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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Sia lodato Gesù Cristo! Oggi non posso spiegarvi il messaggio che la Madonna darà questa sera. Come siamo soliti fare in questi casi, ho preso un messaggio di quelli passati, ed ho scelto quello del 25 agosto di 10 anni fa, che è molto bello e significativo. Inoltre, poiché il 2 agosto la Madonna ha dato a Miriana il suo consueto messaggio, che tra l’altro è bellissimo ed è per questo che ve li voglio leggere tutti e due. Poi li commenterò uno dopo l’altro sperando di non stancarvi. Messaggio del 25 agosto 1997: “Cari figli, Dio mi concede questo tempo quale dono per voi affinché possa istruirvi e condurvi sulla strada della salvezza. Ora voi non comprendete questa grazia, ma presto verrà il tempo in cui rimpiangerete i messaggi, perciò figlioli, vivete ogni parola che Io vi ho dato durante questo tempo di grazia: fate rivivere la preghiera fin quando questa non diventerà gioia. Invito in modo particolare quanti sono consacrati al Mio Cuore Immacolato ad essere un esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario è per Me particolarmente importante perché, grazie ad esso, mi aprite il vostro cuore e Io posso aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. “Cari figli, Dio mi concede” è una concessione divina “questo tempo quale dono per voi affinché possa istruirvi e condurvi sulla strada della salvezza”, quindi la Madonna ha voluto puntualizzare ben chiaramente lo scopo dei Suoi messaggi. Quando io scrissi nell’ottobre dell’81 il mio primo articolo su Medjugorje, mai avrei pensato che sarei stato per così lungo tempo a parlare di Medjugorje, commen-tando i messaggi della Madre celeste. Dio ci concede questo dono perché ha uno scopo ben preciso, che è quello di istruirci e di condurci sulla strada della salvezza. Ci troviamo in un mondo così sbalestrato, così fuori strada, che c’è proprio bisogno dell’insistenza di Maria Santissima, perché l’uomo rientri in se stesso cercando, se è possibile, di evitare una stangata da parte di Dio, come accadeva nell’Antico Te-stamento quando il popolo si ribellava a Lui e si dava all’idolatria. Egli mandava i profeti, li trattavano male, non li ascoltavano. Dio insisteva, aveva pazienza e poi ad un certo punto puniva. Io la stangata prima o poi me l’aspetto. “…Affinché Io possa condurvi e istruirvi sulla strada della salvezza”, il Signore ci ha creati tutti per il Paradiso, ci vuole tutti salvi, questa è la Sua volontà; chi non si salva è per colpa sua, non è che Dio lo mandi all’inferno, è lui che ci va con le sue gambe. “Cari figli, ora voi non comprendete questa grazia, ma presto verrà il tempo in cui rimpiangerete i messaggi…”, alle volte ci sembra quasi che siano noiosi, che ripetano sempre le stesse cose. E’ diventato quasi il motto di Medjugorje: pregate, pregate, pregate. Se la Madonna insiste, vuol dire che c’è bisogno, vuol dire che non seguiamo i Suoi ammonimenti. “Perciò figlioli, vivete ogni parola che Io vi ho dato durante que-sto tempo di grazia: fate rivivere la preghiera fin quando questa non diventerà gioia”. Io non so se voi siete già arrivati a far sì che la preghiera per voi sia gioia e non sia invece fatica. Siamo così dediti alle nostre preoccupazioni quotidiane che si incomincia a dire il Rosario e poi ci si accorge di essere ar-rivati alla fine avendo pensato a tutt’altro. Succede un po’ a tutti, non meravigliatevi, e non pensate che quel Rosario sia stato inutile, no! Il Signore accetta anche le nostre preghiere distratte, grazie al cielo! Ed ecco un invito particolare: “Invito in modo particolare quanti sono consacrati al Mio Cuore Im-macolato ad essere un esempio per gli altri”; qui c’è un invito ancora più particolare: Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Ogni sa-cerdote deve essere una scuola di preghiera, un maestro di preghiera e di santificazione, invece purtrop-po, in questi ultimi tempi c’è tanto sbandamento da parte del Clero e anche da parte di vari vescovi, tan-to sbandamento da rimanere sbalorditi. Ecco allora il richiamo particolare ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose: “Figlioli, il Rosario è per Me particolarmente importante perché grazie ad esso Mi aprite il vostro cuore e Io posso aiutarvi”. Il Rosario è la preghiera più gradita a Maria. E’ una preghiera fa-cile? In questi giorni ho riletto “Storia di un anima” di Santa Teresina, e ho visto come verso la fine del-la vita, lei si è trovata in difficoltà a recitate il Rosario, non ce la faceva. Quante tentazioni ha avuto San-ta Teresina durante la sua dolorosa malattia! Raccomandava alla suora infermiera di non lasciare le me-dicine sul comodino a portata di mano dell’infermo, specie quelle medicine che, se prese in grande dose, possono uccidere, perché basta un istante per cedere alla tentazione. Questo vi fa capire come anche lei ha avuto queste tentazioni di farla finita; che grande Santa! E’ stata proclamata anche Dottore della Chiesa. Col Rosario diamo alla Madonna la possibilità di aiutarci. “Grazie per aver risposto alla Mia chiamata”. Ed ecco il messaggio del 2 agosto scorso dato dalla Vergine a Miriana: “Cari figli, oggi guardo nei vostri cuori e, guardandoli, il Mio cuore si stringe nel dolore. Figli Miei, vi chiedo amore in-condizionato e puro verso Dio, saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra, ma con l’anima sempre con Dio. Attraverso quest’Amore incondizionato e puro vedrete Mio Figlio in ogni uomo. Sentirete l’unione in Dio. Io come Madre sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio”. “Cari figli, oggi guardo ai vostri cuori e guardandoli il Mio cuore si stringe nel dolore”. A questo punto si è vista Mirjana fare un gesto tremendo che poi ripeterà ancora più avanti. “Figli Miei vi chiedo amore incondizionato e puro verso Dio...” Lodate davvero Dio, chi Mi ama osserva le Mie parole, il Signore non guarda le chiacchiere, guarda i fatti, una mamma che si dedica con tanto sacrificio ai suoi figlioli, a suo marito, alla casa, che tutto sia in ordine e cerca anche di spingere gli altri alla pre-ghiera, questa mamma ama davvero Dio, questo è amore di Dio, “…saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra ma con l’anima sempre con Dio.” Ho letto la vita di tanti San-ti, il loro pensiero era costantemente rivolto al Signore, anche quando lavoravano, studiavano e dormi-vano; era così abituale il loro pensare a Gesù che pensavano a Gesù con continuità. “Attraverso questo amore incondizionato e puro vedrete Mio Figlio in ogni uomo.” Ce ne vuole di coraggio per vedere il Figlio di Dio in certe facce e vedere Dio in una persona che vi ha fatto dei dispetti e continua a farvene. Quando vi sembra difficile in quella faccia vedere il volto di Cristo, andate voi davanti allo specchio e guardandovi, dite: “In quella faccia lì, gli altri possono vedere la faccia di Gesù? E questo allora vi darà il coraggio per saperlo vedere negli altri. “Io, come Madre, sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio”. A questo punto è terminato il messaggio, ma Mirjana ha aggiunto: “All’inizio dell’apparizione la Madonna ha fatto vedere ciò che ci aspetta se nei nostri cuori non ci sarà santità e unione fraterna in Cristo”. Le ha fatto vedere il castigo: non è stato per niente bello! Ecco perché ha avuto questi gesti di ripugnanza. “Ci ha esortato a pregare per i nostri pa-stori perchè, ha detto, senza di loro non c’è l’unità”. L’umore della Madonna era normale, ossia né se-rio, né sorridente, però nel messaggio si ricorda che il Signore è anche Giudice. Padre Barnaba vi ha ri-cordato quale sarà la seconda lettura della Messa, su cui io non mi fermerò, mi fermerò un po’ sulla prima e soprattutto sul Vangelo, la seconda lettura della Messa di oggi dice: Qual è quel padre che pur amando il figlio non lo castiga? E’ un segno di non amore il castigare il figlio? No, è un segno di amore per farlo rigare dritto, perché si comporti bene. In principio il castigo dispiace, ma dopo se ne prova gioia, perché si capisce che con quel castigo si è corretto. Anche Dio, lo vediamo in tutta la Bibbia, certe volte manda dei castighi terribili, tali da far mettere la testa a posto a una popolazione intera. Qual è il peccato più grave di oggi? Tanti sono i peccati gravi attuali: lo sfascio delle famiglie, i giovani che con-vivono infischiandosene anche del matrimonio civile, l’esaltazione della pornografia, del divorzio, addi-rittura dei gay ( ricordate addirittura il corteo qui a Roma). Ma il peccato più grave di oggi è dato da quei 40- 50 milioni all’anno di bambini che vengono uccisi dalle loro madri a causa dell’aborto. Voi sa-pete come anche l’Italia, che era il non plus ultra delle nazioni cattoliche, ha approvato nella sua legisla-zione l’aborto, come ha approvato il divorzio: ecco in che mondo viviamo! Allora è possibile che di fronte a questi orrori non sia affatto improbabile che il Signore mandi un castigo, perché l’umanità rien-tri in sé stessa. Non dico queste cose per rattristarvi, ma per sollecitarvi a un impegno serio. La Madon-na ci dice chiaramente che con la preghiera, con il Rosario, con la vita fedele a Dio, con la vita cristiana si possano allontanare i castighi di Dio. Anche nella Bibbia, varie volte, Mosè con la sua preghiera è riuscito ad allontanare il castigo di Dio. Per questo siamo invitati a una vita pienamente cristiana, così che il Signore sia “costretto” a non mandare quelle punizioni che forse avrebbe in animo di mandare se gli uomini non si decidessero a pregare e a osservare la Sua Legge. Quanto bisogno c’è di pregare per i sacerdoti. Quello che mi stupisce non è tanto che ci siano dei sacer-doti che sgarrino, ma è vedere dei sacerdoti che fanno del bene immenso e viene loro impedito. Penso a un mio caro amico, che tanti di voi conoscono almeno di nome, Padre Thomislav, che fa un bene im-menso con la sua predicazione e quanti limiti, quanti impedimenti gli hanno messo! Ripenso a Padre Pio, ai tre anni in cui ha avuto la proibizione di confessare. Si andava da Padre Pio, anch’io ci sono an-dato, in barba alla disposizione del Sant’Ufficio, (allora la Congregazione della Dottrina della Fede si chiamava Sant’Ufficio), che ripeteva continuamente: “E’ grave dovere dei fedeli non andare da Padre Pio”. Si andava là per la sua Messa, per la Confessione, per pregare. Così gli hanno impedito per tre an-ni la confessione alle donne e per due anni la confessione agli uomini, gli hanno impedito di celebrare la Messa in pubblico. Anche questi fatti richiedono tanta preghiera, affinché i pastori della chiesa abbiano la saggezza di favorire veramente il bene, non impedirlo mai, di saperlo riconoscere e di saper combatte-re il male dove il male veramente c’è. Sia lodato Gesù Cristo! Domanda: Cosa significa: “Non date le perle ai porci?” Don Amorth: Ecco il significato: Non date le cose preziose a chi non è in grado di apprezzarle. Vuol dire che per tante persone possiamo soltanto pregare. Quante mamme mi dicono che hanno i loro figlioli che non vanno più in Chiesa, non pregano più, stanno sempre attaccati alla televisione o ad internet. Al-le volte l’unica cosa che si può fare è pregare, pregare, pregare! Insistere, costringere, per così dire, ad andare a Messa e fare la Comunione, no, se uno non lo fa con le dovute disposizioni è veramente buttare le perle ai porci. Quindi bisogna avere la saggezza di dare a ognuno ciò che è in grado di comprendere, ciò che è in grado di penetrare in lui e di trasformargli la vita. Domanda: C’è un bambino piccolissimo che si suppone abbia qualche maleficio. Per poterlo esorcizza-re bisogna passare prima dal Vescovo per chiedere il permesso, visto che è un bambino, oppure non ce n’è bisogno? Don Amorth: Non ce n’è alcun bisogno, uno può andare e rivolgersi a un esorcista, a un sacerdote, a un gruppo di preghiera del Rinnovamento. Non c’è alcun bisogno del permesso del Vescovo, mai. Uno può andare dove vuole, però attenzione! Ci sono molte persone che hanno la paura di aver avuto dei malefi-ci, mentre in realtà non hanno nulla. Come fanno a togliersi questo dubbio? Normalmente con la pre-ghiera e con i Sacramenti. E’ bene anche pregare con qualche gruppo di preghiera. Domanda: Come è possibile sapere se c’è stato un maleficio? Se una persona è stata colpita, come si può liberare? In parte Lei ha già risposto, mi sembra. Don Amorth: Lo si vede dalle sofferenze e dal fatto che nessun medico e nessuna medicina riescono ad attenuare. In questi casi può venire il dubbio, e qualche volta potrebbe venire anche ai medici, se sono credenti. C’è qui a Roma qualche psichiatra che mi ha mandato dei pazienti e, a dire il vero, non ci ho trovato alcunché di malefico. Probabilmente si trattava di un male che la medicina non è ancora riuscita a diagnosticare e a guarire. Se c’è un maleficio spesso lo si capisce da sé, dalle sofferenze che si hanno e dai momenti in cui queste si manifestano. Una ragazza di 17 anni, non riusciva più né a pregare, né ad andare in Chiesa. Come vi entrava, cadeva in terra svenuta. Qui ci sono dei motivi oggettivi, non è una questione di suggestione. Ci sono persone che non possono accostarsi alla Comunione se non sono ac-compagnate. A volte la madre spingeva la figlia disturbata a fare la Comunione, la metteva in fila e do-po la Comunione, la figlia stava benissimo. In questi casi vuol dire che c’è qualcosa che non va, e allora si incomincia prima di tutto, intensificando la preghiera. Non dimentichiamo che la Confessione è più forte dell’esorcismo, è bene quindi intensificare le Confessioni, le Comunioni, il Rosario. Alle persone che vengono da me per prima cosa dico di intensificare la preghiera, poi farò l’esorcismo. Dico: “Tu vai a Messa tutte le domeniche?”, “No, Padre, ci vado saltuariamente”. “Incomincia ad andare a Messa tutte le domeniche, poi torna fra tre mesi, quando sarai andato a Messa tutte le domeniche e avrai recitato il Rosario tutti i giorni, quando tutti i giorni hai fatto almeno una visita in Chiesa. Tra tre mesi, quando a-vrai fatto tutte queste cose, ci risentiamo”. Ecco come si fa a capire. Domanda: La Corona del Rosario portata al collo, il demonio la vede anche se coperta dai vestiti? Don Amorth: Certamente il demonio vede la Corona del Rosario al collo e ne ha paura, ne ha il terrore. Una volta il demonio a una carismatica ha detto: “Se le persone sapessero l’importanza e la forza del Rosario, per me sarebbe finita, non potrei più fare niente”. E’ la preghiera più gradita alla Madonna. Il Rosario è il compendio di tutto il Vangelo (Paolo VI). In realtà non era così, perchè si passava dal quin-to mistero Gaudioso, lo smarrimento di Gesù nel Tempio, al primo mistero doloroso, l’orazione di Gesù nell’orto. Veniva saltata tutta la vita pubblica di Gesù, che invece adesso c’è con i Misteri della Luce, scelti con grande cura da papa Giovanni Paolo II°. Primo mistero: Il Battesimo di Gesù nel Giordano. E’ l’inizio della Sua vita pubblica. Secondo mistero: Le nozze di Cana. Il primo miracolo di Gesù che avviene per l’intervento di Maria ci fa capire come la Madonna prevede le nostre necessità e ci da le grazie di cui abbiamo bisogno, anche quando noi non le chiediamo. Le Sue parole ai servitori: “Fate quello che vi dirà” sono un’esortazione per gli uomini di ogni tempo. Terzo mistero: L’annuncio del Regno. E’ forse il mistero più denso. Possiamo riflettere sulla predicazione di Gesù, meditare una para-bola, pensare alle beatitudini, ai Suoi miracoli, agli esempi che ci ha dato di umiltà, quando ha lavato i piedi agli apostoli, alle liberazioni dal demonio… Naturalmente ci soffermeremo su un solo aspetto di quelli accennati. Quarto mistero: La Trasfigurazione. I discepoli hanno visto la gloria del Signore risorto perché potessero sopportare lo scandalo della croce. Quinto mistero: L’istituzione dell’Eucarestia, l’ultimo grande atto di Gesù prima della Passione. Domanda: Quando la maledizione viene dai genitori, sappiamo che è una cosa terribile, ma vorrei sape-re cosa avviene quando sono i figli che maledicono i genitori. Don Amorth: Se una maledizione tra consanguinei, per esempio genitori che maledicono i figli, o an-che figli che maledicono i genitori, è fatta con vera perfidia diabolica, questa maledizione agisce. La maledizione fatta veramente con animo satanico e diabolico ha le sue conseguenze eterne. Gli esorcismi non riescono a toglierle, e neppure la morte di colui che l’ha fatta. Gli effetti della maledizione conti-nuano. Una volta è venuto da me un medico che mi ha fatto vedere le sue gambe completamente marto-riate a causa di numerose operazioni; poi mi ha mostrato la sua fotografia di quando aveva otto anni e mi ha raccontato la sua storia. Suo padre era un giovane molto intelligente, bravo, deciso a sposarsi, a formare una famiglia e aveva la madre che invece voleva a tutti i costi che si facesse prete costringendo-lo anche con la violenza. Si è trovato costretto ad andare via di casa, lasciando la Calabria per venire a Roma. Si è laureato in giurisprudenza, è diventato un avvocato famoso, si è sposato, ha avuto un figlio. Quando questo figlio aveva 8 anni decise di mandare una sua fotografia a sua madre, pensando che si sarebbe commossa alla vista del nipotino e che finalmente sarebbe tornata la pace tra di loro dopo tanti anni. Invece la madre, veramente perfida, ricevuta la foto di questo bambino, ha fatto pervenire al figlio questa maledizione: “Le gambe di questo bambino saranno sempre sofferenti e tu morirai nel letto in cui sei nato”. La madre è morta. Dopo molti anni è morto anche un amico di questo grande avvocato, che ha deciso di andare al suo funerale in Calabria. In cuor suo pensava di non andare assolutamente a casa del-la madre. Sceso dal treno si è sentito male, gli amici e i vicini lo hanno assistito e non conoscendo il suo proposito, lo hanno portato a casa sua, dove quella stessa notte è morto nel letto in cui era nato. Ecco che cosa può fare una maledizione quando è veramente diabolica. Quest’uomo, che parlò con me, era un medico con famiglia. Gli ho detto: “A lei non resta che perdonare sua nonna, perdonarle di cuore, prega-re e offrire al Signore tutte queste sofferenze che lei ha avuto e tutte le sofferenze che avrà”. Da registrazione non corretta dall’autore
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