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Relazione di Padre Gabriele Amorth
RELAZIONE DEL 20 DICEMBRE Oggi, 20 dicembre, commenteremo il Messaggio del 2 dicembre 2008 dato a Mirjana, non potendo commentare quello del 25. Cari figli, in questo santo tempo di lieta attesa, Dio ha scelto voi piccoli per realizzare i suoi grandi progetti. Figli miei, siate umili. Dio attraverso la vostra umiltà, con la sua sapienza, delle vostre anime farà la sua dimora scelta. La illuminerete con le opere buone e così con il cuore aperto aspetterete la nascita di mio Figlio in tutto il Suo amore generoso. Vi ringrazio cari figli. E’ un messaggio che si adatta bene a questa vigilia del Natale, si adatta bene con delle parole toccanti. “Cari figli, in questo santo tempo di lieta attesa…” Siamo in attesa del Natale, il Natale è un qualcosa che ci fa fremere, qualche cosa che sempre aspettiamo come se fosse ogni anno una novità. “…In questo santo tempo di lieta attesa Dio ha scelto voi piccoli per realizzare i suoi grandi progetti.” La volta scorsa dicevamo che Satana aveva i suoi piani da realizzare. Dio ha i Suoi piani, e con chi li realizza? Con gli umili e con i piccoli; dobbiamo essere piccoli per poter essere utili ai piani di Dio. Quante volte noi vediamo le difficoltà in cui si dibatte la Chiesa, nonostante i grandi Pontefici che si sono succeduti. Le cose vanno male, le chiese sono sempre più vuote, le famiglie che si sfasciano sono sempre più numerose. La gente si dedica all’occultismo e vediamo che sono pochi coloro che confidano in Dio, ma Dio si serve anche dei pochi. San Paolo dice che il Signore si è servito di lui perché era piccolo e per la sua miseria. Più siamo piccoli, più siamo utili a Dio e veniamo scelti da Lui. Ho pensato tante volte alla storia della Chiesa, è tanto interessante. Pensate ai tempi in cui la Chiesa è stata sostenuta da due colonne che non erano due cardinali, non due capi di stato, non persone potenti del mondo, ma due frati, San Francesco e San Domenico. La Chiesa attraversava un periodo molto peggiore del nostro: pensate che i vescovi erano dei signorotti, che sprecavano danaro, non vivevano nelle loro diocesi, vivevano nei loro palazzi, non andavano a visitare le parrocchie, non si accostavano al popolo, facevano una propria vita. San Francesco e San Domenico non hanno protestato contro queste situazioni, hanno vissuto secondo il Vangelo e allora sono diventati dei grandi trascinatori. Dio si serve dei piccoli, si serve delle persone umili per realizzare i suoi grandi progetti. Dio ha dei grandi progetti sulla nostra società e quanto più noi siamo umili, tanto più collaboriamo alla loro realizzazione. Ecco allora che la Madonna ci invita: “Figli miei, siate umili.” Nel Magnificat preghiamo: “Ha guardato all’umiltà della sua serva”. E i Padri della Chiesa commentano: Dio ha scelto Maria per la sua umiltà, per la sua umiltà piacque a Dio. “…Dio attraverso la vostra umiltà, con la Sua sapienza, delle vostre anime farà la Sua dimora scelta…” Questo è un grande concetto, Dio ha fatto la Sua dimora in Maria perché l’ha trovata umile, è la Dimora per eccellenza, il luogo dell’Incarnazione del Verbo. Ognuno di noi può diventare dimora di Dio, se è umile. “…La illuminerete con le opere buone…” la dimora che Dio farà di noi, “…La illuminerete e così con il cuore aperto aspetterete la nascita di mio Figlio in tutto il Suo amore generoso…”. Dio ha scelto un’umile fanciulla, sposa di un giovane falegname; vivevano a Nazareth, un paesetto che mai viene nominato nell’Antico Testamento, completamente sconosciuto. E’ diventato famoso solo dopo, dopo l’attività di Gesù, perché lì ha vissuto per trenta anni Gesù. Era un paesetto della Galilea, una regione abitata da ebrei e non ebrei, pagani. Non era la Giudea, cioè la grande nazione che dettava legge, che spiegava la Bibbia, che insegnava, la grande nazione in cui nella città di Gerusalemme c’era l’unico tempio degli ebrei. Le sinagoghe erano luoghi di ritrovo in cui la gente pregava, leggeva la Bibbia, e chiunque dei presenti poteva alzarsi e darne la spiegazione, farne un commento; non erano paragonabili alle nostre parrocchie. Nessun sacrificio veniva fatto nelle sinagoghe. L’unico posto dove si facevano sacrifici era il tempio di Gerusalemme. Eppure Dio ha scelto per suo Figlio un paesetto così umile, sconosciuto, Betlemme, nascendo in una grotta e avendo una mangiatoia per culla; non aveva neppure il cestello che tutte le mamme, anche povere, preparavano per il loro bambino, quando attendevano un figlio. La mangiatoia è il segno dato dall’Angelo ai pastori: “troverete un bambino avvolto in fasce adagiato in una mangiatoia”. I pastori capiscono allora che devono cercare gente povera e di passaggio e non trovano difficoltà a rintracciare la grotta in cui si trova Gesù. Capiscono che è il Salvatore indicato dall’Angelo, ne sono felici e ne parlano a tutti quelli che incontrano. Ecco, carissimi, teniamo presenti questi concetti: Dio sceglie noi piccoli per realizzare i suoi grandi piani; più siamo umili, e più i piani di Dio vengono realizzati per mezzo nostro. Non sono i grandi della terra a realizzare i piani di Dio, sono i piccoli, sono gli uomini come San Francesco, San Domenico e San Camillo De Lellis. Cerchiamo allora di dare il nostro cuore a Dio in umiltà, attendendo nell’umiltà la nascita del Figlio nel Santo Natale. Sia lodato Gesù Cristo! Don Gabriele Amorth Domanda: Molte volte Le è stata fatta questa domanda, ma una signora qui presente desidera sentire da Lei una risposta. Questa signora che ha due bimbi di 3 e 4 anni e mezzo chiede se, portando questi bambini presso la zia, che si suppone sia disturbata, si possono avere delle conseguenze negative per i suoi figli. Don Amorth: E’ possibile che vi siano dei figli che ricevono del contagio malefico, del male, della sofferenza accanto a persone che sono maleficiate, però uno se ne accorge! Così se persone che sono in chiesa in mezzo agli altri, ad un certo punto si accorgono che dal vicino assorbono una sofferenza senza che costui abbia nessuna intenzione di fare del male, che fanno? Si alzano e vanno in un altro posto ed è così che si deve fare! Quindi, se sappiamo che una persona frequenta maghi, fa malefici, frequenta sette sataniche, allora alla larga, si tronchi ogni rapporto, anche se il rapporto è strettamente familiare, si tronca ogni rapporto per non averne del male. Potrebbe però trattarsi di una persona depressa. Viviamo in una società di gente depressa, perché? I motivi principali possono essere: le persone non pregano, non hanno ideali sicuri, non sentono la gioia di conoscere Gesù, di conoscere Maria, di conoscere il Vangelo, di camminare sulle vie di Dio. Il grande allontanamento da Dio provoca anche questo disturbo; la depressione però si cura con le medicine e si cura con la preghiera. A tante persone ho detto: “Mai devi passare una giornata senza avere fatto almeno delle grandi risate, perché”? Perché dobbiamo essere gioiosi, dobbiamo cercare di saper apprezzare quello che c’è nel mondo, “Sappi guardare il cielo, gli animali, gli alberi, tutto ciò che Dio ha creato. Sappi godere della grandezza dell’universo e sappi anche apprezzare le persone che ti stanno intorno, sappi apprezzare tutti! Avranno dei difetti, dei limiti, e chi non ne ha? Tu sappi vedere le loro virtù”. San Paolo addirittura ci dice: “Stimate tutti gli altri migliori di voi, stimate gli altri superiori a voi”. San Paolo parla a nome dello Spirito Santo. Quindi queste parole non sono parole di un uomo. Se tu sai vedere gli altri migliori di te, se sai apprezzarli, se sai sorvolare sui loro difetti, allora, anche i malcontenti, le depressioni e gli stati d’animo tristi, cessano. Per 26 anni sono andato da Padre Pio, un anno in particolare mi sono fermato alcuni giorni al convento. Lì ho visto tanta serenità, tanta allegria e allora ne ho chiesto il motivo al mio amico, padre Mariano, che era quello che faceva da chierichetto a Padre Pio durante la messa, (mi ha anche dato l’amitto di Padre Pio subito dopo la messa che avevo servito) e Padre Mariano mi diceva: “Vedi perché c’è tanta allegria tra di noi, tanta serenità, tanta intesa, nessun litigio? Perché viviamo in grazia di Dio.” Se viviamo uniti a Dio, c’è anche la serenità, non c’è la depressione, non c’è il muso lungo, si possono fare tranquillamente almeno due risate nel corso di ogni giornata. Domanda: come riconoscere le ansie, le ossessione e le paure provenienti da Satana? Qual è il criterio di discernimento cristiano? Don Amorth: il criterio del discernimento del cristiano è molto più semplice di quello che si può credere: “Noi siamo a immagine di Dio, abbiamo ricevuto il battesimo, dobbiamo credere che è il demonio ad aver paura di noi; il demonio approfitta di noi quando noi ci diamo a lui. Se noi seguiamo le sue tentazioni, i suoi consigli, allora lui si sente forte e fa il gradasso contro di noi, altrimenti ha paura di noi. Come si fa a distinguere ciò che proviene dal maligno? Si distingue ciò che viene da Satana se non si vive in grazia di Dio, se non si prega con fervore e non si ha la certezza dell’amore di Dio. Ma quante volte ho visto delle persone nella sofferenza e ho detto loro: “Medita continuamente la passione di Gesù e allora vedrai come le tue sofferenze si rimpiccioliscono e diventano utili, unendole alle sofferenze di Gesù per la salvezza delle anime, per il bene del mondo, per la pace, per l’unione nelle famiglie, per tutto ciò che è buono e santo”. Così, persone che erano tristi e malcontente, sempre per le loro sofferenze, hanno imparato ad offrirle al Signore, a capire che le sofferenze offerte a Dio sono un grande tesoro di cui Dio si serve per completare - uso le parole di San Paolo - ciò che manca alla Passione di Cristo. Il Signore vuole la nostra collaborazione. Sant’Agostino dice: “Chi ti ha creato senza di te non ti salva senza di te” e ricordiamo bene che tutte le strade che portano al Paradiso passano attraverso il Calvario. Noi crediamo di andare in Paradiso in carrozza, cioè pensiamo che tutto debba andare bene. No, non è così, possiamo avere sofferenze che non ci vengono tolte nonostante le nostre preghiere; offriamole al Signore pieni di fiducia in Lui che sa qual è il nostro vero bene e ne trarremo vantaggi che solo Lui può donarci. Domanda: In uno dei suoi libri afferma che tutta la forza di un esorcista è nel nome di Gesù e che ci sono stati alcuni santi che hanno avuto una grande efficacia contro il demonio pur non essendo esorcisti. E’ quindi possibile che qualsiasi persona, uomo o donna, dotati di una grande fede in Dio possano esorcizzare? Don Amorth: Certamente, tutti voi potete scacciare il demonio. Gesù è così chiaro, prima dà il potere di cacciare i demoni ai 12 apostoli, poi estende questo potere ai 72 discepoli e poi, parlo della fine del Vangelo di Marco (cfr. Cap. 16 vers. 17): “Coloro che crederanno in Me (il Signore chiede la fede), uomini, donne, bambini, adulti, vecchi, nel Mio nome cacceranno i demoni.” Tutti noi se abbiamo vera fede, abbiamo il potere di cacciare i demoni. Questa è preghiera privata, mentre l’esorcismo è preghiera pubblica fatta con l’autorità della Chiesa. Coloro che crederanno in Me, credere sul serio…, Gesù vuole fede grande. Ricordate i nove apostoli che non riescono a liberare quel giovane indemoniato ai piedi del Tabor? Scende Gesù, subito dopo la Trasfigurazione, sente confusione, c’è gente, vede questo bambino che si contorce per terra e il papà che si raccomanda a Lui. Lui libera questo bambino. Gli apostoli successivamente gli domandano: “Signore, perché noi con ci siamo riusciti? Eppure comandavamo, nel Tuo Nome, a Satana di andarsene.” Gesù ha risposto loro: “Per la vostra poca fede”. Non avevano fede sufficiente! Se abbiamo fede, siate certi che i demoni scappano via da noi, tanto che Marco stesso ci dice nel suo Vangelo le parole di Gesù: “Nulla vi potrà nuocere!” Non dobbiamo aver paura di niente, ma solo di perdere l’amore e la fiducia in Gesù. Dagli scritti di Padre Pio, dai suoi diari e dalle lettere al suo direttore spirituale, ho imparato che Padre Pio è vissuto sempre con due terrori: la paura di cadere nel peccato e la paura di perdere la fede. Queste erano le uniche due paure che aveva Padre Pio. Non aveva alcuna paura del demonio anche se dal demonio riceveva tante botte, però gli strappava le anime e questo valeva molto di più che non le botte che riceveva. Sia lodato Gesù Cristo! Da registrazione non corretta dall’autore
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