Archivio Relazioni
Relazione di Padre Gabriele Amorth
Relazione del 26 Maggio 2007 Ringraziamo il Signore che anche questa sera ci ha riuniti, nonostante ci siano tante funzioni questo pomeriggio e questa notte per celebrare la Pentecoste. Messaggio del 25 Maggio 2007: “ Cari figli, pregate con me lo Spirito Santo che vi guidi nella ricerca della volontà di Dio sul cammino della vostra santità. E voi che siete lontani dalla preghiera convertitevi e cercate, nel silenzio del vostro cuore, la salvezza della vostra anima e nutritela con la preghiera. Io vi benedico tutti ad uno ad uno con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ” Parole semplici, parole che ci richiamano all’essenziale: “ Cari figli, pregate con me lo Spirito Santo che vi guidi nella ricerca della volontà di Dio sul cammino della vostra santità.” E’ la volontà di Dio che ci porta alla santità e credo che la preghiera più importante sia: “Signore sia fatta la Tua volontà”. Noi tante volte preghiamo e non ci sentiamo esauditi perché non avvengono le cose che noi vorremmo. Preghiamo lo Spirito Santo che ci guidi alla ricerca della volontà di Dio, che ognuno di noi si impegni nella vita a questo scopo. Domandiamoci: “Che cosa vuole da me il Signore? Che cosa vuole da me in questa giornata? Che cosa vuole che io faccia nella vita?” E’ la domanda che devono farsi coloro che sono ancora alla ricerca della loro vocazione. Sia nella gioia, sia nel dolore, chiediamo: “Signore, che cosa vuoi da me?” Ricercare la volontà di Dio, perché è la volontà di Dio che ci guida sul cammino della nostra santità. Ci sembra una parola grossa la santità. Pure era una parola usuale tra i primi cristiani. San Paolo nella sue lettere: “salutatemi i santi di Corinto; salutatemi i santi di Efeso” per dire i cristiani, perché un cristiano che vive in grazia di Dio è un santo. La santità è tutta qui, non è nel cercare cose straordinarie. Guardate la santità della Madonna; che santità semplice! Le tre qualità principali di Maria: l’umiltà, l’obbedienza, la purezza. La Madonna non ha fatto alcun miracolo; episodi di opere straordinarie da Lei compiute nella Sua vita terrena non ci sono. Una vita umile, una vita semplice, una vita totalmente volta alla ricerca della volontà di Dio. Nel ritrovare Gesù nel Tempio, è così spontanea la Sua domanda: “ Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo ..” Tre giorni! Loro che vivevano per quel Bambino… sarebbe bastato che avesse detto loro: “andate avanti che io vi raggiungo dopo”! Gesù dà una risposta che Giuseppe e Maria non comprendono. Non hanno chiesto alcuna spiegazione. Hanno accettato, hanno capito: era la volontà di Dio. Non occorreva cercare altro. La via della santità è l’unica cosa veramente necessaria alla nostra esistenza. Possiamo avere tutte le cose che vanno bene: salute, lavoro, …. Possiamo soffrire la fame, il freddo,… Penso a San Paolo: ha sofferto fame, freddo, persecuzioni… tutte cose che passano. Noi abbiamo troppo spesso lo sguardo rivolto verso la vita terrena. Ci si affanna con tutte le forze orientate al guadagno, alla carriera, al successo, e se non si raggiunge il guadagno, la carriera, il successo sembra che la vita sia un fallimento. E invece si dovrebbe lasciare tutto per la vita eterna, perché la vita continua dopo la morte. Desiderare dei beni non è un male, purché se ne faccia buon uso; quindi senza idolatrarli. Avete presente quel Marcello di Milano, ricchissimo industriale che ha dato tutto ai poveri e si è fatto missionario? Ci sono tanti santi che erano ricchi, che hanno lasciato tutto per amore di Gesù, perché hanno capito ciò che conta veramente. Se alla fine della vita vediamo che tutte le cose ci sono andate storte ma ci salviamo l’anima, la nostra vita è un successo. Se invece tutto ci fosse andato secondo i nostri desideri ed aspirazioni, ma non ci salviamo l’anima, la vita è un fallimento. Perché? Perché sappiamo che la vita è eterna, qui sulla terra anche se vivessimo più di cent’anni, Il prossimo incontro di preghiera si terrà il 28 luglio alle ore 16.00 presso l’Istituto Santa Maria – Viale Manzoni, 5 - Roma sempre poco rispetto all’eternità. Dove saremo dopo la morte? Dove avrò meritato di essere dopo questo piccolo spazio di tempo, che è un periodo di prova. Per tanti Santi è passato poco tempo, pensate un po’ a San Luigi, 24 anni, Santa Teresina di Lisieux la stessa età, pensate ai pastorelli di Fatima, è bastato così poco per vivere eternamente con Dio! Ci sono anche tanti santi che hanno vissuto a lungo, pensate a Sant’Antonio Abate che ha avuto una vita lunga, come pure Giovanni Paolo II… Che grande santo! Io lo invoco sempre e vedo che è di una efficacia straordinaria. Ecco quello che conta nella vita. La Madonna ce lo ricorda: cercate la “…volontà di Dio sul cammino della vostra santità.” Alla fine di questa vita le sentenze sono due: “Venite con me benedetti nella gioia eterna!” o “Via da me maledetti al fuoco eterno!”. Non esiste una terza via. Una volta un demonio disse durante un esorcismo: “Ci sono nell’Inferno tante donne che voi sulla terra stimavate bellissime”. Anche la bellezza è un talento a doppio senso, secondo come viene usato; così la salute, così tutto quello che abbiamo, anche la malattia è un talento, anche la malattia può farci diventare grandi santi. Ci sono tanti santi che hanno passato la vita intera da malati eppure hanno capito che quella era per loro la volontà di Dio e quindi era la strada della santità. La Madonna ce lo ricorda “… che lo Spirito Santo vi guidi nella ricerca della volontà di Dio…”. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di guidarci nella ricerca della volontà di Dio, di seguirla fedelmente nella buona o nella cattiva sorte. Questo è il cammino verso la santità. Poi la Madonna si rivolge ad altri, a quelli che non cercano la volontà di Dio e vivono come se con la morte finisse tutto. “E voi che siete lontani dalla preghiera convertitevi e cercate, nel silenzio del vostro cuore, la salvezza della vostra anima e nutritela con la preghiera.” Che pensieri profondi! “…voi che siete lontani dalla preghiera…” Sant’Alfonso de’ Liguori amava ripetere: “Chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna”. Vi dicevo altre volte che alle persone che ricevo do sempre un foglio con i dieci comandamenti e dandoli ricordo l’episodio del Vangelo di quel giovane ricco che va da Gesù e gli chiede: “Maestro buono, come si fa ad andare in Paradiso?”. A lui Gesù risponde: “Osserva i comandamenti” e aggiungo anche questa osservazione: io mi sono laureato in giurisprudenza, come già vi ho detto l’altro mese, migliaia di leggi che dovevo imparare a memoria… gli uomini sono complicati, Dio è semplice: ci ha dato dieci comandamenti, tutti ugualmente importanti. Come si fa ad osservarli? Il segreto c’è “E voi che siete lontani dalla preghiera…” Chi è lontano dalla preghiera è lontano dalla ricerca della volontà di Dio e quindi dalla ricerca della via della salvezza. Convertitevi finché siete in tempo! Il Signore per tutti vuole il Paradiso “Non voglio la morte del peccatore ma che si converta e viva!” E dà a tutti mille occasioni per convertirsi, per pentirsi. Il Sacramento della Confessione, efficacissimo, applica il sangue di Gesù versato per i nostri peccati, per perdonare ogni nostra colpa. “…e cercate, nel silenzio del vostro cuore,…” Dio parla nel silenzio, nell’intimità, non ci parla attraverso il televisore o in mezzo alla confusione, ci parla nel silenzio. “…la salvezza della vostra anima e nutritela con la preghiera.” Quando capisci qual è la via della salvezza, devi mantenerla con la preghiera, perché se non la conservi con la preghiera la perdi! Ecco perché Gesù ha detto nell’Orto degli Ulivi “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione”. E’ impossibile resistere alle tentazioni solo con la nostra buona volontà . E’ necessaria la grazia di Dio, è necessaria la preghiera. Per salvarsi è indispensabile la preghiera. Dopo aver detto queste parole semplici, ma essenziali, ci benedice “…vi benedico tutti ad uno ad uno con la mia benedizione materna.” Non una benedizione generale data alla folla, ma ci benedice singolarmente. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ” E grazie a voi che siete venuti qui a partecipare a questo pomeriggio di preghiera Don Gabriele Amorth Domanda: Ho notato, con molta paura, che più mi avvicino a Dio ed ai suoi misteri, più il male si accanisce sulla persona più debole delle mia famiglia, che è lontana da Dio. Da questo dipende la sua debolezza? In questo caso come difendere questa persona che non prega e non si vuole far aiutare? Una madre. Don Amorth: E’ il dolore di tante mamme di avere un figlio, una figlia lontani da Dio ed è un dolore anche per certi figli vedere uno dei genitori lontano da Dio. Cosa debbono fare? L’esempio prima di tutto! E’ importante, e oggi manca, abituarsi alla preghiera familiare fin da piccoli e proseguire anche da grandi. Ho conosciuto e conosco varie famiglie in cui hanno cominciato tutti, genitori e bambini, a pregare insieme in casa man mano che crescevano ed hanno continuato sino ad oggi anche se i figli sono diventati grandi. Oggi molte volte questo non c’è, la preghiera in famiglia è sparita. Un tempo era rarissimo che una donna lavorasse; le donne facevano le mamme. Oggi invece molte volte diventa necessario che la donna lavori. Accade allora che i bambini crescono da soli, trovano i compagni e fanno quello che fanno i compagni. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” la salvezza della gioventù è quella di frequentare gruppi buoni in cui ci sono compagni buoni. Lo sfacelo è incontrarsi anche con un solo compagno cattivo, li rovina. Cosa bisogna fare in questi casi? Il buon esempio senza dubbio è sempre fondamentale. In questi giorni mi è capitata una mamma con dei figlioli ai quali ho chiesto se vanno a messa ogni domenica. Mi hanno detto “ un po’ sì ed un po’ no”, ed allora ho chiesto alla mamma: “E lei ci va a messa la Domenica?” mi ha risposto “Un po’ sì ed un po’ no”. Vedete allora che manca proprio l’esempio; prima di tutto è importante la testimonianza. Perché l’esempio sia completo è necessario che padre e madre preghino insieme con i loro figlioli. Accennavo un’altra volta a quella ragazza che andando da Padre Pio diceva: “Padre Pio sono fidanzata, ci vogliamo bene, ci rispettiamo, siamo decisi a sposarci, solo che lui è credente, ma non è praticante”. Padre Pio è stato inesorabile: “Lascialo! Come vuoi formare una famiglia cristiana se i genitori non sono tutti e due credenti e praticanti?” Voi vedete anche lo sfascio di tante famiglie, genitori che anche dopo tanti anni di matrimonio si separano perché non c’è Dio a cementare la loro unione. “L’uomo non divida ciò che Dio ha unito”, non rispettano più le leggi di Dio e allora si arriva anche alla separazione. Come può fare una mamma che ha il figlio che non prega? Con il buon esempio e le raccomandazioni. Vedete come la Madonna non si stanca di ripeterci sempre le stesse cose “Pregate, pregate, pregate” ed anche una mamma non deve stancarsi di dare buoni consigli e buoni ammonimenti. Raccomandarci alla misericordia di Dio perché senza la Sua misericordia non siamo buoni a niente. Testimonianza: Mi chiamo Ida e vorrei dare gloria al Signore per le sue immense meraviglie. Alla fine dello scorso agosto iniziò una grande sofferenza per la mia famiglia: mia figlia rimase incinta. Voi mi direte “che cosa bella!”, ma non fu così . Andai io a ritirare le prime analisi ed il medico del laboratorio, molto preoccupato, disse di aver ripetuto gli esami per due volte in due centri diversi, ma in entrambi i casi risultava un virus che avrebbe potuto provocare gravi malformazioni al feto. Parlando con il medico curante ci disse che sarebbe stato meglio abortire visto che la gravidanza era appena all’inizio e vedendo in me, grazie alla mia fede, la fermezza di consigliare mia figlia a proseguire la gravidanza, mi rimproverò parlandomi di diritto morale e civile nell’evitare di mettere al mondo un handicappato. Dello stesso parere era anche la maggior parte dei parenti e degli amici. Prenotai una visita ginecologica privata, ma fu un’ulteriore delusione, così mi recai in chiesa a pregare: era l’unico modo per poter salvare tutto. Cominciai a fare ore di adorazione, sette messe allo Spirito Santo, sacrifici infiniti, fino a quando il 4 Maggio ero certa che Dio mi aveva esaudito. Il 4 maggio è nato un bambino bellissimo e sano. Ora voglio dire a ciascuno di voi: continuate a pregare e siate perseveranti, perché Dio ascolta sempre le nostre preghiere. Don Amorth: E’ un episodio che fa pensare perché è piuttosto frequente. Molte volte una giovane madre viene sollecitata dai genitori stessi, dai medici, dagli amici, dalle amiche ad abortire. L’aborto è un delitto, prega invece perché quel figlio nasca sano nonostante le previsioni dei medici: tante volte avviene che il bimbo nasce sano, e se non nasce sano vuol dire che quella sarà una croce che tu porterai e che ti otterrà tante grazie da Dio, ma mai si può uccidere! Quinto comandamento “Non uccidere” anche se purtroppo quasi tutti gli Stati, i cosidetti vecchi Stati cattolici, Italia, Francia, Spagna, Portogallo hanno previsto nelle loro leggi la possibilità di abortire. E’ un omicidio e non importa niente che da un punto di vista legale sia considerato una cosa lecita, di fronte a Dio non lo è. E’ tanto bello quello che abbiamo sentito, questa donna che non ascolta le voci dei familiari, amici, medici, ma ascolta la voce di Dio e prega, prega, prega, e nasce un bambino sanissimo. Io mi sono trovato contemporaneamente a che fare con due casi, uno era un bambino ed uno era una bambina. I medici in tutti e due i casi consigliavano l’aborto perché assicuravano che il bambino e la bambina sarebbero nati malformati. Sono nati due splendidi figlioli. Fidiamoci di Dio, però preghiamo con insistenza perché il Signore non resiste alla preghiera fatta con fede, con vera fede. Domanda: Mio marito è un finanziere. Durante un controllo ha trovato nel giardino dell’abitazione controllata, tanto oppio. Ha sequestrato l’oppio. Poi ha visto sotto una campana una scultura rappresentante la testa di satana; ha inoltre trovato dei fucili che non erano stati registrati ed ha sequestrato anche quelli. La persona è stata incarcerata ed ha maledetto mio marito. Da quel giorno sta sempre male. Don Amorth: Si deve sempre fare il proprio dovere, anche se ciò comporta dei rischi. Le maledizioni date con vera perfidia satanica è possibile che attecchiscano, … c’è la grazia di Dio, c’è Dio che limita ogni potere di Satana, però è possibile che attecchiscano. Domanda: Nel caso che attecchiscano, non è possibile annullarle con le benedizioni?. Don Amorth: Certo, lo dice anche la Bibbia: le benedizioni scacciano via le maledizioni. Qual è il mestiere degli esorcisti? È cancellare quello che viene compiuto di male contro le persone. Ci si riesce, altroché se ci si riesce, soprattutto quando le persone collaborano, con tanta fede, tanta preghiera e la frequenza ai sacramenti. Domanda: E’ un periodo di tempo che nel quartiere dove abito vedo agli angoli dei palazzi, per terra, dei segni fatti con gesso bianco rappresentanti ferri di cavallo, semicerchi, grandi “G”. Vorrei sapere: hanno qualche relazione col satanismo, cosa possiamo fare, è pericoloso camminarci sopra? Don Amorth: No, non è pericoloso, direi che la cosa migliore è infischiarsene. Raccomandarsi al Signore e non dare alcuna importanza. Cose simili possono accadere: “Ho trovato davanti alla porta un’arancia piena di spilli!” Buttala via e non pensarci più. Domanda: Il Limbo è stato abolito? Don Amorth: Non è il Limbo che è stato abolito; il Limbo non è mai esistito. Qual è la sorte dei bambini che muoiono senza il battesimo, sia figli abortiti, sia figli che muoiono di morte naturale? Il primo che si è posto il problema è stato Sant’Agostino, il quale pensava che non avendo il battesimo andavano all’inferno con un minimo di pena. Per secoli si è predicato che i bambini che morivano senza battesimo andavano all’inferno. Poi, nel medioevo, i teologi hanno detto che è assurdo applicare ai bambini il peccato di Adamo e non applicare la redenzione di Cristo. Si è detto che andavano nel Limbo, perché non potevano andare all’Inferno, essendo senza peccati, non in Paradiso perché non avevano il battesimo. Il Limbo è un’invenzione, di esso la Bibbia non parla affatto. Ci sono Dogmi di Fede che affermano che Dio dà a tutti le grazie necessarie per salvarsi. Il nuovo Catechismo dice che i bambini che muoiono senza battesimo sono da affidare al Signore. Non sappiamo come il Signore tratterà questo problema, per cui è meglio dire non lo sappiamo piuttosto che inventare una cosa che non esiste. Mi ricordo che un teologo, Padre Hering diceva che il limbo è stato inventato dai teologi. Quando una mamma mi dice di aver perso un bimbo durante la gestazione e mi chiede cosa deve fare, io rispondo: è’ una vita immortale, dagli un nome, fagli celebrare una messa ed affidalo alla misericordia di Dio, che penserà a rimediare a quelle cose a cui i teologi non sanno rimediare. Da registrazione non corretta dall’autore
info@centroreginadellapace.it
design by desila