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Relazione di Padre Gabriele Amorth
Il Messaggio si può ascoltare al n. 06/4451612 Sito Internet. www.centroreginadellapace.it e-mail: Info@centroreginadellapace.it Riunione del 27 Maggio 2006 Messaggio del 25 Maggio 2006 “Cari figli, anche oggi vi invito a mettere in pratica e a vivere i messaggi che vi do. Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al Paradiso. Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere. La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera. Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” Ci sono gli stessi concetti con delle sfumature nuove. L’invito che fa all’inizio ci è stato rivolto molte volte, ma la Madonna insiste perché vuol dire che ce n’è proprio bisogno “…vi invito a mettere in pratica e a vivere i messaggi che vi do.” E’ inutile ascoltare i messaggi della Madonna se uno poi non li osserva. Abbiamo già avuto esperienze nel passato, esperienze dolorose. A Fatima la Madonna aveva detto nel ‘17, mentre stava finendo la prima guerra mondiale, (voi sapete che Francesco e Giacinta sono poi morti di spagnola due anni dopo): “Se si farà quello che io dico ci sarà pace, altrimenti sotto il pontificato di Pio XI inizierà un’altra guerra peggiore di questa!” Non si sono osservate le ammonizioni della Madonna e c’è stata la seconda guerra mondiale. Ecco perché la Madonna insiste: “Io parlo, io vi esorto, però voi dovete osservare quanto vi dico, perché è inutile che voi ascoltiate i miei messaggi se poi questi non hanno influenza su di voi”. Io vorrei chiedere a tutti, specialmente a quelli che seguono i nostri gruppi di preghiera dall’84, da 22 anni ormai, se è migliorato qualcosa nella vostra vita: più intensità di preghiera, di spirito di penitenza, anche di digiuno, di sacrificio in tutti i sensi, di fiducia, di amore…. I messaggi, la nostra frequenza nel venire a pregare insieme hanno influito su di noi, hanno cambiato la nostra vita? “… Decidetevi per la santità”. E’ una decisione da prendere perché molte volte noi compiamo delle azioni che non dovremmo compiere dicendo: “io non sono un santo, io non ho la capacità di perdonare in questa occasione, di avere carità in questo caso, sono permaloso, mi ribello…”. La scusa “io non sono un santo” molte volte è un pretesto per non fare quello che sappiamo essere la volontà di Dio per noi. “…Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso”. Si pensa poco al Paradiso, parlarne non è facile perché è tutto un mondo diverso dal nostro, non abbiamo termini di confronto, per cui a predicare del Paradiso si fa fatica. San Paolo che ha parlato tanto di Gesù, rapito al terzo cielo, cioè in Paradiso, per quanto tempo se col corpo o senza il corpo, non lo sa, non ci descrive niente. Solo: “lingua … non può ridire la gioia immensa che il Signore ha preparato per coloro che lo amano”. Il paradiso è indescrivibile, ma dobbiamo ugualmente pensarci perché è la nostra meta. Dio ci ha creato tutti per il Paradiso, siamo peccatori, ebbene il Signore ci ripete “Non voglio la morte del peccatore ma che si converta e viva”. Ci vuole tutti in Paradiso, e la Madonna allora insiste “…Pensate al Paradiso…” ossia alla meta finale. La nostra vita terrena è breve, vivessimo anche cent’anni o centoventi come Mosè, poi c’è l’eternità ed allora “pensate al Paradiso”, perché? Perché vi venga la voglia di andarci a costo di qualunque sacrificio. “…Solo così avrete la pace nei vostri cuori…”. Da qui in poi il termine principale che usa la Madonna in questo messaggio è la parola: “ Pace ”. Si è presentata come Regina della Pace 25 anni fa. Ha parlato tanto in questo frattempo, ha incoraggiato tanto, come una mamma che non si stanca di ammonire i Suoi figlioli. “…Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere…”. Se ci impegniamo nel cammino di santità, osservando i Suoi messaggi, avremo una pace che è compatibile con la sofferenza, ma non con la tristezza. Il cristiano che ha fede, anche quando soffre, non è triste, non è demoralizzato, è ricco di speranza perché sa che il cielo lo aspetta “…così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere”. E continua: “…La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera”. E’ un dono di Dio la pace, non si ottiene con ragionamenti filosofici. La pace non è l’assoluta indifferenza a tutto, il Nirvana dei buddisti, ma la pace che Dio ci dà è frutto di preghiera non di sforzo personale.. “…Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo”. Molte volte la Madonna ha insistito su questo parallelismo: bisogna avere la pace nel cuore perché ci sia anche la pace nel mondo, se c’è la pace nelle coscienze c’è la pace anche nel mondo. Purtroppo, vediamo quante guerre ci sono in giro, quanti disastri, quanti massacri!… Non c’è la pace, perché? Perché non c’è la preghiera:… “ Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo”. Voi sapete che uno dei cinque punti fondamentali della religione islamica è la guerra santa, uccidere perché tutti diventino mussulmani: ecco la pazzia dei kamikaze, di coloro cioè che si suicidano per compiere stragi con la convinzione che questo li porti subito nel paradiso di Maometto descritto nel Corano in maniera così grossolana. “…Affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo…”. Deve vincere nei cuori, non ci può essere pace se non c’è la preghiera e se non la si chiede a Dio con forza. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”, e grazie a voi per essere venuti qui questa sera così numerosi. Don Gabriele Amorth Domanda: Mia madre mi raccontò molti anni fa che aveva imparato alcuni giochi magici, come per esempio punzecchiare una bambola per recare sofferenze a persone. In certe occasioni aveva messo in pratica queste conoscenze verso persone che la infastidivano, e quando veniva a sapere che il risultato era stato efficace lei ne godeva. Dopo alcuni anni, cominciai a sentire in casa una voce maschile, lo dissi a mia madre e lei lo raccontò ad una sua amica che praticava la magia. Questa le suggerì di mandarmi ad una scuola adatta a sviluppare le mie possibilità di diventare medium. Sicuramente intervenne il Signore, perché io mi rifiutai. Successivamente cambiammo casa e io non sentii più niente. Ora non so se mia madre continua ancora con queste cose, in effetti io non ho mai visto niente, so solo quello che mi raccontò quella volta. In certi momenti però noto che è molto cattiva. Tempo fa in una discussione mi maledisse, dicendomi che si augurava che non avessi figli. E’ un po’ di tempo che io e mio marito desideriamo un figlio che non viene. E’ possibile che sia dovuto a quella maledizione? Se è così, cosa devo fare per liberarmene? Ho anche una sorella, che pur desiderandolo non è riuscita a trovare marito. E’ possibile che mia madre le abbia trasmesso qualche cosa di malefico? Se sì, cosa deve fare? Risposta: E’ piuttosto comune il fatto che delle persone sentano delle voci. Ciò può accadere perchè qualcuno ha fatto qualche seduta spiritica, ha frequentato maghi e cartomanti. In questi casi c’è la colpa iniziale, altre volte no, è difficile capirne la causa; quello che è importante è come ci si deve comportare: il disprezzo, l’indifferenza, non badarci, non fare quello che dicono, e pregare, pregare, perché se uno disprezza queste voci, non sta ad ascoltare con curiosità e tanto più a seguire quello che dicono, ma cerca di respingerle, di rifiutarle e prega, allora poco per volta cessano. Domanda: Ma, don Amorth, la maledizione che la mamma ha dato alla figlia ha potere? Risposta: A volte è possibile, ma non è che ce ne sia la certezza. E’ vero però che quando si vive uniti a Dio ci si libera anche dalle influenze negative che si possono ricevere perfino da persone care. Bisogna vigilare, stare in guardia, non frequentare maghi, cartomanti, sedute spiritiche e via dicendo, essere uniti al Signore con la preghiera. Domanda: Lavoro in ospedale, sono sempre a contatto con malati che il Signore chiama poi in cielo. Spesso non facciamo in tempo neanche a chiamare il sacerdote perché pensiamo più alle cose terrene, alle cose materiali e la morte per il paziente giunge all’improvviso: a volte la persona non riceve neanche l’Olio Santo. Leggendo un suo libro ho fatto delle considerazioni. Durante l’agonia (momento di grande lotta) possiamo noi benedire i moribondi e chiedere al Signore di accogliere le loro anime? Che cosa ci suggerisce? Risposta: Io raccomando tanto alle infermiere il contatto con i cappellani degli ospedali affinché vadano a visitare i malati, una visita di cortesia, una visita che possa lasciare una traccia diciamo, se non proprio di amicizia, almeno di desiderio di pregare, quindi cercare di avvicinare le persone ai sacerdoti. Può un infermiere benedire una persona? I genitori possono benedire i loro figli. Penso che ognuno di noi possa benedire una persona dicendo: ti benedica il Signore nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Questo lo si può sempre fare. Inoltre è importante invogliarle a cercare Dio, invogliarle a pregare. Tante volte dei malati durante il periodo di ricovero hanno ritrovato la fede, il gusto della preghiera, il gusto di andare in Chiesa per ascoltare la Santa Messa. Spesso le malattie sono state provvidenziali per ritornare a Dio e quasi sempre in questi casi c’è stato l’intervento di qualche infermiera che ha favorito il risveglio della fede. Ecco quello che un infermiera può fare senza nessuna forzatura. Domanda: Don Amorth, l’altra volta lei ci ha parlato del Codice da Vinci, dicendo che la Chiesa una volta proibiva questi libri, mentre ora sono alla portata di tutti, è normale? Risposta: E’ un romanzo, è un’ invenzione. Gli stessi autori dei documenti su cui il romanzo si basa hanno detto di averli inventati. Non c’è niente di vero, c’è già anche un errore fondamentale in partenza, quello di confondere Santa Maria Maddalena, con la peccatrice innominata (di cui anche gli Ortodossi fanno la festa) con Maria sorella di Lazzaro e di Marta. Sono tre personaggi ben distinti. Maria Maddalena non è mai stata una peccatrice, è stata posseduta dal demonio e non va confusa con la peccatrice innominata. Questo romanzo è tutto una falsità. Ora perché la gente corre a vedere queste fandonie? A mio parere si vuole insinuare che nella nostra fede ci sono delle falsità. Ritengo dannoso leggere il romanzo o vedere il film. L’autore, e non solo lui, ha fatto milioni con i libri e col filmato. Dice San Paolo: “chi cerca i beni della terra non riceve i beni del cielo”. Domanda: Io per circa 20 anni ho esercitato l’astrologia, l’ho esercitata senza farmi mai pagare; l’ho studiata a fondo trovando leggi molto interessanti. Avrei voluto che diventasse materia di studio nell’università. Dopo un incontro con l’esorcista della Scala Santa, padre Tommaso, che si era subito accorto della mia attività di astrologo, ricevuta la sua benedizione, ho capito che agivo male. In me infatti c’era molto orgoglio perché ero ammirato, applaudito… Tutto mi distoglieva dalla religione. Che cosa ne pensa lei dell’astrologia? Risposta: L’astronomia è una scienza, l’astrologia è una deviazione, è superstizione è magia, quindi l’astrologia è da condannare. E’ giusto che l’astronomia sia studiata. Ricordo un astronomo che diceva: studiando l’astronomia ho rinforzato la fede perché vedevo la potenza di Dio, la toccavo con mano. Mentre l’astrologia, che pretenderebbe attraverso lo studio degli astri di indovinare il futuro, è da negare, è una forma di magia. Domanda: E’ vero che sull’astrologia c’è l’influenza dei demoni? Risposta: Che nell’astrologia ci siano azioni malefiche è possibile come in tutte le forme di magia. In ogni caso è da condannare. Domanda: Ritornando alla preghiera sui moribondi, mi è venuta in mente una preghiera che tutti conosciamo: “La coroncina della Divina Misericordia” di Suor Faustina. Gesù ha promesso che se uno la recita con fede accanto ad un morente, Lui si mostra come Salvatore e non come giudice. Risposta: Sempre, quando preghiamo, Gesù si interpone come Salvatore, non solo in quella preghiera, ma, come ha promesso in tutte le preghiere, certo secondo i Suoi tempi. Dice San Paolo nella lettera ai Romani: “A volte non sappiamo cosa chiedere a Dio e allora è lo Spirito Santo che prega per noi con gemiti inesprimibili “. Noi non sappiamo molte volte quale sia il vero bene, per cui può accadere che chiediamo cose che non sono un bene per noi. Gesù si interpone sempre per darci il meglio. L’esempio più chiaro è quello della preghiera di Gesù nell’orto: “Padre se è possibile passi da me questo calice senza che Io lo beva ”. Nella lettera agli Ebrei c’è scritto che questa preghiera di Gesù è stata esaudita, eppure Lui chiedeva di evitare la passione; Dio l’ha esaudito, ma in che modo? Non l’ha esaudito alla lettera perché era meglio che Gesù patisse e risuscitasse. Lo dice Lui stesso parlando ai discepoli di Emmaus: “Stolti, non sapevate che era necessario che Cristo patisse per giungere così alla sua gloria?”. E allora il Padre ha ascoltato questa preghiera a modo Suo, dandogli la forza di sopportare la passione, subire la morte e poi risuscitare. Questo era il meglio per Lui. Le nostre preghiere vengono sempre ascoltate, non sempre però alla lettera. Dio non sempre ci dà quello che noi chiediamo, sempre però ci dà qualcosa, qualcosa che per noi è sempre il meglio anche se lì per lì non ce ne rendiamo conto. Da registrazione non corretta dall’autore
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