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Relazione di Padre Gabriele Amorth
RELAZIONE DI DON GABRIELE AMORTH DEL 28 APRILE 2007 “Cari figli, anche oggi vi invito di nuovo alla conversione. Aprite i vostri cuori. Questo è tempo di grazia, finché sono con voi, sfruttatelo. Dite: “Questo è il tempo per la mia anima”. Io sono con voi e vi amo di un amore incommensurabile. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” E’ uno dei Messaggi più belli. Infatti in questo Messaggio così breve c’è l’essenziale della fede cristiana. “…anche oggi…” lo faccio tutte le volte! la Madonna non si stanca di ripeterlo “…anche oggi vi invito di nuovo alla conversione.” Perché ci invita di nuovo? Perché vuol dire che non ci siamo ancora convertiti. La conversione va fatta per tutta la vita, perché Gesù ci ha dato una meta molto precisa: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Dobbiamo tendere lì. E allora voi vedete come abbiamo sempre bisogno di conversione, tanto più bisogno di conversione dai nostri difetti. “…Aprite i vostri cuori...”. E aggiunge: “…Questo è tempo di grazia, finché sono con voi, sfruttatelo...” Non aspettate perché potreste arrivare troppo tardi. “Dite: “Questo è il tempo per la mia anima”. Questo Messaggio tocca il punto centrale della vita cristiana. “…Questo è il tempo per la mia anima…” la vita dura poco! Poi viene l’eternità. Anche se qualcuno di noi vivesse cent’anni, e non tutti ci arrivano, che cosa sono di fronte all’eternità? Dopo la morte, dove saremo? Il Vangelo è chiaro. Esistono solo due vie: “Venite con me benedetti nella gioia del mio regno” oppure “Via da me maledetti al fuoco eterno” (Mt. Cap. 25). Non esiste una terza via. La scelta di una di queste due vie dipende da noi, da come noi sfruttiamo il tempo che Dio ci dà. “… Questo è tempo di grazia …” il tempo in cui viviamo su questa terra è tempo di grazia; ecco perché passano in secondo piano i problemi economici, di salute, di successo…. sono tutte cose passeggere. Andando a Modica, ho conosciuto un uomo (è morto qualche settimana fa), immobile a letto per tanti anni. Andavano a trovarlo tante persone: sacerdoti, suore, laici, perché anche se pieno di dolori, senza potersi muovere, era sempre sorridente, sempre sereno. Diceva che era contento della via che il Signore aveva assegnato alla sua vita. Perché? Perché pensava all’aldilà. Anche Gesù , ci dice San Paolo “dopo essersi proposto la gioia (si è messo davanti le gioie del Paradiso), si è sottoposto alla croce”. E’ chiaro che noi dobbiamo pensare alla vita eterna, ecco quello che ci dice la Madonna “…Questo è tempo di grazia…” però è un tempo che passa “…finché sono con voi…” sono qui per incoraggiarvi, per incitarvi. Sfruttate questo tempo per realizzare quello che ripetutamente vi chiedo. “Dite: Questo è il tempo per la mia anima…”. Questa vita terrena ci è data perché ognuno di noi provveda alla sua anima, ossia perché ognuno di noi provveda alla sua santità, alla vita eterna. Questa vita finisce, l’altra non finisce mai. “…Io sono con voi e vi amo di un amore incommensurabile.” Quanto è bella questa frase della Madonna! Mi ricorda una frase di un altro Messaggio “…Io non mi sono ancora stancata…”. Sembra quasi che la Madonna voglia dire: “…forse voi vi siete stancati di me”. Non so se vi ricordate che i ragazzi, dopo alcune apparizioni, chiesero alla Madonna (tutti i giorni appariva a loro!): “Mamma cara quanto tempo continuerai ad apparirci?”. Lei rispose: “Vi siete già stancati di me?” Voi capite che dopo questa risposta mai più i ragazzi hanno osato rivolgerLe una domanda simile. “Io sono con voi…” dice la Madonna , insiste su questo perché noi pensiamo alle nostre anime. “…vi amo di un amore incommensurabile.” Ci ama singolarmente, per questo ci ripete sempre queste cose che sono essenziali. Il tempo qui dura poco, per lungo che possa essere , è sempre poco in confronto all’eternità. L’eternità dipende da noi, Dio ci vuole tutti in Paradiso, Gesù prima di ascendere al cielo ha detto “Vado a prepararvi un posto”. Ognuno di noi ha il posto pronto in Paradiso, chi si danna non è Dio che lo manda all’inferno ma è lui che ci va con le sue gambe. Siamo furbi, pensiamo ai nostri veri interessi assai più importanti dei soldi, della salute, del cibo, del successo, dell’essere capiti o essere abbandonati e lasciati soli. Ricordo lo scandalo che ci fu a Torino quando si scoprì che una donna era morta e nessuno se ne era accorto. Morta di fame e nessuno si era mai occupato di lei. Si sono sentiti un po’ tutti in colpa, Noi abbiamo il dovere di pensare ai poveri, pensare a quelle famiglie che si trovano disagiate, che magari hanno avuto lo sfratto di casa e non sanno dove andare, perché non hanno soldi. Talvolta in una famiglia accade che tutti e due i genitori sono malati, oppure disoccupati. Purtroppo vedo come sono assolutamente insufficienti le risorse sociali, anche quelle religiose. Si, fanno un po’ di bene, ma come sono insufficienti!….. Dobbiamo saperci guardare intorno per vedere dove c’è il bisogno, sapere aiutare adesso, perché chi aiuta il povero è sicuro di salvare l’anima sua, “Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me; avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete rivestito, ero carcerato e mi avete visitato”. Nell’ospedale che è a due passi da casa mia, il CTO, vedo delle persone sole, che nessuno va mai a trovare. Ci sono le infermiere che cercano di consolarle un po’, di dire loro una parola. Ecco la Madonna ci dice: “Io sono con voi, vi amo di un amore incommensurabile” ed è proprio per questo amore incommensurabile che Lei insiste, nel farci capire che dobbiamo sfruttare questo tempo per assicurarci la vita eterna, perché anche se tutto ci va bene, se tutto va secondo i nostri desideri, se raggiungiamo qualsiasi meta, ma poi ci danniamo e perdiamo l’anima, la nostra vita è un fallimento. Che cosa darà l’uomo in cambio della sua anima? Ci dice il Vangelo: “ A che serve guadagnare il mondo se perdi l’anima tua?” A che cosa ti serve? D’altra parte se tutto ci va storto, la salute, il lavoro, gli affetti, ma salviamo la nostra anima, la nostra vita è un successo. Facciamocela questa mentalità di saper guardare e vivere le cose della terra con gli occhi fissi al cielo. Se sappiamo fare così i nostri veri interessi hanno un valore eterno. Domanda: Un giovane ha perso il papà da poco e chiede: stiamo facendo celebrare delle Messe gregoriane. E’ un suffragio potente o no? Risposta: L’origine delle Messe gregoriane è questa: San Gregorio Magno alla morte di un suo religioso, era un religioso benedettino, ha fatto celebrare trenta Messe consecutive. Dopo la trentesima Messa, il religioso gli è apparso per ringraziarlo perché era salito al cielo. Questa è la storia delle Messe gregoriane. Intendiamoci non è sempre così, non è che sia infallibile. Una volta mi sono sentito dire da una vecchierella: “ padre, io sono povera, possibile che anche quando andiamo nell’altro mondo, un ricco ha molti suffragi, ha molte Messe e quindi va prima in paradiso e un poveraccio che non ha chi fa celebrare delle Messe per lui, deve stare in Purgatorio?”. “No cara mia, il Signore le giustizie le sa fare!” E riguardo alla Messa gregoriana, non prendiamo questa devozione come qualche cosa di matematico, di infallibile. Muore una persona e dopo la celebrazione della trentesima Messa Gregoriana, questa è in paradiso. No! E’ l’interpretazione sbagliata, non stanchiamoci mai di suffragare le anime dei defunti anche se far celebrare le 30 Messe gregoriane è una buona forma di suffragio. Le Messe gregoriane sono suffragi. Poi fino a che punto bastano, fino a che punto vengono applicate a quella persona, sono cose che sa Dio, non noi. Noi sappiamo che non dobbiamo mai stancarci di pregare per le anime dei defunti. Io continuo a pregare per i miei genitori ogni giorno, anche se sono morti da tanti anni ed erano sante persone. Celebro le Messe per loro e continuerò, perché che certezze posso avere io? In ogni caso pregare per i defunti è una grande carità, quindi anche se quel defunto non ne ha bisogno la Messa sarà applicata a qualche altro defunto della famiglia o ad amici o a qualche defunto abbandonato. Ci pensa il Signore. Domanda: Se una persona entrando in chiesa per pregare vede che il sacerdote sta dando la comunione, può comunicarsi senza aver ascoltato la Messa? Risposta: La comunione è parte integrante della Messa. Per i primi cristiani era inconcepibile assistere alla Messa senza comunicarsi. Già dicevo altre volte che la prefazione rituale del Messale dice che il cristiano alla domenica celebra la Messa sotto la presidenza del sacerdote che agisce in funzione di Cristo. Attenzione, non dice assiste alla Messa! Quindi andiamo a Messa per celebrare la Messa sotto la presidenza del sacerdote che agisce nella persona di Cristo al punto di dire “Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue”. La comunione è parte integrante della Messa. Nei primi tempi, alla fine della Messa, parte di quel pane che era stato consacrato veniva portato agli ammalati o ai carcerati intendendo cosi farli partecipare alla Messa a cui non avevano potuto partecipare. Immaginate, si fa un pranzo, il pranzo di Natale, uno dei familiari non può intervenire perché ammalato, allora gli si porta il pranzo a casa perché anche lui possa partecipare alla festa. La comunione è partecipazione alla Messa in cui quella Eucarestia è stata consacrata. Non si può ricevere la comunione senza pensare alla Messa in cui è avvenuta la consacrazione dell’ostia che riceviamo. Allora può uno entrare in chiesa e dire: “ma guarda che bello! Stanno già distribuendo la comunione “, e si mette in fila e va a ricevere la comunione? Può farlo? No! Voi sapete che se una persona assiste a due Messe può fare due volte la comunione nello stesso giorno, purché partecipi a ciascuna Messa dal principio alla fine. Una persona entra in chiesa, vede che si sta dando la comunione, corre per prenderla. Sbaglia. E’ autentica comunione? Si. Commette peccato? Qui trattasi di buon senso. Non è che commetta peccato, però fa una cosa mal fatta, una cosa impropria, una cosa che non si deve fare. L’Eucarestia ha tre aspetti fondamentali: 1) l’aspetto del sacrificio, senza sacrificio della Messa non c’è Eucarestia; 2) l’aspetto del sacramento, la comunione per cui si partecipa all’Eucarestia, alla Messa attraverso la comunione 3) l’adorazione, la presenza di Gesù nel tabernacolo, la presenza permanente. Quindi vi resti impresso il legame indissolubile che c’è tra comunione e Messa e come la comunione va presa partecipando alla Messa. Così, confessarsi durante la Messa non va bene perché la partecipazione deve esserci durante tutta la celebrazione della Messa. Confessarsi quindi prima della Messa o addirittura il giorno prima.. Queste cose tra noi sacerdoti ce le diciamo sempre, però diciamo anche sempre: “la gente bisogna prenderla quando viene. Se io la gente non la prendo quando viene a confessarsi durante la Messa, non si confessa più” e allora si accetta. Però si accetta malvolentieri questo uso di confessarsi durante la Messa perché è importante partecipare alla Messa senza altre preoccupazioni. Domanda: Don Amorth ci potrebbe essere un’eccezione. Per esempio, se io sto chiedendo alla Madonna per strada: “aiutami a risolvere questo problema perché mi sento quasi disperata ”.ed entro in chiesa e trovo che stanno dando la comunione, posso allora comunicarmi dicendo: “grazie Signore perché ricevendo te, avrò più pace nel cuore?”. Risposta: Ci possono essere delle eccezioni, in cui uno agisce in coscienza. Però tenete chiaro il principio che la comunione è parte integrante della Messa e il luogo naturale, il momento naturale per ricevere la comunione è durante la Messa a cui bisogna partecipare dall’inizio alla fine. Quello è il momento per ricevere la comunione. Ci possono essere delle eccezioni? Ci rimettiamo anche alla coscienza. Domanda: Si può annullare una maledizione ricevuta nel grembo materno? Risposta: Certamente. Ci dice la Scrittura: “le benedizioni annullano le maledizioni”. Forse ve l’ho già detto un’altra volta che a Roma c’era una donna che abitava al secondo piano e al di là della strada, una strada stretta, al secondo piano, quindi allo stesso piano ci abitava una maga con tanto di cartello alla porta: MAGA. Ogni tanto lei si accorgeva che se si affacciava alla finestra, questa maga faceva degli strani segni verso di lei e dopo questi segni le capitavano sempre delle sfortune, delle sventure. Come poteva fare per liberarsi? E io gli ho insegnato: “sai cosa devi fare? Appena ti accorgi che la maga fa dei segni verso di te, tu con i vetri chiusi in maniera che lei non veda quello che fai, mandale delle benedizioni chiedendo con fede al Signore di benedirla”. Così dopo di allora, non ha più avuto alcun incidente. Le benedizioni annullano le maledizioni. Perciò benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto. Sia lodato Gesù Cristo. Corretta da Martinelli
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