Archivio Relazioni
Relazione di Padre Gabriele Amorth
Relazione del 24 novembre 2007 Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato! Poiché il messaggio della Madonna verrà dato domani ho scelto un messaggio del passato. La Madonna, infatti, ci esorta perché si leggano i messaggi del passato. Ho scelto quello del giovedì 9 ottobre 1986 che mi è sembrato di particolare forza. (Molti ricordano che nel 1986 la Madonna dava i messaggi tutti i giovedì, poi dal 1987 ha incominciato a darli soltanto il 25 del mese). “Cari figli, voi sapete che io desidero guidarvi sulla strada della santità, però non desidero costringervi ad essere santi per forza. Io desidero che ciascuno di voi aiuti se stesso e me, per mezzo dei propri piccoli sacrifici, in modo che io vi possa guidare ad essere di giorno in giorno più vicini alla santità, perciò, cari figli, non desidero neppure costringervi a vivere i miei messaggi, ma questo lungo tempo in cui sto con voi è segno che vi amo intensamente e desidero che ciascuno di voi diventi santo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. In questo messaggio ci sono degli avvertimenti importantissimi. Il primo e fondamentale: Dio ci vuole tutti santi. Già nell’Antico Testamento, nel libro del Levitino, leggiamo: “Siate santi perché Io sono santo” e Gesù non ha esitato a dire: “Siate santi come il Padre vostro Celeste, siate misericordiosi come il Padre vostro Celeste”. Come modello non ci ha dato S. Francesco, Santa Teresina, dei grandi santi, come modello ci ha dato Dio Padre e quindi anche Se stesso. Infatti dice: “Io e il Padre siamo una cosa sola, chi vede Me vede il Padre”. Dio si è fatto uomo perché noi potessimo vedere come Dio, da uomo, vive la Santità. Dio ci vuole tutti santi, e per questo ci ha creati tutti per il Paradiso. Dio ha creato solo il bene, non ha creato il peccato, non ha creato l’inferno, non ha creato la fatica, il dolore, la malattia, non ha creato le cose che ci angustiano su questa terra. “Cari figli, voi sapete che io desidero guidarvi sulla strada della santità…” ossia sulla strada che Dio vuole per noi “…però non desidero costringervi ad essere santi per forza…” Qui c’è il tema della libertà, Dio vuole che tutti siamo santi, Dio ci ha creati tutti per il Paradiso, ma ci ha dato l’immenso dono della libertà. E’ questa la nostra grandezza; possiamo usarla bene o male. Avete presente la frase di Mosè agli ebrei dopo aver enunciato i 10 Comandamenti? “Il bene e il male stanno davanti a voi, scegliete. Dio ci vuole liberi, non ci costringe. Rispetta a tal punto la libertà che se tu vuoi dannarti, puoi farlo; non è Lui che ti manda all’ inferno. Lui ha creato il Paradiso, ma se tu ti vuoi dannare, sei tu che vai all’inferno con i tuoi piedi. Anche il sì di Maria è stato un “sì” libero. Il Signore sempre ci tratta come creature intelligenti e libere. Il Concilio ha precisato, nell’ottavo capitolo della Lumen Gentium, che tutto su Maria Santissima è un vero capolavoro, e ha detto: “Era necessario che il libero consenso di Maria precedesse l’Incarnazione del Verbo”. Quante volte i Padri della Chiesa, in particolare San Bernardo, insistono: “Oh Maria, non esitare alla proposta dell’Angelo, dillo quel 'sì' ”, tutti lo attendiamo; tutti attendiamo da Te quel sì”. Maria rispose: “Avvenga di Me secondo la Tua Parola”. Il Regno di Cristo si oppone al regno di satana. Noi diciamo 'sì' a Dio quando per esempio ripetiamo: “Signore sia fatta la Tua volontà”. In ogni nostra preghiera chiediamo ciò che ci sembra meglio, ma sempre subordinandolo alla volontà di Dio. Il 'sì' del regno di satana è contenuto in questa frase, detta e ripetuta dai satanisti: “Fa quello che vuoi, sei tu il dio di te stesso, vuoi ammazzarti? Ammazzati, vuoi fare del satanismo? Fa del satanismo, fa quello che vuoi, che è esattamente il contrario di fare la volontà di Dio”. Ecco i due regni, il Regno di Cristo e il regno di satana. “Fiat voluntas Tua”, è la preghiera più importante: Signore sia fatta la Tua volontà, in essa esprimiamo il desiderio di uniformarci alla volontà di Dio. Secondo punto di questo messaggio, che direi completa il primo “…Io desidero che ciascuno di voi aiuti se stesso e me…” occorre il nostro aiuto, ecco perché siamo liberi, perché senza il nostro aiuto non ci facciamo santi, “…aiuti se stesso e me, per mezzo dei propri piccoli sacrifici, in modo che Io vi possa guidare ad essere di giorno in giorno più vicini alla Santità…”. Il cammino della santità è un cammino continuo. Non nasciamo santi. Santi si diventa e allora ecco che la Madonna ci propone i piccoli sacrifici, (è, direi, la piccola via su cui ha insistito sempre Santa Teresina di Lisieux), i piccoli sacrifici nascosti di ogni giorno. Voi pensate a una mamma che non ha respiro fin dalla mattina, quanto si sacrifica per la sua famiglia! Un mio amico vescovo diceva: “Di tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita, quelle più sante sono state delle mamme”. Conosco una famiglia in cui una mamma lavora dalla mattina alla sera. Il marito dice “io vado al lavoro, col mio guadagno sostengo la famiglia. Quindi quando torno a casa voglio riposarmi. Infatti, finito il lavoro, si riposa, guarda la televisione e non fa niente. La mamma sgobba sempre, non ha un orario. La confessione è un grande aiuto per santificarsi. Padre Pio, come confessore, esigeva che ci fosse un progresso continuo, che la confessione fosse una vera conversione. Il mio fondatore Don Alberione insisteva continuamente col dire: “Progredire un tantino ogni giorno”. Se ti impegni e cerchi di sforzarti, anche se ricadi nelle stesse colpe, un po’ alla volta gli effetti dell’impegno si notano e si migliora. Terzo punto “… perciò cari figli non desidero neppure costringervi a vivere i miei messaggi…” Guardate come la Madonna, illuminata da Dio, (tutte le parole che ci dice sono parole che Dio Le suggerisce), tiene al rispetto della nostra libertà: non vi voglio neppure costringere a vivere i miei messaggi che pure sono messaggi che portano alla santità”. “…ma questo lungo tempo in cui sto con voi è segno che vi amo intensamente…” ecco perché insiste sempre sulle stesse cose, direi che lo slogan di Međugorje è diventato: Pregate, Pregate, Pregate. “ …e desidero che ciascuno di voi diventi santo…” è la volontà di Dio, la Madonna è serva della volontà di Dio e quindi vuole portarci alla santità poco per volta, senza costringerci. Siamo liberi, però stiamo attenti che la libertà è pericolosa. Durante un esorcismo il diavolo ha detto: ”l’inferno è pieno di ragazze che voi stimavate bellissime”, e un altro ha anche detto che è pieno di preti. Il Signore rispetta la nostra libertà, la rispetta perché ce l’ha data, perché liberamente ci decidiamo per Lui, ma alla fine del mondo verrà il giudizio di Dio e ognuno raccoglierà secondo quanto liberamente ha seminato. Il Vangelo ce lo ripete, Dio darà ad ognuno secondo le sue opere, quello che uno ha seminato, questo raccoglierà, e San Paolo insiste: “Chi segue la carne, raccoglierà il marciume della carne, chi segue lo Spirito, raccoglierà lo Spirito Santo”. Dipende da noi, quindi io vorrei che di questo messaggio del 9 ottobre del 1986 vi rimanesse impressa la responsabilità che ognuno di noi ha di fare buon uso della libertà che consiste: nel camminare verso la santità e nel fare sempre più e meglio la volontà di Dio. Abbiamo tanto bisogno di progredire, di conoscere il senso della regalità di Cristo che si attua soprattutto nella Messa. La Sua è una regalità del tutto particolare, del tutto divina, così contraria a quello che noi ci aspetteremmo dalla regalità umana. Pensate anche solo all’umiltà in cui è nato, pensate anche solo al presepio…, Lui, Dio, nato in una stalla, deposto in una mangiatoia. La Regalità di Gesù incomincia a Betlemme e culmina umanamente sulla Croce, in realtà culmina con la Risurrezione e con l’Ascensione al Cielo in cui trascina tutti noi. Domanda: Una persona frequenta maghi e astrologi. Poi si converte: però non confessa queste sue antiche frequentazioni perché non sa che sono peccaminose. Dopo vari anni viene a sapere che questo è male: deve confessare quelle colpe di tanti anni prima che in buona fede tralasciò di far presente ai confessori? Don Amorth: Guardate ci tengo bene ad essere preciso sulla confessione. Quando vi confessate se ricevete l’assoluzione, vengono rimessi tutti i peccati. Non i peccati che uno volontariamente tace, ma i peccati che uno dimentica di dire o che crede, perché è passato troppo tempo, che non siano più da dire e invece sono da confessare. Quando uno se ne ricorda allora si confesserà dicendo: ” guardi padre io da tanti anni non ho mai confessato di aver frequentato sette sataniche, maghi, di essermi dato alla cartomanzia perché non ci pensavo più”. Quando uno se ne ricorda, resta l’obbligo della confessione. Ma intanto la confessione ha rimesso il peccato, quindi uno ha potuto fare tutte le comunioni che voleva, era pienamente in grazia di Dio. Resta l’obbligo di dirlo e va confessato. Però intanto è a posto. Capita tante volte anche a me di fare la preparazione alla confessione e di avere in mente cento cose da dire, poi, come mi presento davanti al confessionale svanisce tutto. Dico quel poco che mi viene in mente, la confessione è valida perché non ho taciuto qualcosa di grave volontariamente sapendo che avrei dovuto confessarlo. Una volta una signora mi ha detto: “Padre ho un grave peccato che non ho mai osato confessare pur avendolo sempre in mente: da ragazza ho fatto un aborto. Sentivo una vergogna così grande che non ho mai confessato questo peccato”. Avrà avuto una sessantina d’anni. Le rispondo “lei adesso lo confessa in piena coscienza, in pieno senso di penitenza, forse la vergogna le impediva di confessarlo e questo può essere stato un attenuante al fatto che lei non si sia confessata bene, comunque con questa confessione noi rimettiamo tutte le mancanze del passato, tutti i sacrilegi per le comunioni fatte senza essere in grazia di Dio. Questa confessione rimette tutto”. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete resteranno non rimessi. Queste parole di Gesù sono chiarissime e danno il potere al sacerdote, fosse anche il più grande ladrone del mondo, di confessare validamente. Stiamo sereni anche quando ci confessiamo senza preoccuparci se abbiamo dimenticato qualcosa, sapendo che il Signore perdona tutto perché è un Dio di Misericordia. Don Gabriele Amorth Domanda: Un ragazzo viene circuito da una donna più grande di lui, precedentemente sposata-divorziata, convivente con il secondo marito e una bambina avuta dal precedente matrimonio. Tale donna è causa di discordie e litigi, allontanamento dai genitori, dal fratello, parenti e amici del ragazzo circuito, il quale ha assunto un atteggiamento di rifiuto ad ogni consiglio e avvertimento dei genitori e delle persone a lui vicine. Cosa si può fare, oltre a pregare tutti i Santi del Paradiso e fare celebrare S. Messe, affinché Dio possa illuminare la sua mente e lo liberi dai lacci di quella donna? Don Amorth: Purtroppo casi come questi, me ne sono capitati tanti. Che cosa si può fare? Guardate qui è un problema di conversione, non si scappa, problema di conversione. Sempre quando si fanno di questi sbagli, (lo dico per i laici e per i preti), sempre il punto di partenza è l’abbandono della preghiera, l’abbandono dell’Adorazione Eucaristica. Sempre si comincia da lì, per cui è verissimo quello che dice Sant’Alfonso de’ Liguori: “Chi prega, certamente si salva, chi non prega, certamente si danna”. Che si deve fare in un caso complicato come questo? C’è solo da pregare che Dio conceda il dono della conversione. Si possono dare consigli? Se c’è ancora rapporto tra il figlio e la madre, (col padre molte volte non c’è più alcuna possibilità di dialogo), se ancora esiste un filo di dialogo, si può sollecitare il figlio a fare un pellegrinaggio. In questi casi limite ho visto molte volte il vantaggio di fare pellegrinaggi a Međugorie, a Lourdes, a Fatima, pellegrinaggi, non gite. Il vero pellegrinaggio è con pellegrini in cui c’è l’atmosfera della preghiera. Ecco, questo può essere uno shock che può dare una spinta. Si può dare qualche consiglio, se si riesce a darlo, però in certi casi l’unica risorsa che ci resta è quella della preghiera e di raccomandare queste persone alla Misericordia di Dio, perché si convertano in tempo. Il Vangelo dice: “Siate sempre pronti perché non sapete il momento e l’ora”. Sia lodato Gesù Cristo! Domanda: E’ valido l’esorcismo fatto in chiesa contemporaneamente su più persone che hanno il mio stesso problema? Don Amorth: Si. Purtroppo ci sono pochissimi esorcisti, perché siamo sinceri, vescovi e preti che credono agli esorcismi sono pochi, per cui quando si cerca un esorcista, molte volte è una tragedia. Io non posso ricevere più persone, perché quelle che attualmente ricevo occupano tutto il mio tempo, sette giorni alla settimana, mattina e pomeriggio, tutti i giorni anche a Natale e a Pasqua. Si è costretti a fare esorcismi collettivi. Conosco un esorcista tanto bravo, si chiama padre Ghi, sta a Cuneo e su di lui addirittura ha scritto un libro il suo vescovo. E’ bello che il suo vescovo abbia scritto un libro di elogio a questo sacerdote il quale però, assillato dalla gente, fa solo esorcismi collettivi, come benedizioni di liberazione, perché non ha la possibilità di ricevere singolarmente. Anche questo è un sistema valido. A Zagarolo c’è padre Emanuele che riceve, celebra prima la messa, poi recita una preghiera generale per tutti, poi una preghiera di liberazione su tutti e infine su ognuno impone le mani. Tanta gente ci va. Anche un altro bravissimo esorcista, amico mio, Raul Salvucci di Fermo, che ha scritto anche dei bei libri, faceva solo esorcismi collettivi. Dopo celebrata la messa, (la messa infatti non va interrotta per nessuna ragione) faceva l’esorcismo collettivo. Anche questa forma è valida. Messaggio dettato a Mirjana il 2 dicembre 2007: La Madonna era molto triste. Per tutto il tempo aveva le lacrime agli occhi. "Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e di fremito. Figli miei, fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Il mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza la fede non c'è la vicinanza di Dio, non c'è la Parola di Dio, che è la luce della salvezza e la luce del buon senso". Mirjana ha aggiunto: "Io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se n'è andata. Questa volta non ha detto "Vi ringrazio". Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri". Natale, 2007 Carissimo/a Come ogni anno desidero rinnovare gli auguri a ciascuno di voi, ai vostri cari e a tutti coloro che amate: questo vuole dirvi il mio cuore: “pace, pace, pace”. Fuggiamo il male, amiamo la purezza che ci salva e vivremo il Paradiso prima su questa terra e poi un giorno in Cielo. Lasciamo a Dio che ci aiuti a conservare la santità della fanciullezza e facciamo in modo che tutta la nostra vita gridi per noi: “Ecco un servo, una serva di Dio”. Eliminiamo dalla nostra vita tutto ciò che è oggetto di scandalo agli occhi degli Angeli che sono sempre accanto a noi e vedono ogni nostra azione. Parliamo a Dio nella nostra dimora interiore; saremo allora angelo di carne affiancato all’angelo custode, al RE degli Angeli. La Madonna ci chiama a sé e ci chiede aiuto, non lasciamo cadere nel vento questo appello materno. La mamma desidera che collaboriamo con Lei per strappare quante più anime è possibile a Satana per portarle a Gesù e per fare questo non vi è che il sacrificio, la conversione costante, la preghiera fiduciosa. Seguiamo la via della Giustizia e dell’Amore per lasciare sulla via della vita le nostre impronte. Gesù che nasce in una stalla ci insegni l’umiltà vera, ci insegni ad apprezzare ogni cosa della vita e ci ricordi che tutto ciò che abbiamo viene da Lui come dono per noi. Chiedo a Gesù Bambino di donarci le Sue grazie e i Suoi favori e ci dia il dono di un’introspezione profonda per essere sempre più vigilanti e attenti al volere di Dio. Ancora auguri, felicità e sapienza del cuore a voi tutti, ai nostri cari sacerdoti e collaboratori del “Centro Regina della Pace”. Vi voglio bene Lilli
info@centroreginadellapace.it
design by desila