|
Archivio Pensieri |
| |
| Finche' non coltiviamo pensieri amichevoli verso ogni persona che incontriamo, giorno dopo giorno,
ci perdiamo la parte piu' gioiosa della nostra vita. Se davvero potessimo aprire i cuori non sarebbe
affatto difficile essere felici.
|
|
|
| La cosa peggiore è il voler apparire diversi da quello che si è. Quando nella vita sociale, a poco a poco, ci si è guadagnati un’apparenza di onore, quando ci si è procurati una reputazione di uomini di pietà e di moralità, tutto concorre a rafforzarla e ci si dà da fare per non smentire tale immagine, riuscendovi spesso assai bene. Ma che brutture dietro una tale immagine!
Nel Vangelo Gesù svela il pericolo della falsa apparenza, opponendo ad essa, sia pure implicitamente, l’uomo che ha fame e sete di giustizia, che non è mai sicuro di essersi messo sulla retta via, che aspira ad una vita più vicina alla volontà di Dio.
Si dice che san Filippo Neri, ormai prossimo alla morte, avendo avuto l’impressione di stare per guarire, avrebbe detto in modo molto serio a coloro che gli stavano intorno: “Se ne esco, mi converto!”.
È meglio smentire la propria immagine, riconoscere le proprie debolezze, sopportare l’umiliazione di veder rinascere la tentazione, confessare a se stessi e a Dio la propria miseria, piuttosto che chiudersi nella sicurezza ingannevole di un’apparenza onorevole, ma falsa. “La verità vi renderà liberi”.
|
|
|
| Il pensiero di Maria non parta dalla tua mente. Il nome di Maria non abbandoni il tuo labbro.
L'Amore di Maria non si spenga nel tuo cuore. Seguendo Maria non ti perderai.
Appoggiandoti a Maria non cadrai. Sperando in Maria non temerai.
Ascoltando Maria non sbaglierai. Vivendo con Maria ti salverai.
|
|
|
| Nell'aridità e nel vuoto l'anima diventa umile. L'orgoglio di un tempo sparisce quando in se stessi non si trova più nulla che dia l'autorizzazione a guardare gli altri dall'alto in basso. L'anima deve considerare l'aridità e il buio come buoni presagi: come segni che Iddio le sta al fianco, liberandola da se stessa, strappandole di mano l'iniziativa. ( Edith Stein ) |
|
|
| Le anime del Purgatorio sono sollevate dai suffragi dei fedeli, ma soprattutto dal prezioso sacrificio dell'altare. Con la Santa Messa il sacerdote e i fedeli non domandano a Dio soltanto la grazia per le anime del Purgatorio, ma offrono un riscatto di immenso valore. Il beneficio speciale della Santa Messa è per l'anima per la quale viene applicata, mentre il frutto generale è per tutta la Chiesa. Se amiamo veramente i nostri cari, se vogliamo davvero sollevarli dalle loro pene, dobbiamo dare la massima importanza al sacrificio Eucaristico; non si tratta quindi di pagare semplicemente una Messa, ma di unire la propria carità all'amore di Cristo. |
|
|
| Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo detto Golgota; il suo camminare ti sia d'esempio per il cammino che fai nei sentieri della vita. Ora Gesù è "assiso alla destra del Trono di Dio" ma è passato attraverso la passione e la morte in croce. Conosci e apprezza sempre più a fondo il prezzo della tua redenzione e guarda e imita Colui che si sottopose alla croce; parteciperai ai frutti della sua passione. |
|
|
| Questa raccomandazione ci viene urlata da: Giovanni Battista, nel deserto. Giovanni ha proprio questa vocazione/missione: svegliare! E' tempo di svegliarsi dal sonno; è tempo di decidere di aprire la porta al Signore e quindi di preparare la sua venuta. Il torpore prodotto dalla monotonia delle abitudini, dalle mille cose urgenti da inseguire, dalla ricerca della comodità a tutti i costi, la paura di perdere la faccia... rischiano di lasciarci inerti nel deserto delle nostre relazioni fredde, superficiali, indifferenti...Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio ci dice Luca. Sta a me aprire mani, mente e cuore per accogliere, per preparare questo incontro, perchè Gesù vuole incontrare me, non vuole qualcosa da me: vuole me! |
|
|
| Non dimentichiamo le parole di Gesù: " quello che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l'avrete fatto a me." Se qualcuno ricopre incarichi non appariscenti ricordi che Gesù, per nostro amore, non disdegnò abbassarsi ai lavori più umili e che è molto importante per noi innalzarci fino a collocarci accanto a Dio con azioni non appariscenti. |
|
|
| La parola di Gesù nel Vangelo:"SEGUIMI" è rivolta a ciascuno di noi. Non è detta al plurale: è rivolta a me! A te! Io, personalmente sono interpellato e io personalmente devo rispondere. Se dico "No", dico no all'Amore. Se dico "Si" devo sapere che sto dicendo si a Gesù che ha preso "la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme" ricorda Luca, cioè ha deciso di incamminarsi senza tentennamenti verso la crocifissione, per me, per i miei peccati. Dico si all'Amore, e non solo ritrovo Lui, l'Amore, ritrovo in pienezza anche me stesso, perchè nel consegnare a Dio la mia vita, trovo finalmente la pienezza della mia libertà! |
|
|
| Il Santo Padre Benedetto XVI°, ci ricorda di valorizzare sempre di più la celebrazione eucaristica come culmine della vita cristiana e riscoprire la fecondità dell'adorazione. Diventare "pane spezzato per i fratelli", impegnandoci a offrire noi stessi in quelle circostanze che richiedono di far morire il nostro io. Soprattutto in un tempo come quello odierno, di crisi economica e sociale, in cui siamo solidali con chi è nell'indigenza per offrire a tutti speranza in un domani migliore e più degno dell'uomo. |
|
|
| Oggi, un Vangelo che ci provoca, ci contesta e ci incoraggia. La fede non è un intreccio complicato di dogmi e doveri. Gesù ne indica il cuore: ama, hai fatto tutto. Questo basta. Ecco una donna venne… con un vasetto di profumo. Viene con quello che ha, con ciò che esprime amore, più che pentimento. Bagna i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i capelli, li profuma, li bacia. Sono gesti imprevisti, nuovi, oltre la legge, oltre lecito e illecito, oltre doveri o obblighi, con una carica affettiva veemente. Ai quali Gesù non si sottrae, che apprezza. Ogni gesto d'amore è sempre decretato dal cielo. Gesù gode il fiorire dell'amore, vede la donna uscire dalla contabilità del dare e dell'avere Ogni gesto umano compiuto con tutto il cuore ci avvicina all'assoluto di Dio.
Gesù guarda al di là delle etichette: arriva una donna, gli altri vedono una peccatrice, lui vede un'amante: ha molto amato. L'amore vale più del peccato. È la nostra identità. L'errore che hai commesso non rèvoca il bene compiuto, non lo annulla. È il bene invece che revoca il male di ieri e lo cancella. Una spiga conta più di tutta la zizzania del campo. Questo Dio che ama il profumo e le carezze, ci commuove. Non è il grande contabile del cosmo, ma è offerta di solarità, possibilità di vita profonda, gioiosa, profumata, che sa le sorgenti della gioia, del canto, dell'amicizia. Un solo gesto d'amore, anche muto e senza eco, è più utile al mondo dell'azione più clamorosa, dell'opera più grandiosa. È la rivoluzione totale di Gesù, possibile a tutti, possibile ogni giorno.
|
|
|
| La Beatitudine non entra nel mondo, ma esce dal mondo, proiettandoci nella dimensione della gloria; o meglio, della glorificazione delle realtà che proprio il mondo scarta. Scarta... Scarta... Come una caramella...
Sì, proprio come una caramella viene scartata, viene privata della sua copertura, del suo involucro, e se ne può gustare la beatitudine, così, da questa immagine che esce proprio dal mondo, si gusta la beatitudine una volta scartata la situazione che ricopre le realtà della nostra vita.
E le caramelle amare, guarda caso, una volta scartate, sono proprio esse le medicine più efficaci, le consolazioni più forti, una volta si è tolto l'involucro, l'apparente copertura che le nascondeva agli occhi.
Basta scartare...
E tutto si apre.
LA VITA E' PIENA DI CARAMELLE SCARTATE O DA SCARTARE...
BASTA TOGLIERE CON PAZIENZA L'INVOLUCRO, E SI E' BEATI.
|
|
|
| Contemplare il mistero della Trinità non significa certo applicare la matematica a Dio, o fermaci, stupiti, dinanzi alla sua grandezza: significa lasciarsi conquistare dal vortice d'Amore di DIO, permettere allo Spirito Santo di trasformarci, significa comprendere che Dio ci ha creati per la comunione e per l'unità in Lui. Siamo immersi nella diversità (uomo/donna, giovane/anziano, bianchi/neri, sani/malati...) eppure destinati, attraverso l'AMORE, a divenire UNO: come DIO, in DIO. " Come Tu Padre sei in me e io in Te, siano anch'essi in Noi una cosa sola...Io in loro e Tu in me, siano perfetti nell'unità". (Gv 17, 21.23) |
|
|
| "Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l'autorità una dominazione,la missione una propaganda, il culto un'evocazione e l'agire cristiano una morale da schiavi.
.....MA NELLO SPIRITO SANTO IL COSMO SI SOLLEVA E GEME NELLE DOGLIE DEL PARTO, IL CRISTO RISUSCITATO E' PRESENTE,
IL VANGELO E' POTENZA VIVA, LA CHIESA E' COMUNIONE TRINITARIA, L'AUTORITA' E' SERVIZIO LIBERATORE, LA MISSIONE E' PENTECOSTE........"
IGNATIOS DI LATAKIA (metropolita ortodosso)
|
|
|
| Il cantico di lode di Maria sgorgato dal suo cuore nell'incontro con la cugina Elisabetta è ormai da tutti chiamato il MAGNIFICAT. E' un esplosione di gioia. La sua gioia è grande, il suo spirito esulta, ma quell'esultanza è diretta a Dio che mantiene le sue promesse annunziate dai profeti. Anche tu devi esultare di gioia quando senti dentro di te vivere lo Spirito Santo di cui sei il tempio. Essere in grazia di Dio! Avere l'amicizia di Dio! Confina con l'esultanza che avremo nell'eternità, continuazione naturale di questa vita. |
|
|
| Gesù afferma: "Il Padre è più grande di me...E' bene per voi che io me ne vada, se no non verrà a voi lo Spirito Santo..." E' proprio lo Spririto Santo che ci permette di accogliere l'amore di Dio, di consentirgli di amare in noi, perché lo Spirito è "esperto di accoglienza", mi aiuta a svuotarmi di me stesso per dare spazio all'AMORE, mi abilita a farmi "servo per amore", ad uscire da me stesso (ex-stasi) per "dare la vita", per amore come Dio ama. Gesù ci prepara alla Pentecoste perchè si realizzi la pienezza della Pasqua: "Lo Sirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto...vi guiderà alla Verità tutta intera". |
|
|
| Maria è vissuta povera, vivendo di lavoro manuale. Anche tu se vuoi progredire nella vita spirituale distacca il cuore dalle cose; mortifica il tuo corpo, moderando il cibo e le bevande. Rafforzerai così la tua volontà per il futuro. Riguardo al passato, se hai da rimproverarti ancora delle colpe già confessate, opera la carità che copre ogni peccato; e purifica la memoria, cioè non ti angustiare più per i peccati passati e confessati, ma va avanti con serenità e grande fiducia in Lui, che già ha dimenticato ogni cosa. |
|
|
| Il sacerdote, pastore secondo il cuore di Dio, è colui che fa esperienza della “voce” di Cristo, già nel momento di individuazione della propria chiamata e missione. Egli infatti, ha potuto discernere questa voce docile ed amorevole, per mezzo dell’azione dello Spirito, che guida e sostiene la Chiesa, chiamando alla sequela di Cristo.In risposta a tale chiamata, il sacerdote intende rendere presente fra gli uomini l’amore e la misericordia di Dio, cercando di invitare ed esortare i propri fedeli ad aprirsi all’incontro con Dio.Il sacerdote è colui che rinnova ogni giorno la meravigliosa scoperta del sentirsi amato da Dio, e fa di quest’amore il segno distintivo del suo esistere. Le ferite del peccato, alle quali faceva riferimento il Santo Padre nella sua visita apostolica presso la Chiesa di Malta, possono essere guarite e sanate solamente attraverso l’amore vero, nella giustizia e nella pace.
|
|
|
| L'idolo è tutto ciò che domina l'uomo facendogli perdere il controllo. In quanto Dio offre all'uomo la dignità, la grandezza, la libertà, gli idoli tiranneggiano l'uomo rendendolo schiavo. Oggi gli idoli sono molti: abuso di potere, la manipolazione sociale e politica, l'esplorazione, l'allucinazione del sesso, della droga, della violenza, del denaro. Davanti a questi e altri idoli Dio dice: "Adorerai il Signore Dio tuo e a Lui solo presterai culto". Solo con la preghiera, ricorrendo a Dio, possiamo vincere la tentazione: " Vegliate e pregate per non cadere in tentazione". |
|
|
| « Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime e soprattutto per i poveri peccatori. Oh! se riuscissero a capire che Io sono per loro il migliore dei Padri; che per loro è scaturito dal Mio Cuore Sangue ed Acqua, come da una sorgente strapiena di Misericordia; che per loro dimoro nel tabernacolo e come Re di Misericordia desidero colmare le anime di grazie, ma non vogliono accettarle. Vieni almeno tu il più spesso possibile a prendere le grazie che essi non vogliono accettare e con ciò consolerai il Mio Cuore. Oh! quanto è grande l'indifferenza delle anime per tanta bontà, per tante prove d'amore! Il Mio Cuore è ripagato solo con ingratitudine e trascuratezza da parte delle anime che vivono nel mondo. Hanno tempo per ogni cosa; per venire da Me a prendere le grazie non hanno tempo. E perciò Mi rivolgo a voi, a voi, anime elette! Anche voi non comprendete l'amore del Mio Cuore? E anche qui è rimasto deluso il Mio Cuore. Non trovo il completo abbandono al Mio amore. Tante riserve! Tanta diffidenza! Tanta cautela! Per tua consolazione ti dirò che ci sono anime che vivono nel mondo, che Mi amano sinceramente; dimoro nei loro cuori con delizia. Ma non sono molte. L'amore di queste anime ed il loro sacrificio mantengono l'esistenza del mondo. Quello che ferisce più dolorosamente il Mio Cuore è l'infedeltà di un anima che Io ho scelto in modo particolare. Quelle infedeltà sono come lame taglienti che trafiggono il Mio Cuore ». |
|
|
| Basta piangere! Basta cercare di prolungare il dolore quando Cristo ci ha spalancato la vita. E' vero...chi ha fatto esperienza di grande dolore per la morte di una persona cara o per una grave difficoltà, chi è immerso ancora nella sofferenza certamente fa fatica a staccarsene e a dire basta! Eppure è il momento ora di comprendere che CRISTO E' VIVO! Non siamo discepoli di un defunto ma di un VIVENTE. Il nostro Dio che ha voluto attraversare il dolore e la morte per noi, ma ora la morte è sconfitta, il peccato è sconfitto, satana, l'accusatore è stato precipitato. CRISTO E' RISORTO per non morire più. ALLELUIA! Smetti fratello e sorella di cercare tra i morti: di continuare a vivere come se il tuo peccato non fosse perdonato, come se l'ultima parola della tua vita fosse "morte". No! L'ultima parola della nostra esistenza è RISURREZIONE, VITA, VITA ETERNA. |
|
|
| La domenica delle Palme e della Passione del Signore ci introduce nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a ripercorrere con Cristo giorno per giorno i momenti culminanti della sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato al mattino di Pasqua. Possa ognuno di noi, in questi giorni, accogliere il dono delle lacrime come l’ebbe il primo degli apostoli quella sera del tradimento perché, assieme a lui, anche noi ci accostiamo nuovamente al Signore e iniziamo a seguirlo con cuore nuovo. |
|
|
| Nel Vangelo di oggi: ( V di Quaresima) "Gli condussero una donna sorpresa in adulterio..." Come siamo abili a vedere e a giudicare i peccati degli altri. Facciamo le vittime puntando il dito sui presunti colpevoli: scuola, famiglia, TV, governo, papa, giovani... qualche volta anche contro Dio. " Chi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei..." Gesù non dice di non accorgersi del peccato degli altri: spesso è evidente e publico. Mi dice piuttosto di non dimenticare che io sono pieno di peccati. Mi dice di far tesoro anche degli errori degli altri per convertirmi. Io posso, io devo convertirmi! Non posso continuare ad essere così ipocrita da pensare di poter giudicare gli altri come se io fossi senza peccato. " Non peccare più" è rivolta a me questa parola, non ad altri: Dio ci ha donato Suo Figlio Gesù, c'è di mezzo una croce:non peccare più! |
|
|
| La quarta domenica di Quaresima è la domenica della letizia, della gioia, ed è il vangelo, con la parabola del figliol prodigo, a darci la chiave di lettura di una gioia vera, quella che viene da un cuore e da una vita riconciliata con Dio e con i fratelli. L'amore è apertura al nuovo, è ritornare anche sui propri passi riconoscendo i propri errori e mettendo riparo ai danni causati con una vita nuova in Dio. Di fronte all’amore del padre, il peccato del figlio risalta maggiormente. La sofferenza e le privazioni sopportate dal figlio minore sono la conseguenza del suo desiderio di indipendenza e di autonomia, e di abbandono del padre. La nostalgia di una comunione perduta risveglia in lui un altro desiderio: riprendere il cammino del focolare familiare.
Questo desiderio del cuore, suscitato dalla grazia, è l’inizio della conversione che noi chiediamo di continuo a Dio. Siamo sempre sicuri dell’accoglienza del Padre.
La figura del fratello maggiore ci ricorda che non ci comportiamo veramente da figli e figlie se non proviamo gli stessi sentimenti del padre. Il perdono passa per il riconoscimento del bisogno di essere costantemente accolti dal Padre. Solo così la Pasqua diventa per il cristiano una festa del perdono ricevuto e di vera fratellanza. "O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina". Amen.
|
|
|
| Dinanzi ai terribili problemi del mondo noi saremmo tentati di chiedere a Dio un intervento spettacolare e immediato: è la proposta delle tentazioni. Cristo risponde: No, non è questa la stada di Dio! Dio non ha nessuna intenzione di uscire dalla strada di dolore che noi abbiamo aperto con i nostri peccati: Dio la fa sua, la percorre con una umiltà e pazienza spiegabili solo con l'Amore infinito. Il Figlio dell'uomo porterà la croce e vincerà con la croce. Imitiamolo |
|
|
| Questa prima domenica di Quaresima si apre con il racconto delle tentazioni di Gesù. Poste alla soglia del suo ministero pubblico, esse sono in qualche modo l’anticipazione delle numerose contraddizioni che Gesù dovrà subire nel suo itinerario, fino all’ultima violenza della morte.
“Cristo tentato dal demonio! Ma in Cristo sei tu che sei tentato” (sant’Agostino). Infatti l’uomo non può sfuggire a questa realtà: la fede deve essere provata, perché noi abbiamo veramente la libertà. Anche oggi per noi debbono esserci prove per la fede. Guai se tutto fosse facile, scontato, normale! La prova è una verifica, è occasione per la libertà. E’ illusoria una vita senza prove: la prova è il terreno di crescita della mia libertà. Invece noi abbiamo tanta paura della prova, tanta paura della fatica della fede. Perché? Perché crediamo poco e ci rifiutiamo di crescere nella fede!
Rendici forti e determinanti Signore, non togliere mai dai nostri cuori la certezza che, anche se il cammino è lungo, tu hai pagato per tutti la vittoria sul male. Se staremo vicini a Te il male non prevarrà. Mai!
|
|
|
| Iniziamo mercoledì 17 il tempo forte della Quaresima. Lo scopo di questo periodo è la vera conversione, ossia il ritorno al Signore. Il segno esterno della nostra disponibilità a percorrere un cammino di rinnovamento interiore e di adesione a Gesù e al suo Vangelo sarà l’imposizione delle Ceneri. Il papa, Benedetto XVI ha dedicato il suo messaggio per la Quaresima di quest’anno al tema del digiuno. “Possiamo domandarci” egli dice “quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento… Il digiuno rappresenta una pratica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana…” A questo punto il papa cita un antico inno liturgico quaresimale che tradotto dice così: “Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti”. L’esortazione conclusiva suona così: “La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo.” Ecco un motivo in più per vivere bene la Quaresima, dare testimonianza di fede vissuta ad un mondo in difficoltà che ha bisogno di ritornare a Dio e non sa come fare a incominciare. |
|
|
| Il cuore dell’uomo oppone più resistenza ad ogni sorta di pressione che non il corpo; non si lascia certo manipolare, nemmeno dai miracoli.
L’azione di Gesù non ci insegna come operare guarigioni miracolose, ma ci mostra il cammino da seguire: per raggiungere lo spirito dell’uomo, bisogna partire dai sensi. L’occhio, l’orecchio, la sensibilità sono possibili vie, o meglio, inevitabili. È qui che il nostro amore può aiutarci ad aprire il cuore, affinché la Parola di Dio possa mettervi le radici. È questo che Gesù ha cercato di fare, è questo il più grande miracolo che si conosca al mondo.
|
|
|
| Non si deve pensare che vivere l'amore significhi fare cose complesse o difficili. Quelle fanno soltanto aumentare l'amore proprio e la superbia. Invece, amare significa avere pazienza, non condannare, essere umili, non giudicare, sopportare con fede le avversità. Hai notato come questi siano tutti atteggiamenti nei quali già la vita di tutti i giorni ti fa esercitare, senza che tu vada a cercare le occasioni! Si tratta, dunque, di valorizzare ogni istante della propria vita: non importa quanto sia banale o inutile, in quanto ogni momento è utile per esercitarsi nell'amore concreto. Quando chiesero al Cardinale Benelli:"Che cosa c'è da fare per uscire da questa situazione di difficoltà che il mondo attraversa?", egli rispose: "Non c'è niente da fare, c'è tutto da essere: essere cristiani veri".
PENSIERO di CARLO CARRETTO: "C'e una cosa più grande della tua azione: la Preghiera; c'è una forza più efficace della tua parola: l'AMORE". |
|
|
| Il peccato è la nostra tragedia quotidiana. Una realtà più grande di noi. Un mistero che non siamo capaci né di capire, né di eliminare totalmente. Il peccatore esclude volontariamente Dio dalla propria vita e lacera i suoi rapporti con gli altri. Il suo peccato compie devastazioni a vasto raggio. Ecco allora il sacramento della confessione o riconciliazione. Paolo VI chiamò la confessione: sacramento dell’umiltà e della gioia. L’umiltà è la migliore preparazione al perdono. Dal perdono nasce la gioia. Ma il perdono non è solo la gioia dell’uomo, è prima di tutto la gioia di Dio. Gesù ha detto: Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Lc 15,7). Accostiamoci allora più spesso al sacramento della confessione. |
|
|
|
|
|
|
|