare, a vedere i nostri difetti. Il mio fondatore don Alberione della società San Paolo, gli ultimi 13 anni di vita, si confessava tutte le sere! Io lo accompagnavo e il confessore era già pronto. Cosa aveva da dire? Sempre le stesse cose? Io rimasi molto colpito quando una volta il mio confessore mi disse: “Ma don Amorth lei queste cose me le ha già dette venerdì scorso e anche due venerdì fa. Ma ne è veramente pentito?” Ecco mi ha lasciato lì secco! Molte volte la confessione è così. Uno va dice le stesse cose, il confessore ripete la stessa “predichetta”, per cui la confessione più breve che esiste è questa: “Padre gli stessi peccati”, “Figlia….ego te absolvo!”. Confessarsi è accusarsi sempre degli stessi peccati? No, qui dice chiaramente: “…affinché la grazia possa aprire i vostri cuori”. Un’apertura progressiva “… e permettete che essa vi cambi.” Dobbiamo cambiare, dobbiamo cambiare! Per 26 anni sono andato da padre Pio. Gli uomini in attesa di confessarsi si trovavano dietro l’altare. Non a tutti P. Pio dava l’assoluzione. Si è calcolato che a un terzo delle persone ha negato l’assoluzione. I suoi confratelli gli dicevano: “Ma padre, c’è gente che viene da lontano, fa tanta strada per venire, aspetta qui delle giornate per confessarsi e tu non le assolvi neanche?” “Se non faccio così, non si convertono mai, se non faccio così, non cambiano mai!” Voleva che la confessione fosse una vera conversione. Aveva un intuito e una grazia particolare datigli da Dio; capiva se uno era veramente pentito e realmente deciso a cambiare. La confessione deve essere un cammino di progresso verso Dio. “Siate perfetti come il Padre vostro che è nei cieli” è quella la meta verso cui tendere. Non possiamo rimanere sempre allo stesso punto. Dobbiamo camminare! E poi capita che più ci si confessa e più si scoprono difetti a cui prima non si badava, meno ci si confessa e meno ci si accorge delle proprie colpe. Così i cosiddetti “Pasqualini”, (noi sacerdoti chiamiamo Pasqualini quelle persone che si confessano solo a Pasqua), “Da quanto tempo non ti confessi?” “Dalla Pasqua dell’anno scorso”. “E che cosa hai fatto?” “Niente, non ho ammazzato, non ho rubato, non ho fatto niente”. E il sacerdote domanda: “Hai pregato tutti i giorni? Sei andato a messa tutte le domeniche?” Poi passa in rassegna i comandamenti e allora si scopre che tranne ammazzare e rubare hanno fatto tutto il resto. Più frequentemente ci si confessa, più si approfondisce la conoscenza di se stesso, ci si accorge dei propri difetti e si desidera emendarsi. Dopo ogni confessione si deve aumentare lo sforzo per vincere il peccato. Nell’Imitazione di Cristo è detto: “Se ogni anno riuscissimo a vincere un nostro difetto, in poco tempo raggiungeremmo una grande perfezione.” Quindi occorre chiedersi: “Qual è il mio grande difetto? Partire proprio da lì e combatterlo. “…permettete che essa vi cambi.” La confessione ci cambia, ci fa progredire, ci fa avere il controllo di noi stessi, ci fa capire quali propositi dobbiamo fare per migliorare lungo il cammino “Siate perfetti come il Padre vostro celeste” e “Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al Suo piano per ognuno di voi”. Lo sapete che Dio ha un piano per ciascuno di noi? Che dispone le circostanze esterne in maniera che noi possiamo attuare il Suo piano? Circostanze alle volte gioiose, alle volte dolorose. “Signore sia fatta la tua volontà!” E’ la sintesi di tutte le preghiere. Tutti i giorni quando medito i misteri del dolore cerco di immedesimarmi in Gesù: “Che cosa pensava mentre veniva flagellato? Che cosa pensava mentre veniva incoronato di spine, battuto con la verga sul capo, sputato addosso, vilipeso? E che cosa pensava mentre veniva trascinato verso il Golgota con la Croce pesantissima e cadeva perché non ce la faceva più, tanto che è stato necessario l’aiuto del Cireneo? Che cosa pensava ogni volta?” “Padre, sia fatta la Tua volontà!” “E mentre lo inchiodavano in croce?” “Padre, sia fatta la Tua volontà, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Che parole d’amore sono le parole pronunciate da Gesù in croce! Ha attuato il piano di Dio; Dio aveva disposto tutto perché si attuasse il piano di passione, di risurrezione e quindi della nostra redenzione. “Convertitevi, apritevi a Dio e al Suo piano per ognuno di voi”. Ognuno di noi non sa qual è il piano di Dio su di sé, lo attua attraverso le circostanze della vita e quindi ad ogni circostanza della vita “Signore sia fatta la Tua volontà!” Solo la mia volontà può opporsi alla volontà di Dio. Le circostanze esterne, quello che fanno gli altri, anche se mi prendono in giro o fanno altro, non ostacolano il piano di Dio, ma aiutano ad attuarlo; anche le tentazioni del demonio, tanto che San Giovanni Crisostomo osò dire che il demonio, certamente contro sua voglia, è “il santificatore delle anime”, perché tentandole dà loro l’occasione di vincerle, di resisterle, di combatterle, di non accettarle e quindi di dimostrare a Dio la propria fedeltà. Mi è stato chiesto: “Ma anche la Madonna è stata tentata dal demonio?” “Si”. “Quando?” “Dalla nascita, alla morte.” Ma ha sempre rifiutato la tentazione, per cui è Immacolata, senza la più piccola macchia di peccato. Ricordiamoci questi tre punti. Primo punto: viviamo la Quaresima, tempo di rinuncia, preghiera e sofferenza, fin da stasera, se ancora non l’abbiamo fatto. Secondo punto: andate a confessare i vostri peccati, aprite i vostri cuori e permettete che la confessione vi cambi. Deve esserci un progresso continuo tra una confessione e un’altra. Terzo punto: convertitevi a Dio e al suo piano per ognuno di voi. Dio ha un piano su di me, personale, unico, irripetibile. Durante il cammino della vita sappiamo anche noi dire come Gesù durante la Sua Passione: “Signore sia fatta la Tua volontà”. Grazie! Testimonianza: Mi chiamo Nadia, abito a Roma e sono operatrice sanitaria, lavoro al CTO. Tutto è iniziato con un pellegrinaggio a Medjugorje dal 30 Agosto al 6 settembre 2006. La mia vita da allora è completamente cambiata, sono una persona nuova. In quella meravigliosa località ho avvertito la presenza della Madonna e dentro di me ho sentito un grande amore e un fortissimo desiderio di preghiera, quella vera, fatta col cuore. La Madonna mi ha fatto comprendere la strada che avrei dovuto intraprendere al mio ritorno a Roma. La domenica successiva al mio arrivo sono andata nella chiesa di San Camillo, dove si trova la tomba di Santa Aristea. Aggirandomi all’interno della chiesa mi sono fermata davanti ad un’urna dorata, sotto c’era un inginocchiatoio con la scritta: “San Camillo De Lellis protettore di malati, ospedali e operatori sanitari”. Mi sono sentita subito attratta perché sono un’operatrice sanitaria. Ho cercato subito un sacerdote ed ho incontrato il parroco, padre Luigi il quale è stato molto gentile con me. Nei giorni che seguirono, pensai continuamente a quell’urna, non sapevo perché era successo proprio a me, mi sentivo trasformata e nello stesso tempo molto felice. Le mie giornate ora sono caratterizzate dalla preghiera, dalla carità verso i malati, vivo in modo completamente diverso di prima perché sento in me l’immenso amore di Dio. Continuo il mio cammino che è meraviglioso, in me c’è una profonda pace mai provata prima, ma il Signore mi riservava ancora la sorpresa che ora il gruppo di preghiera si riunisce proprio nella chiesa di San Camillo. Grazie, Madre, che mi hai strappata dal mondo, pur vivendo nel mondo, mi hai presa per mano per darmi quelle gioie sulla terra che sono un anticipo di quelle del Cielo. Don Amorth: Il Vangelo ci dice che dai frutti si conosce la pianta. Ecco perché noi cerchiamo di divulgare i messaggi di Medjugorje, si sente così bene che è la Mamma che ci parla. Mi si chiede: “Perché la Chiesa non approva Medjugorje?” Ma non può approvarla perché le apparizioni sono ancora in corso, ci sono i 10 segreti, bisogna aspettare. Intanto però, la Conferenza Episcopale ha dato il permesso ai sacerdoti di assistere i pellegrini che si recano a Medjugorje i quali hanno diritto di trovare assistenza spirituale di cui hanno bisogno. Medjugorje, che posto meraviglioso di conversione! Come sono lunghe le file davanti ai confessionali! Medjugorje è un luogo meraviglioso, è un luogo di trasformazione in cui si riceve tutto ciò di cui si ha bisogno. Nessuno è tornato pentito di essere andato a Medjugorje. Domanda: Mi chiamo Lucia e sono un avvocato. Ho condotto per un’associazione uno studio sulla legge 194, quella che permette l’aborto e ho letto molte testimonianze di donne che oltre ad essere sprofondate in una grande angoscia e prese da un profondo rimorso erano anche vittime di allucinazioni: sentivano dei bambini piangere, dei bambini in pericolo che chiedevano aiuto… Qualcuna si è anche suicidata e altre hanno pensato di farlo. Mi chiedo se non si possa parlare di una forza che in qualche modo porta al male, e se c’è da fare un percorso di guarigione più profondo rispetto a quello di altri peccati. Le chiedo se pensa che questo peccato dell’aborto coinvolge, come ho letto, la famiglia, i fratelli, le sorelle di chi ha praticato l’aborto, i medici e anche le generazioni successive, se non ci si confessa e si fa un percorso di guarigione. Don Amorth: Sia ben chiaro, l’aborto è un omicidio, quindi questo omicidio ricade su tutti quelli che hanno contribuito a realizzarlo. Molte volte la donna non vorrebbe abortire, ma poi c’è la mamma, i familiari, gli amici, i medici che incoraggiano ad abortire. Ho seguito contemporaneamente due mamme che mi stanno vicino, che dovevano avere un bambino e a tutte e due i medici, facendo dei controlli, hanno detto che non sarebbero nati sani. Sono nati un bambino e una bambina sanissimi e invece i medici dicevano: “Non sono sani quindi conviene abortire”. Medici che invece di curare le persone consigliano un omicidio. Voi vedete: Spagna, Italia, nazioni cristiane hanno votato in favore dell’aborto e del divorzio. Se oggi in Italia si facesse un referendum sui gay, passerebbe. C’è un clima di scristianizzazione e di perdita della fede. Tutto dipende anche dalla mancanza di un’adeguata assistenza spirituale perché abbiamo scarsità di sacerdoti. Si cerca di supplire con sacerdoti di altri continenti che vengono da noi per ragioni di studio. In alcuni luoghi la Messa si celebra solo la domenica, ma così non è possibile avere un’assistenza spirituale adeguata. Se uno ha bisogno di parlare perché ha un problema di fede e cerca un sacerdote con cui potersi confidare, non trova alcuno disposto ad ascoltare. Se noi perdiamo la forza del dialogo personale, abbiamo partita persa. Vedete come Gesù accettava il dialogo personale, ad esempio il dialogo con Nicodemo, Lui ha parlato a tu per tu con le persone, dialogo personale. E’ troppo importante il dialogo!
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