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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Ringraziamo il Signore che ci riunisce numerosi anche in questo sabato di agosto, così che tutti gli ultimi sabati dell’anno siano veramente consacrati a Gesù per mezzo di Maria. E’ Lei che ci chiama e quindi non facciamo altro che seguire il Suo invito. Messaggio di ieri sera 25 agosto: “Cari figli anche oggi vi invito: pregate, pregate, pregate. Solo nella preghiera sarete vicino a me e a Mio Figlio e vedrete come è breve questa vita. Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore e la preghiera scorrerà come un fiume. Nelle vostre parole ci sarà solo gratitudine verso Dio perché vi ha creati e il desiderio di santità diventerà per voi realtà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Ecco il messaggio che ci invita di nuovo con forte insistenza alla preghiera e ce ne dà un motivo particolare su cui altre volte non aveva insistito. “… nella preghiera sarete vicino a me e a Mio Figlio…” se vogliamo essere vicini a Maria e vicini a Gesù bisogna che preghiamo. E’ nella preghiera che noi realizziamo questa vicinanza. E’ importante essere vicini a Gesù e a Maria, perché tutti gli altri appoggi umani crollano, tutto il resto passa ed infatti dice subito dopo: “…e vedrete come è breve questa vita”. Accanto a Gesù e a Maria che vivono già nell’eternità ci rendiamo conto di quanto sia breve la vita che viviamo quaggiù. La vita umana è una prova; dai pochi anni di prova che viviamo quaggiù dipende l’eternità. Nel discorso tenuto al meeting di Comunione e Liberazione ripetevo che la sentenza di Gesù per ciascuno di noi sarà: “Vieni a Me benedetto nella gioia eterna. Vieni servo buono e fedele, vieni nella gioia del tuo Signore!” oppure “Via da Me maledetti, al fuoco eterno!” Guardate, tale prospettiva è tremenda! Eterno è il Paradiso, eterno è l’Inferno. Sono due eternità e tutto viene deciso da come noi viviamo su questa terra in questi pochi anni, anni che fanno così presto a passare. Di questo ci renderemo conto se preghiamo “…Solo nella preghiera sarete vicino a me e a Mio Figlio e vedrete come è breve questa vita”, ossia vicino a Maria e a Gesù che sono già nell’eternità. Pensate, anche noi saremo nell’eternità! “il dove“ dipende da noi; ecco perché “… pregate, pregate, pregate!” Sant’Alfonso de’ Liguori diceva: “chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna”. La necessità della preghiera! La Madonna a Medjugorje fin dal primo giorno aveva insistito: “Almeno sette Pater, Ave, Gloria e il Credo”. Ecco perché a Medjugorje ed in tutti i gruppi di Medjugorje, anche noi, dopo la messa si recitano sette Pater, Ave, Gloria e il Credo. Qualche volta, in apparizione privata, Gesù ha chiesto: “Mi si dia almeno un quarto d’ora al giorno”. Il giorno ha 24 ore: almeno un quarto d’ora sia dedicato al Signore! La preghiera ci tiene uniti a Gesù e a Maria e quindi ci dà il senso dell’eternità e della brevità della vita sulla terra. “…Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo”. Avete sicuramente presente l’episodio della Trasfigurazione in cui San Pietro vorrebbe stare sempre lì, “Signore costruiamo tre tende, una per T Te, una per Mosè ed una per Elia”, era così contento che non avrebbe mai voluto andar via da lì. Ossia, vedendo Gesù nella gloria, gli viene il pensiero dell’eternità, il desiderio di vivere nell’eternità. Qui la Madonna ci dice la stessa cosa, stando con Gesù e Maria “…nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo”. Pensiamo spesso al Paradiso! Dice San Paolo: “Poiché Cristo è risorto, pensate a dove Cristo si trova, alle cose di lassù” e non a quelle della terra. Noi infatti siamo troppo preoccupati delle cose terrene. “…La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore”. La gioia di essere predestinati alla felicità eterna. Anche su questa terra abbiamo dei dolori, delle sofferenze, delle preoccupazioni, però siamo predestinati ad una gioia eterna, ad una gioia che non finisce. Non c’è paragone, ci dice San Paolo, fra le sofferenze della vita presente e la felicità che il Signore ci riserva per l’eternità! San Paolo di sofferenze ne ha avute tante e di ogni genere: percosse, persecuzioni, incomprensioni, fino al martirio. E’ nota la frase attribuita a San Francesco: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”. Ogni sofferenza diventa per me un motivo di gioia pensando che è un aumento di gloria e di felicità in cielo, dove dureranno per tutta l’eternità. “…Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo. La gioia comincerà a regnare nel vostro cuore”. E’ la gioia per ciò che ci aspetta, per la felicità che il Signore ci ha preparato: “Vado a prepararvi un posto”; abbiamo già tutti una destinazione precisa in Paradiso, bisogna saperla raggiungere, non deviare dal cammino che ci porta lassù, anche se sappiamo che il cammino che porta alla felicità eterna passa sempre attraverso il Golgota, passa sempre attraverso la Croce. “…e la preghiera scorrerà come un fiume”, cioè vi diventerà spontaneo pregare come avete fatto nel canto precedente “Gesù, Gesù, Gesù!” Non c’è bisogno di dire tante parole. Quando andiamo in chiesa per fare una visita Eucaristica possiamo anche non dire niente, lì c’è Gesù, lì ci sono io, ecco, ci guardiamo, non è necessario parlare, è necessario ascoltare. Dobbiamo abituarci ad ascoltare la voce del Signore che ci suggerisce quello che dobbiamo fare, che ci rimprovera se abbiamo bisogno di rimprovero, che ci addita le vie da seguire se abbiamo deviato dalle Sue vie. “…Nelle vostre parole ci sarà sempre gratitudine verso Dio”. Come è importante ringraziare sempre il Signore, a ringraziarLo di tutto! Avete presente quella frase famosa di Giobbe: “Se ringraziamo Dio nelle gioie che ci ha dato, perché non dovremmo ringraziarLo anche nelle sofferenze?” RingraziarLo sempre di tutto, anzi le sofferenze sono certamente più meritorie delle gioie. Lo ringraziamo fin da adesso perché ci ha creati; pensiamo al grande dono della vita “…e il desiderio di santità diventerà per voi realtà” cioè diventerà realtà il desiderio di camminare nella via di Dio per arrivare a quel posto in cielo che Lui ci ha destinato, ad una felicità eterna. “…Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. E grazie a voi per essere venuti qui, anche in questa giornata di agosto. Don Gabriele Amorth Domanda: Le famiglie di oggi sono in forte crisi: divisioni, tradimenti... Lei pensa che queste divisioni siano opera del demonio o del comportamento, del modo di pensare, del carattere delle persone? Risposta: Non c’è dubbio che siano opera del demonio, ma realizzata con il consenso umano. Il demonio non potrebbe fare niente senza il nostro consenso. Voi vedete che la gente non va più in chiesa, va dai maghi, dai cartomanti, frequenta sedute spiritiche, partecipa a sette sataniche, visiona film e legge libri che vanno per la maggiore dal punto di vista della diffusione, pure se insultano apertamente Gesù Cristo e la Chiesa. Il demonio ha la sua parte certamente, però la colpa è di chi ascolta. E’ colpa del demonio se Adamo ed Eva hanno tradito la parola di Dio? Certamente il demonio ha la sua colpa, li ha tentati, li ha convinti: “non ha ragione Dio, ho ragione io, non è vero che morirete ma sarete simili a Dio”. Quindi il demonio fa la sua parte suggerendoci che è un vantaggio peccare, è un acquisto di esperienza, che il peccato non esiste. Il demonio fa la sua parte ma la decisione è nostra, la decisione è personale. Come è importante conoscere bene la parola di Dio per poterci regolare nella vita e vivere conformemente al Suo volere! Vi cito un solo esempio che riguarda i Comandamenti di Dio. Essi sono solo dieci, ma sono gravi tutti e dieci. Uno dei comandamenti di Dio più calpestati oggi è il terzo, vi ricordate qual è? “Ricordati di santificare le feste”. Oggi capita che molte volte quando uno si confessa, se non è il sacerdote che chiede: “Ci vai sempre a messa?”, uno non se lo confessa neppure. Tale omissione non viene più ritenuta una colpa grave, come uno non ritiene più una colpa grave tradire il marito o la moglie. Le leggi che approvano le dottrine contrarie al Vangelo quali il divorzio e l’aborto, danno l’impressione che divorzio ed aborto siano cose lecite. La legge lo consente, ma quale legge? La legge umana, non la legge di Dio e noi saremo giudicati in base alla legge di Dio non alla legge umana. Certamente c’è il bisogno, direi il bisogno numero uno al giorno d’oggi, del risanamento delle famiglie e come si fa? Occorre sposarsi bene. Tante volte le famiglie si rompono perché i coniugi si dividono per motivi che erano benissimo prevedibili prima del matrimonio. Non hanno voluto ascoltare alcuno: i genitori, gli amici. Dopo si sono trovati male e si sono divisi. Prima di tutto è necessario sposarsi bene e come si fa a sposarsi bene? E’ importante il carattere, sono importanti tante qualità, ma il matrimonio è un sacramento, quindi è importante la fede. Padre Pio era inflessibile al riguardo. Se una ragazza gli diceva “Padre Pio sono fidanzata, ci vogliamo bene, ci rispettiamo, siamo vicini a sposarci, lui però è credente, ma non è praticante”. Padre Pio era inesorabile: “Lascialo!” Come si può fare a creare una famiglia cristiana se i genitori non sono tutti e due credenti e praticanti in maniera che preghino in famiglia? I bambini dopo la comunione spariscono completamente dalla chiesa, dalla preghiera, da ogni pratica cristiana. Ci sono solo delle eccezioni, i gruppi. Quello che ancora ci salva qui in Italia sono i gruppi. Se non ci fossero i gruppi, Rinnovamento, Comunione e Liberazione, Focolarini, …. sarebbe veramente un vuoto totale, o quasi totale. Quindi, prima di tutto, sposarsi bene e poi vivere bene la vita cristiana, abituare i bambini a pregare insieme ai genitori. Infatti i bambini vedono che la preghiera non è solo per bambini o solo per adulti perché vedono mamma e papà che pregano insieme a loro. Nella mia esperienza di confessore mi è sempre capitato, senza eccezioni, che quando delle mamme e dei papà mi dicevano: “Il mio figliolo non va più in chiesa, non prega più” ed io ho chiesto loro: “Ma quando erano bambini voi pregavate insieme a loro?” Sempre mi hanno detto di no. Non li abituavano a pregare insieme a loro. La famiglia che prega è una famiglia unita, amava dire Pio XII. Il risanamento quindi comincia da lì, dallo sposarsi bene, dal vivere bene. Ci sono tante altre motivazioni, ci sono tanti altri aspetti da vedere nel matrimonio, ma uno degli aspetti fondamentali è che il matrimonio è un sacramento e quindi deve essere fatto da due persone credenti e praticanti, allora sì che la famiglia può essere una famiglia sana. Noi, cinque fratelli, non si poteva andare a letto se prima non s’erano dette le preghiere insieme, e ad intonare il rosario era il papà. Tutti i miei fratelli hanno costruito famiglie cristiane. Domanda: Del Codice da Vinci sono stante vendute 25 milioni di copie, a qualcuno ho detto che non è bene leggerlo e mi ha risposto che non lo ha letto per curiosità, ma per essere informato. E’ giusto così? Risposta: E’ una frase inutile perché chi prende cose velenose più o meno si avvelena. Questo è un ragionamento che non tiene; nutriti di cibi nocivi e dimmi tu se è un’esperienza. Domanda: Satanism task force: sarà attivo dal 1° ottobre nel Lazio, il primo ambulatorio anti-sette sataniche. La task force sarà formata da un’equipe di psicologi, medici ed avvocati. Lei crede che può essere valido? Risposta: Se ci sono persone che si riuniscono per aiutare coloro che assistono a messe sataniche, a sedute spiritiche, ben vengano. Ci sono medici, psicologi che hanno le idee giuste e cercano di allontanare le persone, quando ne sono a conoscenza, da queste pratiche che oltre al resto danneggiano la psiche e possono anche portare alla pazzia, oltre alla possibilità di finire con un male di carattere malefico. Domanda: Mio figlio ha 17 anni e si è allontanato dalla preghiera carismatica della Comunità Maria ed ha questo dubbio: “Se Dio è Creatore unico e buono, chi ha creato il male ?” Risposta: Il male l’ha creato il suggerimento di Satana seguito dalla libera volontà dell’uomo, per cui il male l’hanno creato gli uomini che hanno ascoltato i suggerimenti di Satana. Quando un giovane di 17-18 anni, che era nelle associazioni cattoliche, nei gruppi di preghiera, lascia tutto questo, ciò dipende sempre dalle compagnie con le quali purtroppo è venuto a contatto. Anche al giorno d’oggi resta verissimo il proverbio: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La frequentazione di una compagnia cattiva determina l’abbandono dei principi sani ricevuti in precedenza ed è molto difficile ritornare indietro. Come è importante che i giovani siano avviati a frequentare ambienti sani, ambienti buoni in modo da conservarsi sani e puri! Domanda: Come si allontana Satana dalla nostra vita, quando viene a turbare noi, le persone che ci sono care o anche quelle che incontriamo? Risposta: La Bibbia ne fa addirittura una beatitudine. Beato l’uomo che fu tentato e seppe resistere, beato l’uomo che poteva fare il male e non lo fece, che poteva prevaricare e non prevaricò. La vita è una prova di fedeltà a Dio, quindi ci sono le tentazioni, tutti le subiamo, ma tutti dobbiamo avere la capacità di vincerle. In che modo si vincono le tentazioni? Occorrono due mezzi: “vigilate e pregate per non cadere in tentazione”. Prima di tutto la vigilanza, tutto il nostro impegno a fuggire le occasioni, a combattere le tentazioni senza meravigliarcene. La tentazione di per sé non è peccato, è un cercare di spingerci al peccato, però non basta la nostra buona volontà, occorre anche la grazia di Dio. Vigilate e pregate. Senza la preghiera, senza l’aiuto di Dio è impossibile resistere alle tentazioni anche con tutta la nostra buona volontà. Da registrazione non corretta dall’Autore
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