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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Relazione di Don Amorth: marzo 2007 Ringraziamo il Signore che ci ha riuniti oggi, direi più numerosi di qualsiasi altra giornata. (essendo la domenica delle Palme). Mi dispiace per coloro che sono in piedi, offriranno un sacrificio maggiore. Vi raccomando le confessioni. Non dimentichiamo che la confessione è un sacramento molto più forte degli esorcismi. Confessatevi spesso, spesso, spesso. Vorrei tanto raccomandare: non confessatevi durante le messe o durante le funzioni religiose! Non potete partecipare ad una messa stando in fila davanti al confessionale, aspettando il vostro turno per confessarvi. Che modo è questo di assistere alla messa? Cercate di confessarvi prima, magari il giorno prima. Questo vale non solo in questo periodo, ma sempre. Ecco il messaggio di Medjugorje del 25 Marzo 2007: “Cari figli, desidero ringraziarvi di cuore per le vostre rinunce quaresimali. Desidero incitarvi a continuare a vivere il digiuno con cuore aperto. Col digiuno e la rinuncia, figlioli, sarete più forti nella fede. In Dio troverete la vera pace attraverso la preghiera quotidiana. Io sono con voi e non sono stanca. Desidero portarvi tutti con me in paradiso, per questo decidetevi ogni giorno per la santità .Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Il messaggio è ricco di riferimenti. “Cari figli, desidero ringraziarvi di cuore per le vostre rinunce quaresimali...” Forse qualcuno di noi si meraviglia perché le rinunce quaresimali non ci sono state o sono state poche. Allora la Madonna insiste: “Desidero incitarvi a continuare a vivere il digiuno con cuore aperto…” Tante volte ha detto: ci sono tante forme di digiuno, oltre a quella del cibo. Un mio amico ha dato via il televisore. Questa è una forma di digiuno! Padre Pio era contrario all’uso del televisore. Quando gli si diceva: ”Ma padre Pio, è un’invenzione meravigliosa!” Rispondeva: ”Sì lo so è un’invenzione meravigliosa che potrebbe fare tanto bene, ma vedrete come sarà usata, specie certi programmi serali…!” Purtroppo vediamo ragazzi, anziani, preti, suore, sono davanti al televisore fino alle ore piccole. Allora ci si rovina. Adesso c’è qualcos’altro di ancora peggio del televisore. Ci sono tanti modi di digiunare, di fare sacrificio, di fare rinunce. In una famiglia si sono impegnati a spegnere il televisore dopo il telegiornale e a pregare insieme il rosario. “Col digiuno e la rinuncia, figlioli, sarete più forti nella fede…” Ci si fortifica nella fede con le rinunce alle cose del mondo. San Paolo raccomanda: ”Non conformatevi alle idee del mondo”. Guardate che sfascio c’è soprattutto nelle famiglie, non c’è più capacità di amarsi veramente. I giovani sono disorientati, che disastro! E allora con le rinunce si diventa più forti nella fede. “In Dio troverete la vera pace attraverso la preghiera quotidiana…” Cari miei, la sera invece di guardare tante storie, abituatevi alla preghiera, e poi ad andare a letto, perché avete bisogno di riposo. Né le sofferenze, né le contrarietà possono toglierci la pace interiore, se preghiamo. Notate questa frase: “Io sono con voi e non sono stanca...” Questa frase sembra quasi rispondere a quanti dicono:” io non credo alle apparizioni di Medjugorje perché durano da troppo tempo”. In una delle prime apparizioni, quando andavo a Il prossimo incontro di preghiera si terrà il 26 maggio 2007 alle ore 16.00 presso l’Istituto Santa Maria - Viale Manzoni, 5 - Roma Medjugorje per rendermi conto se fossero vere o no, i ragazzi chiesero alla Madonna per quanto tempo ancora sarebbe apparsa e la Madonna rispose: ”Siete già stanchi di me?...” Voi capite che con una risposta simile, mai più hanno osato chiedere alla Madonna quanto tempo sarebbero continuate le apparizioni. Siamo noi che ci possiamo stancare, non è Lei che si stanca di parlarci, e di venirci a cercare, siamo noi che siamo stanchi di ascoltarLa e “Desidero portarvi tutti con me in paradiso…” Dio ci ha creati per il paradiso e chi si danna non è Dio che ce lo manda all’inferno, ma ci va con le sue gambe. “…per questo decidetevi ogni giorno per la santità.” Sembra una parola così grande la santità. Eppure, nei primi tempi della Chiesa veniva usato comunemente: ”salutami i santi che sono a Corinto; salutami i santi che sono ad Efeso”. Questo per dire i cristiani che sono là. Era implicito che chi era cristiano, viveva in grazia di Dio. Chi era cristiano viveva unito a Dio e chi vive unito a Dio è santo. Mica solo quelli che vengono canonizzati sono santi! Quante sorprese avremo in paradiso di persone di cui nessuno mai aveva parlato, di cui mai avevamo conosciuto l’esistenza! “Decidetevi per la santità” così anche a costo di sacrifici, di preghiere, di rinunce, vivere sempre in grazia di Dio. Vivere sempre come piace a Dio, vivere sempre come piace a Maria, perché siamo certi che se viviamo come piace a Maria, piaceremo a Gesù. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata” e grazie a voi per essere venuti così numerosi in questa Chiesa dove verrebbe la voglia di sfondare i muri per renderla più grande. Don Gabriele Amorth Domanda: Come fa un ragazzo a difendersi dal padre che fa magìe e cose di questo genere? E se una ragazza frequenta questo ragazzo, come può difendersi anche lei? Don Amorth: Questa è una domanda che mi viene rivolta in tantissime lettere e da tantissime persone che mi chiamano a Radio Maria: “Come fa a difendersi un figlio da un padre satanista, da una madre che fa magìa?” Prima di tutto sia ben chiaro che Dio è immensamente più forte di satana. Prima di tutto bisogna aver chiaro questo concetto che chi sta con il Signore è più forte e chi sta con il Signore non può subire danni. Quindi l’importanza della preghiera, dei sacramenti e della certezza che se viviamo uniti a Dio, come dice San Giacomo: ”…. il male non ci può toccare, il demonio non ci può toccare”. Siamo corazzati. Come si fa ad ottenere la conversione di queste persone? Occorre veramente tanta preghiera! E’ molto difficile che chi si è dedicato alla magìa e al satanismo si converta perché ottiene notevoli vantaggi materiali (guardate quante persone vanno dai maghi e dai cartomanti e mica vanno gratis, i maghi si fanno pagare) e allora è difficile che queste persone che traggono vantaggi si convertano. Ci dice San Paolo che l’amore del danaro è la radice di tutti i mali. Quante famiglie unite, che si amavano, per questioni di eredità diventano lupi contro lupi, si mangiano a vicenda con grande profitto per gli avvocati. Nel vangelo leggiamo che un giovane va da Gesù e gli dice “Comanda a mio fratello di dividere l’eredità con me”, forse il padre era morto e questo fratello voleva tenere tutto per sé. Gesù non dà una risposta diretta, dice di non amare il danaro, di non essere attaccati al danaro, di cercare le cose del Cielo. Meglio rimetterci che perdere la pace, che creare gli odi familiari. Ricordiamo: tutto quello che abbiamo quaggiù lo lasceremo. Giobbe ci dice con tanta chiarezza “Come nudo sono uscito dal ventre di mia madre, così nudo entrerò nel ventre della terra”, come è importante rimanere uniti a Dio e mantenere la carità. Domanda: Ci sono tre famiglie di parentela molto stretta che subiscono persecuzioni di ogni genere, fisiche, psichiche, spirituali. Oltre alle preghiere, alle benedizioni, all’Eucarestia offerta, cosa possono fare? Don Amorth: Ci sono delle situazioni familiari veramente disastrose da tutti i punti di vista, per la salute, tutti malati, disastrosi per l’economia, si è carichi di debiti e nessuno guadagna. Se si intraprendono attività commerciali vanno sempre male. In questi casi come si fa ad avere fiducia nella provvidenza di Dio? La provvidenza sembra che arrivi tardi, ma arriva sempre e quando arriva ci si accorge che è giunta al momento giusto. Bisogna avere fiducia nella provvidenza di Dio e allora a tutto si trova rimedio, anche a una malattia inguaribile. Può accadere che uno dei familiari ha il tumore, un tumore maligno. Si offre a Dio la sofferenza, la preghiera, il sacrificio di vedere una persona cara in procinto di morire. Quante volte mi sono sentito dire da persone inchiodate a letto: “Prego continuamente, offro continuamente le mie sofferenze al Signore, sono contento dello stato in cui mi trovo e non lo cambierei con nessun altro stato”. Ecco, per arrivare lì ci vuole una grande fede e tanta preghiera. Avere tanta fiducia nella provvidenza di Dio, che come pensa ai gigli del campo ed agli uccelli dell’aria tanto più pensa a ciascuno di noi. Domanda: Ad un signore, che adesso sta male, gli era stato predetto: “Tu starai male”. Gli è stato fatto un maleficio oppure è un caso? Don Amorth: No, non è un caso; ci sono alcune persone che hanno avuto dei malefici per cui quando pregano, ma soprattutto quando stanno in chiesa soffrono, stanno male non ci resistono sentono il bisogno di uscire. E’ un sacrificio grande. Ci sono di quelle, e questo è un caso abbastanza comune, che stanno male fino alla comunione, poi come ricevono l’Eucarestia si sentono bene. Ci sono delle persone a cui invece è stato fatto qualche cosa che le tiene lontane dalla preghiera, dalla chiesa, dai sacramenti. Non bisogna darla vinta a Satana, bisogna sforzarsi cercando gli aiuti necessari. Tu non riesci ad andare in Chiesa? Fatti accompagnare, trova qualche familiare, qualche persona amica che ti accompagni. Non riesci ad entrare in Chiesa? Lo stesso, trova qualcuno che ti aiuti. Conosco delle persone che non riescono ad avvicinarsi al sacerdote per ricevere la Comunione se non c’è qualcuno che, senza che gli altri se ne accorgano, li spinge e li fa arrivare alla Comunione; dopo stanno bene. Quindi sapere accettare gli aiuti. Gesù durante il suo viaggio tremendo, doloroso della Via Crucis ha accettato di essere aiutato a portare la croce da Simone di Cirene, un contadino che tornava dai campi. Quel gesto, fatto certamente malvolentieri (costrinsero un uomo di Cirene a portare la croce dietro di Lui), è stato una benedizione per lui e per la sua famiglia, tanto che Marco nel riferire questo fatto ci parla di lui come padre di due persone note nella comunità cristiana. Si vede che tutta la famiglia si era convertita. Ecco sapersi fare aiutare, poi un po’ per volta si arriva a superare la difficoltà e a fare da soli. Domanda: Il potere del diavolo è illimitato? Don Amorth: Il potere del diavolo è limitato da Dio. Conosco una persona che ha una persecuzione malefica tremenda. Una volta, non sa se in visione o in sogno, ha visto Gesù che gli ha fatto intorno un cerchio e gli ha detto: “Oltre questo segno non possono passare”. Quindi dice: “Io so che ci sono delle persone che mi fanno dei malefici, però so che oltre quel segno stabilito da Dio non possono passare”. Avete in mente l’esempio di Giobbe? Il diavolo prima lo riduce in povertà, poi malato che deve con un coccio grattarsi le piaghe che ha in tutto il corpo. Però Dio aveva detto a Satana: “Sì, ti permetto di tormentarlo, ma di non toccargli la vita”. Gli ha messo il limite. Il demonio ha poteri limitati, solo Dio comanda e se permette le attività del demonio le permette per la nostra salvezza. Prima di tutto quell’attività a cui tutti siamo soggetti, la tentazione. Anche Gesù facendosi uomo, ha accettato di essere tentato dal demonio. La Bibbia addirittura ne fa una beatitudine “beato l’uomo che fu tentato e seppe resistere, beato l’uomo che poté fare il male e non lo fece, beato l’uomo che poté prevaricare e non prevaricò”. Che merito si ha se non si commette il male perché non c’è alcuna possibilità di farlo? Ecco il significato del “non ci indurre in tentazione” del Padre Nostro: “fa che non cediamo alle tentazioni”. E’ sbagliata la traduzione non ci indurre in tentazione perché Dio non tenta nessuno. Noi chiediamo la forza di resistere alle tentazioni e di vincerle. Il demonio ha dei poteri che fin nei minimi dettagli sono sotto il controllo di Dio. San Paolo ci dice: “Mai permette che siamo tentati al di sopra delle nostre forze”. Il Signore non lo permette, abbiamo sempre la forza di vincere, però dobbiamo lottare. Padre Pio è stato battuto dal demonio tutti i giorni della sua vita, battuto a sangue, ma ci teneva a ripetere: “Ho sempre vinto io” perché non ha mai ceduto alle tentazioni del demonio anche se ne subiva le sofferenze. Domanda: Quali sono le armi più potenti per sconfiggere il diavolo? Don Amorth: La preghiera é la volontà di osservare le leggi di Dio. Ricordate quel giovane che va da Gesù e gli chiede come si fa ad andare in Paradiso? E’ una richiesta tanto importante perché alla fine della vita le sentenze sono due, non c’è una via di mezzo o “venite da me benedetti alla felicità eterna” oppure “via da me maledetti al fuoco eterno”. Non c’è una terza via. “Come si fa ad andare in Paradiso?” “Osserva i Comandamenti”. Mi sono laureato in giurisprudenza: migliaia e migliaia di leggi… gli uomini sono fatti apposta per complicare le cose, Dio è semplice: dieci Comandamenti, ma gravi tutti e dieci. I comandamenti a cui si manca più spesso sono il primo, il terzo ed il sesto. Osservando i Comandamenti si è certi di salvarsi. Come si fa ad osservare i Comandamenti? Con le nostre sole forze non è possibile, occorre l’aiuto di Dio: ecco la necessità della preghiera. Gesù nell’orto dice agli apostoli: “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione”. Quella frase che una volta era tanto conosciuta e ripetuta da Sant’ Alfonso de’ Liguori “Chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna” io la faccio dire in prima persona “se io prego certamente mi salvo, se non prego certamente mi danno”, infatti se io prego ho da Dio le grazie per vincere le tentazioni. Da registrazione non corretta dall’autore.
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