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Relazione di Padre Gabriele Amorth
RELAZIONE DEL 25 OTTOBRE 2008 Siete stati veramente bravi ad essere venuti in tanti nonostante la manifestazione di oggi che poteva trattenervi a casa! Ringraziamo di tutto il Signore e io ringrazio in particolare tutti quelli che, sapendo del mio male, hanno pregato per me. La Madonna ha voluto farvi una sorpresa. E che sorpresa vi ha fatto? Che io sono ancora vivo! E’ stato un dono suo. Ecco veniamo adesso al messaggio della Madonna. Come sapete, poiché il messaggio della Madonna lo conosceremo questa sera, commento un messaggio dato precedentemente. Vi leggo e commento il messaggio del 2 ottobre 2008 che la Madonna ha dettato a Mirjana: “Cari figli, di nuovo vi invito alla fede. Il mio cuore materno vuole il vostro cuore aperto per potergli dire: “Credi”! Figli miei abbiate fede, nelle prove della vita la fede è l’unica a darvi la forza. Essa vi rinnoverà l’anima e vi aprirà le vie della speranza. Io sono con voi, vi raduno intorno a me, voglio aiutarvi perché anche voi possiate aiutare il vostro prossimo nella scoperta della fede, unica gioia e felicità nella vita. Vi ringrazio.” Poi la Madonna ha benedetto tutti, ha benedetto gli oggetti e ci ha chiamati di nuovo a pregare in particolare per i sacerdoti. C’è bisogno di sacerdoti santi perché anche il popolo divenga santo. Diceva il Curato d’Ars: “Togliete il parroco da una parrocchia e dopo 10 anni si adoreranno i buoi”. Ci troviamo in un periodo di grande sbandamento: fuga dalle chiese, dai confessionali, dalla preghiera…, famiglie sfasciate…, giovani senza ideali che cercano dei surrogati nell’occultismo, nella magia, nella droga, nell’alcool… Sciupano il tempo davanti alla televisione, ad Internet … fuori da Dio, lontani da Dio. Che cosa ne ricavano? Molti suicidi. Ecco lo sfascio, la famiglia non c’è più, si sostituisce con la convivenza. Si convive finché se ne ha voglia, poi si cambia. Non c’è famiglia! “Non divida l’uomo quello che Dio ha unito”. Per poter mantenere la fedeltà alla parola di Dio che è l’unica che salva e ci salva non solo per l’eternità, ma ci dà anche la forza di sopportare tutte le difficoltà della vita, c’è un unico rimedio, la fede. “Figli miei di nuovo vi invito alla fede...”. Il profeta Abacuc è il primo che ha scritto: “Senza fede è impossibile sentire Dio”. Questa parola è stata ripresa da San Paolo per ben due volte: “Il giusto vive di fede” e il giusto nella Bibbia è colui che piace a Dio; il giusto vive di fede e la Madonna continua: “…il mio cuore materno vuole il vostro cuore aperto per potergli dire: “Credi!...”. Tutti prima o poi abbiamo delle prove e non c’è alcuno che non ne abbia, non ci salvano né i soldi, né la salute, “…. Figli miei credete, nelle prove della vita la fede è l’unica a darvi la forza.” Leggevo in questi giorni la lettera tanto commovente di una signora che ha perso nelle maniere più strane e diverse il marito ed i cinque figli. Eppure la sua era una famiglia che pregava. Andavano sempre, tutti insieme, alla messa. Questa donna rimasta così sola dice: “E’ la fede che mi tiene in piedi. Io parlo con mio marito, con i miei figlioli perché la fede mi dice che sono vivi, e poiché erano buoni sono certamente in Cielo”. Occorre avere fede nelle disgrazie più grandi: un dissesto finanziario, disastroso, che mette la famiglia in miseria, le malattie che colpiscono all’improvviso senza che uno se ne accorga. La fede è l’unica a darci la forza di resistere perché rinnova l’anima e apre la via alla speranza. Ecco perché questa mamma, rimasta così tragicamente priva del marito e dei cinque figli, è serena. Confida in Dio perché ha fede; la fede le apre la speranza, ossia la certezza di rivederli, di ricongiungersi a loro così che la loro famiglia sarà di nuovo riunita nella gloria, nella felicità, non più nei travagli di questa terra. La fede mantiene viva la speranza, la fede ci sorregge e dà un senso ai momenti duri della vita, quando tutto sembra essere contrario a noi. Per questo la Madonna ci invita “ fate scoprire a tutti la fede”. Quella fede senza cui non può venire niente di buono. Avete presente quante volte Gesù dice a persone che ha guarito: “E’ la tua fede che t’ha guarito”. A Nazareth non potette fare miracoli per la mancanza di fede. Nove apostoli, nel nome di Gesù, si affannano a cacciare il demonio da un giovane senza riuscirci ai piedi del Tabor dove Gesù era salito con Pietro, Giacomo e Giovanni. Viene Gesù, libera quel giovane, e allora gli apostoli Gli si fanno intorno dicendo: “Ma Gesù, perché noi non ci siamo riusciti? Eppure pregavamo nel tuo nome!” E Gesù ha risposto: “Per la scarsità della vostra fede”. Senza fede non si combina niente. Il Signore vuole in noi la fede, in qualunque circostanza della vita, lieta o dolorosa che sia. Ecco perché la Madonna vuole che ognuno di noi riscopra la fede e la rafforzi. Ci saranno le sofferenze, ma non ci sarà mai spazio per la disperazione. Perché? Perchè c’è la fede in Dio che ci apre alla speranza di quello che ci aspetta nell’aldilà, nella vita eterna. E allora ecco che la Madonna insiste: “Scoprite l’importanza della fede e insegnatela agli altri”. Che ognuno scopra la fede. Quante volte ho visto delle persone che hanno avuto un periodo della vita travagliato, nel peccato e poi si sono convertite e nella fede hanno ritrovato la gioia, hanno ritrovato la pace, anche se erano dentro una galera, anche se si trovavano malati in un letto. Con la fede hanno ritrovato la gioia, hanno ritrovato la felicità. Ecco perché la Madonna insiste nel dirci di aiutare il prossimo “…nella scoperta della fede, unica gioia e felicità nella vita.” La fede ci dà la certezza che Dio ci è vicino e si prende cura di noi in modo totale. Anche le cose buone nella vita sono passeggere, durano così poco! Ricordo un giovane che si era laureato in mezzo a tante difficoltà. Era un bravo figliolo, aveva tutti bei voti e si era laureato con la lode. Quando l’ho incontrato mi ha detto: “Sai, io non sento quella gioia che mi aspettavo di sentire pensando alla laurea. Adesso che ho in tasca la laurea con lode non mi dà la felicità che mi aspettavo. La felicità si ha nella fede, si ha nella fede nel Signore, l’unica gioia e felicità della vita è la fede, tutto il resto non conta niente, tutto il resto è solo fumo. Ecco, sia questo il pensiero che la Madonna ci imprime in questa giornata. Allora preghiamo il Signore che ci dia fede: “Signore, accresci la nostra fede, Signore dacci la grazia di essere testimoni di fede verso i nostri fratelli, in tutti gli ambienti di vita in cui ci troviamo”. E’ indispensabile per la nostra anima avere il coraggio di manifestare apertamente la nostra fede, anche con segni esteriori: un Crocifisso appeso al collo, una medaglia, qualcosa di sacro che faccia vedere a tutti che noi crediamo, che noi siamo di Dio, che noi apparteniamo a Dio, che noi ci fidiamo di Lui. Allora nella nostra vita, anche se ci saranno delle sofferenze, dei dolori, delle disgrazie, riusciremo a sopportare tutto con amore. Ieri c’è stato il funerale di un nostro buono e caro confratello. Ci volevamo bene. Il Signore lo ha chiamato a sé, in Paradiso. C’erano lacrime di dolore per la perdita di un amico su questa terra, ma anche una grande commozione nella certezza che la fede ci dà: lui continua a stare con noi, a pregare con noi. E’ pericoloso perdere la fede. Ciò può accadere se le cose vanno troppo bene, perché allora ci si fida dei beni terreni, dei successi terreni. Quanti fanno grandi cose e anche grandi manifestazioni da coinvolgere una città come Roma per mettere in luce la loro persona, per il successo. E che cos’è quel successo? Quanto dura quel successo? L’unica felicità, l’unica gioia vera è la fede. Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato! Don Gabriele Amorth Domanda: Dice una signora: “Nella mia famiglia ci sono stati due suicidi. Che problemi possono avere i discendenti? E’ vero che questi fatti si ripercuotono sulla famiglia per quattro generazioni?” Don Amorth: No. Ezechiele e altri profeti come Geremia ci ricordano che: “Ognuno paga per sé, ognuno risponde per sé”. Quindi non è vero che per la morte di due persone, per qualche disgrazia che può accadere si viva con la paura di cosa potrà capitare a noi. No, dobbiamo avere fiducia nel Signore. Però ci siano sempre la preghiera, che è il nostro collegamento continuo con Dio, il respiro dell’anima, ed i sacramenti: l’Eucaristia è il cibo che ci nutre e ci salva. Domanda: Un sacerdote può benedire le persone attraverso le loro fotografie ed eventualmente, se sono disturbate, esorcizzarle? Benedire le foto è un atto di esorcismo o una magia? Don Amorth: Le fotografie? Certo che le può benedire. Attenzione però: uno le benedice con l’intenzione di benedire la persona. Può fare delle preghiere per quella persona anche senza la sua foto. Si possono fare preghiere di liberazione dirette a quella persona di cui si ha davanti la foto, ma la fotografia in sé è un pezzo di carta che ci ricorda solo la persona. Benedire una foto non è né un atto di esorcismo, né un atto di magia. Benedire la foto è il desiderio, la volontà di benedire la persona. La benedizione è diretta alla persona, la fotografia è un ricordarci la persona, per pregare per lei e per mandarle le nostre benedizioni, ma non è che benedire quel pezzo di carta abbia un valore particolare. Grazie, il Signore vi benedica tutti. State allegri e sereni come conviene a chi vive in unione con il Signore. Da registrazione non corretta dall’Autore
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