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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Riunione del 24 Giugno 2006 Saluto voi e saluto in particolare Sua Eccellenza Monsignor Bona che sempre è stato un organizzatore delle giornate del Cuore Immacolato di Maria. Le ha organizzate nella Basilica di Santa Maria Maggiore, nella Chiesa di San Lorenzo al Verano, e l’anno scorso nella Basilica di San Pietro: gremitissima, tanto che anche quest’anno si pensava di fare il bis. Non è stato però possibile per le tante festività in corso e i tanti raduni programmati. Domani si celebra il 25° anniversario delle apparizioni di Medjugorje. Come siamo soliti, riflettiamo sul messaggio della Madonna e sarà questo il nostro inno di lode per Lei in occasione della festa del Suo Cuore Immacolato. Non conoscendo ancora il messaggio di questo mese, ho scelto di commentare quello del 25 Giugno 1995: “Cari figli, oggi sono felice di vedere che avete risposto in così grande numero e che siete venuti per vivere i miei messaggi. Vi invito, figlioli, ad essere miei gioiosi portatori di pace in questo mondo inquieto. Pregate per la pace affinché quanto prima regni un tempo di pace che il mio Cuore attende con impazienza. Io vi sono vicino, figlioli, ed intercedo davanti all’Altissimo per ognuno di voi e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. “Cari figli, oggi sono felice di vedere che avete risposto in così grande numero…”. Questa frase va proprio bene per le giornate di oggi e di domani, dove si parla di 400.000 presenze; so di varie persone prenotate che non sono potute partire perché le navi erano piene. Anche noi ci ritroviamo in così gran numero intorno a Maria che guarda a ciascuno di noi, perché ci ama singolarmente, come alla fine ci ripeterà. Pensiamo quindi alla felicità di Maria, particolarmente oggi e domani, nel vedere che in così gran numero i suoi figlioli sono accorsi attorno a Lei. “…avete risposto e siete venuti per vivere i miei messaggi...”. Quindi c’è uno scopo preciso, non siete venuti per curiosità, per fare un viaggio, e del resto quando ci sono così tante persone non mancano i disagi, non mancano i sacrifici certamente. Ricordo i sacrifici che facevamo i primi anni quando andavamo a Medjugorje nell’83, nell’84: la polizia era durissima nel fare la revisione dei bagagli, ci faceva aprire le valigie. Una volta Lilli fu arrestata addirittura per tutta la mattina e noi lì ad aspettare… Abbiamo sempre avuto qualche inconveniente, qualche sacrificio da offrire alla Madonna. Ricordo un certo inverno, forse nel febbraio dell’85, c’eravamo solo noi, era l’unico pullman di pellegrini, e allora padre Tomislav disse: “ Ho capito quale è stata la missione di voi italiani: dare continuità ai pellegrinaggi a Medjugorje”. Infatti c’è stato un periodo in cui i pellegrini erano solo italiani. “…Vi invito, figlioli, ad essere miei gioiosi portatori di pace in questo mondo inquieto…” che questo mondo sia inquieto noi lo vediamo. E la Madonna ci invita ad essere portatori di pace, s’è presentata come Regina della Pace, insiste ancora “…Pregate per la pace affinché quanto prima regni un tempo di pace che il mio cuore attende con impazienza…”. In un altro messaggio aveva detto chiaramente che questi messaggi erano la continuazione di quelli di Fatima. A Fatima aveva promesso “ci sarà la conversione della Russia. Non si è ancora convertita, è caduto il comunismo ma la conversione vera e propria non è ancora avvenuta “e ci sarà finalmente un tempo di pace”, ma quello che avverrà prima non lo sappiamo e c’è da tremare se guardiamo al male che c’è nel mondo, c’è da pensare che veramente prima ci sarà un castigo, non dato da Dio. Dio non castiga, gli uomini si autocastigano con la loro cattiveria. “…che il mio cuore attende con impazienza…”. Quindi vuol dire che non è ancora venuto, il messaggio di Fatima non è ancora completo nel suo verificarsi, nel suo realizzarsi. “…Io vi sono vicino, figlioli, ed intercedo davanti all’Altissimo per ognuno di voi…”, intercede per ciascuno di noi, “…e vi benedico con la mia benedizione materna…”. La benedizione di Maria! Ecco allo- Il prossimo incontro di preghiera si terrà il 26 agosto alle ore 16.00 presso l’Istituto Santa Maria – Viale Manzoni 5 - Roma ra che noi invitiamo Monsignor BONA, responsabile del Movimento Mondiale di Fatima, a darci la sua benedizione, in nome di Maria, che noi accogliamo come segno della benedizione della Madonna. Monsignor BONA: “Sono lieto di trovarmi in questo luogo dedicato alla Vergine nel giorno del Cuore Immacolato di Maria accanto a Don Amorth, che è innamorato della Madonna. Lo ringrazio della sua fedeltà e della bontà che mi ha concesso nel rendermi partecipe di questa gioia. Lo ascoltiamo con tanta ammirazione! Grazie. Il Signore vi benedica e vi protegga, mostri il Suo Volto sopra di voi e vi dia la pace. E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda sopra di voi e con voi rimanga sempre”. Don Amorth: Ora Eccellenza, noi che siamo riuniti in questo ultimo sabato del mese (tutti gli ultimi sabati del mese dall’84, e cioè da 22 anni ormai ci ritroviamo insieme), siamo anche soliti a questo punto ascoltare delle testimonianze o sentire delle domande che ci vengono rivolte. I primi anni si ascoltavano soprattutto le testimonianze di coloro che tornavano da Medjugorje, adesso invece prevalgono le domande su delle cose private. Sentiamole. Don Gabriele Amorth Domanda: Perchè la tentazione colpisce il pensiero? Don Amorth: La tentazione colpisce tutto l’uomo. Noi sappiamo che l’attività principale di satana è quella di tentare l’uomo al male. Satana si è ribellato a Dio e quindi ribellandosi a Dio tenta l’uomo al male per cercare di portarlo dalla sua parte e quindi dove lui si trova. E allora ci tenta nella mente, ci tenta dappertutto, facendo leva sia sulla nostra fragilità naturale (ognuno di noi ha le sue ferite, le sue debolezze), sia servendosi delle occasioni che la vita ci presenta (situazioni, incontri, ecc.). Il demonio approfitta di tutto per allontanarci da Dio. Domanda di Padre Barnaba: Vorrei prima di tutto ringraziare il Signore per aver avuto la grazia, insieme a Lei Don Amorth, di conoscere Medjugorje fin dall’inizio. Io sono stato lì oltre 60 volte, sia con i gruppi, sia da solo e l’esperienza fatta è certamente meravigliosa. La domanda che faccio è la seguente. Come mai, nonostante che milioni di persone, compresi sacerdoti, vescovi, cardinali siano state a Medjugorje c’è ancora tanta resistenza nell’accettare queste apparizioni? D’accordo, la Chiesa non si è pronunciata e non si pronuncerà finché i fatti sono ancora in corso, però quello che lì accade è molto significativo. “Dai loro frutti li riconoscerete” ha detto Gesù; sappiamo che tante persone hanno cambiato vita, hanno ritrovato la fede, però nello stesso tempo in questi anni stiamo assistendo ad un crescendo spaventoso di demolizione di tutto quello che è sacro, quello che è Chiesa Cattolica, quello che è la fede cattolica. Tutte le potenze del male pare che si siano coalizzate per distruggere la fede. Queste apparizioni, queste conversioni, che effetto avranno ed hanno su questa campagna così tremenda che viene portata avanti? Don Amorth: E’ vero, ci troviamo in un mondo sconvolto: le Chiese sono quasi vuote, scarsa è la frequenza ai sacramenti, voi vedete la lotta contro lo stesso insegnamento della religione, contro l’esposizione dei crocifissi, contro ciò che c’è di più sacro, voi vedete la disgregazione delle famiglie, divorzi, convivenze, aborti…. Ecco allora il bisogno che abbiamo di Maria, che ci faccia mettere giudizio. Lei è la Mamma ed allora non si stanca di invitarci, non si stanca di rinnovare i suoi richiami. Domanda: Sappiamo che Dio era disposto, per intercessione di Abramo, a risparmiare Sodoma e Gomorra se ci fossero stati almeno 10 giusti in quelle città di peccato. Ce n’erano solamente 4: Lot, sua moglie e le sue due figlie, per cui fatti uscire questi, le due città furono distrutte. I castighi che si pensa siano annunciati nei segreti di Medjugorje potrebbero essere allontanati se aumentasse il numero dei giusti nella nostra società? Don Amorth: Io penso che i castighi siano stati ritardati e mitigati per quelle persone che hanno pregato, perchè ci sono anche tante persone che si sono offerte in sacrificio ed hanno pregato. Saranno in numero sufficiente? Questo non lo so. Domanda: Mia figlia, oggi ventunenne, fin dall’adolescenza è stata molto irrequieta e lontana dalla fede. La nostra vita familiare è stata turbata a tal punto che telefonai a Lei, Don Amorth, temendo l’influsso di forze maligne su di lei. Le Sue parole mi confortarono e mi spinsero a ricorrere alla preghiera incessante. Dopo oltre due anni, attraverso un grande travaglio interiore, mia figlia ha iniziato ad aprirsi alla ricerca di Dio. In questo cammino ancora lungo da percorrere si sta avviando anche il suo ragazzo. Il Santo Rosario, le comunità di preghiera, le visite ai Santuari Mariani, i digiuni hanno contribuito con la santa protezione di Maria alla loro conversione. Con cuore sereno e umile lodiamo e ringraziamo il Signore per la sua immensa misericordia. Don Amorth: E noi ringraziamo per questa bella testimonianza. Debbo anch’io testimoniare che in questi vent’anni di attività di esorcista ho visto intere famiglie che un poco alla volta sono tornate a Dio. Spesso la prima a tornare alla fede è stata la mamma, poi si è unito un figlio e poi un’altra figlia e infine anche il papà: la famiglia intera ritornava a pregare, a frequentare i sacramenti e a vivere una vita cristiana. Ringraziamo il Signore di queste conversioni perché c’è proprio bisogno di famiglie che siano interamente cristiane. Domanda: Ho una parente che da 35 anni infastidisce la mia famiglia con malefici; come devo comportarmi nei suoi confronti? Devo allontanarla definitivamente? Premetto che non la odio. Non frequentandola più, può diminuire la maledizione? Don Amorth: Quando si ha l’impressione di aver ricevuto del male da qualche persona, io ricordo sempre che Gesù è più forte di tutti i malefici. La preghiera, i sacramenti sono efficaci ed aggiungo, importantissimo, il perdono. Non dimentichiamo: “benedite e non maledite”. Le benedizioni annullano le maledizioni. Quindi, se riceviamo del male, rispondiamo perdonando di cuore e pregando Dio di benedire quella persona che ci ha fatto del male. Benediciamola anche noi e in questo modo il male si trasforma in bene. Domanda: Una donna ha frequentato un mago; aveva grandi dolori e sperava che il mago la guarisse, invece i dolori aumentavano. Finalmente ha incontrato un sacerdote che le ha detto di rompere i rapporti con quel mago. Ma i dolori le restano ancora. Cosa deve fare? Don Amorth: I dolori fanno presto a venire quando si frequentano certi ambienti, maghi, cartomanti, sedute spiritiche, sette sataniche: il male fa presto a venire. Dopo che ci si è convertiti può accadere che le sofferenze perdurino. Per quanto tempo? Lo sa il Signore! Ma questo ci dà l’occasione di riparare, ci dà l’occasione di offrire sacrifici di riparazione, perché il male va riparato, gli errori vanno corretti. Anche nelle cose umane si vede come il male fa presto a venire e impiega tempo ad andar via. Un esempio banale: tu prendi una bottiglia, ti sfugge di mano, va in mille pezzi quanto tempo ci ha messo per rompersi? Un secondo! Se tu vuoi rimettere insieme i cocci quanto tempo ci vuole? Per riparare il male ci vuole del tempo. Perché? Perché il Signore vuole che noi offriamo a Lui preghiere di riparazione per migliorare la nostra vita spirituale. Domanda: Conosco una persona che ha le stigmate. Come posso capire se questi fenomeni vengono da Dio o dal demonio? Posso continuare a frequentare questa persona? Don Amorth: Oggi si sente parlare di tante persone che hanno le stigmate. La persona più nota è forse quell’Elia che sta a Calvi, ne scrivono tanto i giornali. Una volta è venuto a trovarmi, gli ho parlato solo mezz’ora, ne ho avuto buona impressione. Il vangelo ci dà la regola madre: dai frutti si riconosce la pianta. Se i frutti sono buoni la pianta è buona, quindi se si tratta di una persona veramente umile, di preghiera, disinteressata, che cerca il nascondimento, è già un buon segno. Se poi con le sue preghiere ottiene frutti di guarigione, di liberazione, di conversione, cioè frutti buoni, vuol dire che la pianta è buona. In caso contrario la pianta dimostra di essere cattiva e allora vuol dire che si tratta di falsità. Domanda: Una signora chiede: a maggio di quest’anno sono andata per la prima volta a Medjugorje. Durante le varie funzioni a cui ho partecipato, in particolare durante la Santa Messa, ho avuto continui fastidi alla testa con la sensazione di svenire. I sintomi sono continuati in forma più leggera a Roma durante la Messa della domenica. In passato ho praticato il Reiki, una disciplina orientale per sette anni, e qualche volta ho avuto esperienza di cartomanzia. Le chiedo se le due cose possono essere attinenti ai miei fastidi in modo da evitare ogni dubbio. Mi piacerebbe avere una sua opinione, soprattutto le chiedo cosa fare al fine di migliorare la mia crescita spirituale. Don Amorth: State attenti! Adesso c’è la mania di interessarsi a dottrine orientali fondate sul principio della reincarnazione. Si acquistano in questo modo dei mali che poi restano. Uno pratica lo yoga dicendo “è uno sport, mi distende i muscoli, i nervi, mi rasserena” e non sa invece che è la porta d’ingresso per l’induismo. Quindi c’è da stare attenti a queste cose perché poi quando il male è entrato in noi anche se ci convertiamo e l’abbandoniamo, le conseguenze molte volte restano a lungo. E non meravigliamoci se le conseguenze molte volte si manifestano soprattutto a contatto con il sacro. Certe persone hanno mal di testa o altri disturbi quando vanno in chiesa, quando pregano, quando si accostano al sacro. Perché? C’è indubbiamente l’azione del demonio che cerca di allontanarci dalla preghiera, dai sacramenti, dalla Messa, dalla Chiesa, ma c’è anche una permissione da parte di Dio affinché noi offriamo al Signore sacrifici di lode, sacrifici di sofferenze. Pensate a Gesù Crocifisso, che per la nostra salvezza ha offerto a Dio tutto se stesso: il suo sangue, le sue piaghe, la sua morte in croce così tremenda…. Allora, ecco che anche noi possiamo offrire queste sofferenze in unione con quelle per le quali Gesù si è offerto al Padre. Domanda: Una donna di Torino si lamenta perché il Cardinale ha tolto a tutti gli esorcisti la facoltà di esorcizzare. Ora si sente completamente abbandonata e dice: non è forse un diritto quello di essere curati? Don Amorth: Sono due domande molto forti. Prima domanda: il Cardinale di Torino ha tolto di colpo a tutti gli esorcisti torinesi la facoltà di esorcizzare. Non critico il Cardinale che ha altri progetti, vedremo quello che realizzerà, dico solo quello che avrei fatto io al suo posto. Se io fossi vescovo, manderei quei sacerdoti che ritengo degni di stima e adatti a diventare esorcisti, presso altri esorcisti già pratici da tempo, come per esempio don Carlo e don Quaglia, esorcisti di Torino. Qui a Roma già da due anni l’Università Pontificia “Regina Apostolorum”, ha organizzato dei corsi per esorcisti o per aspiranti esorcisti: è una cosa buona, però la vera scuola è quella di partecipare agli esorcismi e di abituarsi a farli insieme ad un esorcista ricco di esperienza. Io sono tanto grato al Cardinal Poletti che mi ha nominato esorcista come aiuto di Padre Candido, santo sacerdote, per quasi quarant’anni esorcista alla Scala Santa. Ho avuto la grazia per sei anni di stare alla sua scuola. Non critico quello che ha fatto il Cardinale, affari suoi, ne risponderà di fronte a Dio. Molto importante la seconda domanda: non ha diritto uno che ne ha bisogno di trovare nella sua diocesi chi l’aiuta? Ci sono dei canoni nel Diritto Canonico che sono molto precisi. Uno che ritiene di aver bisogno di esorcisti ha diritto di rivolgersi al suo Vescovo. Questo può far esaminare il caso e magari concludere che non c’è bisogno di esorcismi. A volte alcune persone credono di avere un male malefico e invece hanno bisogno di cure psichiatriche. Se invece il Vescovo trascura, manda via, sbatte la porta in faccia alla persona, questa persona ha il diritto di mandargli una lettera scritta, e se riceve risposta ha diritto di mandare la lettera che ha inviato al vescovo, magari insieme con la risposta ricevuta, alla Congregazione del Culto, ed ha anche il diritto di mandarla al Santo Padre. E’ un diritto di tutti i fedeli ricevere le cure spirituali di cui hanno bisogno. Purtroppo queste cose Vescovi e preti non le sanno. Una volta mi è capitato in televisione di trovarmi di fronte ad una coppia di sposi; lei felice perché dopo 10 anni finalmente era stata liberata da un esorcista di Pordenone, dottore esorcista amico mio carissimo Monsignor Sunto, però le parole che mi impressionarono furono quelle del marito. “Ci sono voluti 10 anni (qui in Italia!) di ricerca presso Vescovi per trovarne uno che nominasse un esorcista che liberasse mia moglie dalla presenza del demonio. Questa è purtroppo la situazione in cui ci troviamo al giorno d’oggi. Ci sono intere nazioni, Germania, Austria, Spagna, Portogallo dove non esistono esorcisti, e persone mi scrivono dicendo che vorrebbero venire a Roma, pensando che con un esorcismo si torni a casa guariti. Per liberare una persona dalla presenza del demonio il più delle volte occorrono anni di esorcismi e allora io li spingo, non essendoci esorcisti nelle loro città, ad andare nei gruppi di Rinnovamento dove si fanno preghiere di guarigione o liberazione o di andare presso quei sacerdoti che fanno preghiere di liberazione e guarigione, preghiere che non hanno bisogno di nessuna autorizzazione vescovile perché c’è l’autorizzazione di Gesù Cristo; Marco 16-17: “Coloro che credono in me nel mio nome cacceranno i demoni”. Anche ognuno di voi, uomini, donne, giovani, adulti, vecchi, purché abbia veramente fede in Gesù Cristo può nel Suo nome cacciare i demoni. Abbiamo l’esempio di tanti santi, come Santa Caterina da Siena, che non era sacerdote, non era esorcista, ma cacciava i demoni. In questi casi sono preghiere private, mentre invece l’esorcismo è la preghiera pubblica, sacramentale, in cui il sacerdote agisce in nome della Chiesa. E’ importante che le persone che avvicinano l’esorcista vadano sapendo di avvicinare un uomo che agisce in nome della Chiesa, non uno che ha delle facoltà particolari, dei poteri. Testimonianza: Concludiamo con la testimonianza di una ragazza che è stata liberata da un maleficio. Afferma che la sua conversione è iniziata da quando le è stata regalata la medaglia miracolosa; da allora ha cominciato a pregare ed ha abbandonato la vita di peccato. Ora è più serena e felice. Don Amorth: E’ una bella testimonianza! La Medaglia Miracolosa ha prodotto dei prodigi veramente straordinari, ecco perché è stata diffusa in milioni e milioni di copie. E’ stata la Vergine a chiedere a Santa Caterina Labourè nel 1830 di farla coniare così come la vediamo. E’ un grande messaggio, non è un amuleto, non è un portafortuna! Se noi portiamo con vera fede gli oggetti sacri ( medaglie, immagine sacre, ecc.), essi ci proteggono ed ottengono veramente prodigi di guarigione e di conversione come nella testimonianza che ci è stata riferita. Grazie. Sia Lodato Gesù Cristo.
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